AUDIO - Sabatini: "D'Amico ottimo dirigente. Da un fumatore accanito mi aspetto grandi cose"
Le parole a Radio Romanista: "Tony è una persona per bene. Massara? Un ragazzo sensibile ed educato, mi è dispiaciuto il mancato feeling con Gasperini"
(GETTY IMAGES)
Intervenuto sulle frequenze di Radio Romanista, durante Quando Viene Sabato, Walter Sabatini ha trattato diversi temi in ottica romanista. Dai sentimenti per la Roma all'attualità, di seguito le dichiarazioni dell'ex direttore giallorosso.
Cosa è stata e cosa è ancora per te la Roma
"È stata la vita. Ho vissuto sei anni totali, non ho mai fatto o pensato alcuna cosa senza la consapevolezza di chi fossi o cosa rappresentassi".
Quanto è importante per un direttore sportivo avere il feeling umano e soprattutto tecnico?
"Non è necessario rispetto al giudizio su un giocatore, è consigliabile ma non necessario. Serve feeling nei rapporti, l'onestà nei rapporti. Non ho mai detto pubblicamente, per esempio, che la squadra fosse forte. Sarebbe un'imboscata per l'allenatore, anche se nello spirito di chi lo dice non c'è questo. Se la squadra è forte lo deve dire il campo. Chiaro che il rapporto tra i due soggetti è fondamentale, per la serenità del club in generale, e poi per l'operatività. Altrimenti diventa difficile individuare gli obiettivi, è molto importante che ci sia questo presupposto e mi dispiace non si sia verificato tra Massara e Gasperini. Dico con certezza assoluta che Massara è un ottimo dirigente e un essere umano splendido. A volte gli ho detto che è troppo educato, fin troppo. Lui è stato con me anche a Palermo, non solo alla Roma, è un professionista esemplare e un ragazzo di grande cultura e sensibilità. Non l'ho mai sentito mancare di rispetto a qualunque persona nell'ambiente".
È stato molto bravo nella gestione post dichiarazioni di Ranieri dopo il Pisa. Ha sempre tenuto un certo equilibrio.
"È una virtù importante, un equilibrio straordinario".
Lei ci insegna che però a volte in quel ruolo a volte serve avere quel piglio, tirare fuori quel carattere in più, per sopravvivere.
"Quello di sopravvivere è un termine che condivido. Spesso nel calcio per sopravvivere in un club come la Roma soprattutto è difficile, sono stati anni difficili per me anche dal punto di vista fisico".
C'è ancora spazio per quei sentimenti di cui lei ha sempre parlato nel calcio di oggi?
"Il calcio oggi viene un po' svenduto, non c'è più nessun piccolo mistero. Oggi non c'è più questa cosa, le telecamere sono ovunque, ogni episodio viene subito proposto in primo piano, è un calcio molto difficile da portare avanti... questi sentimenti sono evaporati, inevitabilmente. Ma ribadisco che il calcio è una tragedia, una meravigliosa tragedia".
Anche il mondo del mercato è cambiato completamente. Anche investire sui giovani è diventato difficile se non sei il Real Madrid, il PSG...
"Non si deve arrivare mai al Mondiale, o a una competizione internazionale, per acquisire un giocatore. Vanno individuati e acquisiti prima. Sono molto frustrato nel vedere alcuni ragazzi che avevo selezionato, raggiungere livelli altissimi. Qualche nome? No no, assolutamente!".
Cosa pensa di D'Amico?
"Un ottimo dirigente, una persona per bene. Poi è un grande fumatore! Molto impegnato e molto serio, devo dire anche molto contenuto, è un uomo che non vive di prepotenza. Mi aspetto grandi cose da un fumatore accanito come lui".
C'è qualche nodo in gola che ancora non si è sciolto, nonostante il tempo?
"Non uno, ma diversi. Il più doloroso, a parte Iturbe nella Roma... Iturbe era veramente forte, veloce e potente. Una tecnica particolare, quasi grossolana. A Roma non ha funzionato e mi è dispiaciuto molto, mi è rimasta la certezza di non averlo aiutato abbastanza. Bisognava ribadirgli la fiducia quando la gente ha iniziato a rumoreggiare contro di lui. Qualche giorno fa, mio figlio che sta collaborando come osservatore con il Bologna, mi ha tirato fuori tutte le cose che Iturbe ha fatto nel Verona prima della Roma. E ancora oggi se le dovessi vedere, andrei a giocare quel giocatore. A Iturbe devo chiedere scusa, non l'ho protetto come avrei dovuto".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE