Interviste

AUDIO - Papaleo: "La Roma mi ha scelto, sono legato a De Rossi. Malen col Cagliari è stato poetico"

Le parole a Radio Romanista: "Il picco emotivo della mia vita? Quando ho segnato un gol in Prima Categoria con la squadra del mio paese"

PUBBLICATO DA La Redazione
05 Giugno 2026 - 17:38

Intervenuto sulle frequenze di Radio Romanista, Rocco Papaleo si è raccontato a 360°. Dalla passione per la Roma a diversi altri temi, leggi e ascolta l'intervento grazie al podcast di Radio Romanista!

Ti abbiamo corteggiato parecchio...

"Sono una donna difficile...!".

Quello che è certo è che sei qui e che sei romanista!

"Ahimé... Si dice così, dai! Stiamo sempre a dire che il romanista è condannato alla sofferenza... Ma non è il momento di dirlo! Mi sento fortunato, il romanista ha un'emotività particolare. E sono pronto a cambiare!".

Tu l'hai scelta, la Roma.

"Sì... Direi che è stata più la Roma a scegliere me. E questa l'ho portata da casa! (ride, ndr) È stata una scelta indotta dalle amicizie e dalle frequentazioni. Sono arrivato a Roma nel momento giusto, nell'epopea di Totti. Questo duemila... Serviva!".

C'è parecchia Roma nel cinema, ma ci sono anche parecchi romanisti.

"Non so se è un luogo comune, ma si dice che gli attori siano tutti romanisti. Valerio Mastandrea è il mio Virgilio nel mondo romanista: è lui che mi ha portato nel... Stavo per dire tunnel, ma ho cambiato. Lui parla pochissimo di Roma, ma soffre tanto. Durante le partite, e ne abbiamo viste tante, sta zitto... La vive molto intensamente. Anche Picchio: vedemmo quel Roma-Juventus 2-2, con i bianconeri in dieci e la doppietta di Cristiano Ronaldo. La vedemmo sul mio iPad, eravamo fuori!".

Un pensiero su come viene trattato il tema Roma nelle radio e nelle trasmissioni?

"Le radio le sento spesso nei taxi. Mi piace molto essere ospite in radio, avere le cuffie... non sono un patito. Mi piace il ragionamento sulla Roma, sul calcio, sullo sport fatto in un certo modo. Trovo che spesso si tradisca un po' l'aspetto poetico della passione, del gesto sportivo. Una volta sono stato ospite a una trasmissione e c'era una partita in cui Pellegrini fece un passaggio "alla Totti", e lo esalto. Mi interessa il risultato, ma moltissimo il gesto tecnico poetico, l'intuito. Pellegrini il giorno dopo mi manda un messaggio per ringraziarmi. Questo tipo di connessione mi piace, essere in un livello di valutazione ed emozione. Poi quando si svilisce un po' la dialettica non mi piace, e questo succede in alcune trasmissioni. Tonino Cagnucci fa parte di quel Gotha che mi piace leggere e ascoltare".

Quest'anno qual è il gesto poetico che ti è rimasto?

"Il gol di Malen col Cagliari, quando fa il pallonetto. Mi ha fatto sobbalzare, un gesto straordinario, dallo stop a seguire al pallonetto davanti al portiere...".

Poi un aneddoto intriso di Romanismo: "Una volta il mio cardiologo ha scritto con il computer AS Roma sopra il cuore, era una specie di ecografia al cuore".

Il picco emotivo nella tua vita?

"Quando ho debuttato in Prima Categoria nella Juniores della squadra del mio paese, avevo 16 anni. Dopo 20 minuti sfrutto l'errore di un difensore, vado verso il portiere e chiudo gli occhi, li riapro solo per vedere il pallone toccare il palo e infilarsi in rete. Un'emozione che non ho mai vissuto in vita mia, ci sono state altre gioie, certo...".

Il tuo giocatore preferito della Roma?

"Nel complesso io sono "De Rossiano", quindi Daniele De Rossi".

Cosa stai facendo adesso? Nel tuo futuro lavorativo?

"Ora niente, ho tante cose da fare... non vorrei sporcare questo bel momento dedicato alla Roma e al Romanismo".

C'è una grande serie di attori bravissimi, nella quale molti sono tifosi Romanisti, che hanno portato tutti una grande umannità nel cinema.

"Sono d'accordo. L'Italia ha un problema culturale a monte, non faccio distinzioni politiche, ma c'è un grande talento diffuso in Italia. In tutti i campi, dell'arte, del giornalismo... si tratta solo di metterli in condizioni di lavorare e di migliorare la qualità del pubblico. Abituare la gente alla bellezza, alle cose più alte, è tutto lì. Le persone non hanno colpa, è chi gestisce che non capisce quanto sia importante l'intervento culturale in un paese. Però ora intanto siamo in Champions League! (ride, ndr)".

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