Italia, parla Pisilli: "Ho un legame speciale con la Roma e con i suoi tifosi"
Il centrocampista giallorosso ha parlato in conferenza stampa da Coverciano a due giorni dall'amichevole contro la Grecia
(GETTY IMAGES)
Protagonista nel match amichevole vinto dall'Italia contro il Lussemburgo, Niccolò Pisilli è intervenuto in conferenza stampa da Coverciano, per presentare l'amichevole contro la Grecia, che si disputerà domenica sera. Queste le dichiarazioni del centrocampista della Roma.
Baldini vi fa leggere dei messaggi motivazionali. Ci parli del suo approccio a livello comunicativo?
"Il mister penso lo conosciatw anche voi, è una persnoa vera e sincera con valori profondi. Ci trasmette i suoi valori, è una cosa molto bella. Spesso ci fa discorsi che vanno anche oltre il calcio, poi sta a noi recepirli. Se ti entrano nel cuore e nella testa, ti trasmette tanto sia a livello di calcio che extracalcio. Ci dice che il campo è la nostra chiesa, abbiamo quelle due ore, due ore e mezza di allenamento quotidiano in cui devi essere completamente concentrato. In altri lavori magari si hanno più ore lavorative, per un calciatore allenarsi per più di due ore sarebbe deleterio... lui ci chiede di essere completamente concentrati in quelle due ore e lasciar perdere qualsiasi altra cosa. In quelle due ore passa il nostro miglioramento come calciatori e uomini".
Cosa hai provato dopo la Bosnia? Con il Lussemburgo, tu e Pio Esposito sembravate più avanti come personalità: è merito di aver giocato di più con il tuo club?
"Per quanto riguarda la Bosnia, credo sia sotto gli occhi di tutti. Una grandissima delusione, eravamo tutti molto delusi perché ci tenevamo. Purtroppo è andata così, ma in campo abbiamo dato tutto quello che avevamo, ci sono stati una serie di episodi. Quella è stata una gara complicata, ma la squadra era al 100% focalizzata sull'andare al Mondiale. Pio è un grandissimo giocatore, ma penso che qui ce ne siano tanti. Ci può stare all'inizio un po' di tensione, ma abbiamo rotto il ghiaccio dopo qualche minuto. Quello che mi auguro e che spero è che ci sia più spazio per i giovani italiani: abbiamo dimostrato di essere buoni giocatori nei nostri club".
Pensi sia giusta questa divisione di pensiero tra chi non vedeva l'ora di guardare i giovani in Nazionale e chi no? Il tuo rapporto con la Roma e il mister? Sei cresciuto molto.
"Penso che la risposta stia nella domanda stessa, qualsiasi cosa fai alla fine qualcuno avrà sempre da ridire: sia nel fare giocare i giovani, che nel non far giocare i giovani. Bisogna lasciar stare queste cose, noi siamo qui ed è un onore per tutti. Dobbiamo stare tranquilli e giocare, che sia Nazionale Maggiore o Under 21 non fa differenza. Ognuno può dire quello che vuole, parlerà sempre il campo. Dobbiamo essere bravi a dimostrare il nostro valore. E qui mi collego alla seconda domanda: a inizio anno ho fatto fatica a trovare spazio, ma ho sempre cercato di allenarmi al meglio, di dare il massimo e capire cosa volesse Gasperini. A dicembre ho avuto qualche possibilità in più, poi la stagione sia personalmente che per la squadra è finita nel migliore dei modi".
Ci sono similitudini tra Baldini e Gasperini?
"Ogni allenatore ha le sue idee, ma sono due mister che oensano molto ad andare avanti e aggredire l'avversario. Poi ognuno ha la sua idea di calcio, ma sul pressing, sull'andare ad accorciare l'uomo, hanno delle similitudini".
Cosa c'è da prendere dai due ct passati per la Nazionale? Siamo diventati finalmente una Nazionale con più integrazione?
"Con Gattuso ho fatto solo un raduno e posso solo ringraziarlo, personalmente mi sono trovato bene. Credo sia molto bravo, nelle partite che abbiamo giocato abbiamo sempre fatto bene. Con Baldini ho avuto la fortuna di fare qualche raduno in più, mi trovo molto bene anche con lui e cerco di seguirlo in tutto. Lui è un uomo con grandi valori. Per quanto riguarda l'altra domanda, chi viene qui rappresenta l'Italia: penso sia questo l'importante. Non ci sono differenze di nessun tipo. L'importante è che chi venga qui si senta coinvolto e dia il massimo".
Quanto sei contento del percorso che sta facendo l'Under 17? Quanto è bello il momento dell'Italia anche per il tennis?
"Molto bello, fa piacere vedere i risultati dell'Under 17. Stavamo vedendo i rigori tutti insieme. Per il tennis, è un momento d'oro per l'Italia. Io personalmente lo seguo con grande piacere, siamo orgogliosi".
Perché le nostre nazionali fino all'Under 20 sono competitive e poi ci perdiamo? Sono i club che non fanno fare il salto ai ragazzi?
"Una domanda molto difficile, se ci fosse una risposta non esisterebbero questi problemi. Sicuramente il calcio dei grandi è diverso da quello giovanile, è vero che le nazionali giovanili stanno facendo grandi risultati. Non penso si tratti di mancanza di qualità, siamo pieni di giocatori forti, credo sia una questione di sviluppo del calcio. Se parliamo di livello della rosa, non meritiamo di restare fuori dal Mondiale"
Qual è il prossimo step? Ti vedi ancora alla Roma?
"Il prossimo step è la Grecia, al resto non penso. Poi farò riposo e sarò concentrato al 100% per ripartire la prossima stagione. Come tutti sanno ho un legame speciale con la Roma, con la squadra e con i tifosi, tutti lo sanno. Non capisco perché dovrei lasciare la Roma".
Percepisci grande aspettativa per l’anno del centenario?
"Non è neanche iniziato il ritiro quindi è abbastanza una follia parlare di obiettivi ora. Ogni squadra inizia puntando al massimo poi si vede durante la stagione quali sono gli obiettivi. Parlare ora è approssimativo".
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