La partita più importante della storia della Roma Femminile. Non è altro che questo la sfida che questa sera dovrà affrontare la squadra di Betty Bavagnoli contro il Milan di Ganz alle 20.30 al Mapei Stadium. In ballo c'è la Coppa Italia ed entrambe le squadre giocano una finale per la prima volta. In ballo c'è anche quel salto di qualità che le giallorosse inseguono da tre anni, l'ultima partita da allenatrice per Betty Bavagnoli prima che passi a tempo pieno a gestire il settore femminile della Roma e anche l'ultima per diverse calciatrici che il prossimo anno non saranno più giallorosse. Il mercato però è qualcosa di assolutamente secondario nel momento in cui una partita può dare valore a una stagione giocata benissimo ma a metà e regalare il primo trofeo della prima squadra e dare il giusto seguito alle imprese della Primavera. Oggi c'è solo il campo e il Milan, quel Milan che, dopo il successo ottenuto ai danni della Juventus nella semifinale di andata, è rimasto l'unica big mai caduta sotto i colpi delle romaniste nel corso di questi tre anni.

«Non le abbiamo mai battute, è vero - ha detto Bavagnoli in conferenza stampa - ma c'è anche da dire che abbiamo ridotto di molto il gap che ci vedeva sempre sfavorite. C'è un grande rispetto dell'avversario, ma allo stesso tempo c'è la consapevolezza di poter fare bene». Dopo una stagione in cui gli infortuni, soprattutto tra le centrocampiste, hanno costretto spesso l'allenatrice a scelte obbligate, per l'appuntamento di oggi ci sono tutte tranne Hegerberg. E al Mapei sarà formazione tipo: 4-2-3-1 con Ceasar tra i pali e la linea difensiva composta da Soffia, Swaby, Linari e Bartoli. In mediana la coppia Giugliano e Bernauer, Andressa trequartista, Serturini a sinistra. L'unico dubbio riguarda la fascia destra dove si dovrà scegliere tra Thomas (vicina al trasferimento proprio al Milan) e Bonfantini (che piace alla Juve). Davanti a tutte Paloma Lazaro. La Roma è una squadra forte che in questa competizione ha dato il suo meglio ma che rispetto alle rossonere ha meno esperienza. L'allenatrice conta sulla forza delle sue: «Sicuramente è un fattore fondamentale ma anche nel nostro gruppo ci sono atlete che hanno un'esperienza importante da mettere a disposizione anche delle più giovani. Quando si giocano partite del genere serve un mix di elementi: oltre all'esperienza, non rinuncerei mai all'impulsività e l'imprevedibilità delle più giovani».

«Passione, cuore e coraggio»

Oggi si capirà se quel mix è davvero vincente. Come è ovvio che sia alla luce del suo prossimo futuro, per Bavagnoli vincere questo trofeo avrebbe un sapore particolare: «Se porteremo a casa questo titolo lo vedrei come il coronamento di un percorso di tutta la società, dello staff, della squadra, di tutti quelli che lavorano con noi e per noi». La preparazione in settimana è stata dettagliatissima sotto ogni aspetto, la coach ha le idee chiare: «Le corde più importanti, quelle fondamentali, sono quelle che sono dentro di ognuno di noi: la passione, il cuore, la determinazione, il coraggio. Questi valori appartengono a tutte le mie calciatrici e con il mio staff non ho fatto altro che tentare di farli emergere».
Il Mapei stasera sarà aperto a circa 4.300 tifosi e i romanisti ci saranno: un motivo in più per portare a casa la Coppa Italia alla prima finale, completare il percorso di crescita cominciato e portato avanti da Bavagnoli e poi iniziare a pensare al futuro. Stasera la Roma si gioca la partita più importante della sua storia.