Bi-campionesse imbattibili. La Roma Femminile Primavera vince lo Scudetto per la seconda volta consecutiva, battendo la Juventus 1-0 all'ultimo secondo. È il coronamento perfetto di un cammino letteralmente insuperabile: da quando è iniziata la stagione questa squadra ha vinto tutte le partite che ha disputato. Undici sfide nel girone di campionato, due nei quarti contro il Sassuolo, la semifinale contro l'Inter e ieri con le bianconere. Dominio assoluto: 81 gol fatti e quattro subiti.

La più sofferta

Ieri nel quasi estivo e caldo pomeriggio del Mapei Football Center le giallorosse hanno sofferto molto di fronte alle bianconere, ben messe in campo e con alcuni elementi in rosa di un livello nettamente superiore alla media. La numero 10 Ippolito su tutte, faro del gioco bianconero. La squadra di Melillo è riuscita raramente a mantenere la stessa compattezza tra i reparti in campo, salvo poi trovare gli spunti offensivi in virtù degli strappi di Corelli, delle aperture di Boldrini o del tantissimo lavoro degli esterni. E poi la Roma ha bomber Tarantino, la prima a creare una vera palla gol: inseritasi in area al 19', calcia con il destro fuori di pochissimo. Nella seconda parte dei primi 45' però le bianconere sono più ordinate e creano di più. Doppia occasione tra il 40' e il 43', prima con il calcio alto da buona posizione di Pfattner, poi con il salvataggio del capitano giallorosso Pacioni sulla linea. All'ultimo secondo del primo tempo la difesa romanista è graziata dall'arbitro Gagliardi (nel complesso per lei una prova non ottimale, soprattutto sulla gestione dei falli), che non concede un rigore su Beccari.

Nella ripresa le squadre si allungano, perdono di precisione e lucidità. Ippolito calcia a lato la più grande chance della sua gara e poi ancora l'arbitro prende una decisione discussa per un intervento su Pacioni nell'area bianconera. «Dobbiamo svegliarci!» urla spesso mister Melillo, vedendo la sua squadra lottare ma sempre più "in riserva" di energie. Attimi di preoccupazione per un'uscita avventata di Ghioc su Beccari: ha avuto la peggio la bianconera, costretta al cambio (ora sta bene). Il finale è sofferenza tutta romanista, quella di una squadra che ha rischiato di subire il colpo del k.o. ma sa di poterlo dare da un momento all'altro. E quando si comincia a pensare all'ansia della lotteria dei rigori (previsti in caso di parità nei 90') arriva la scintilla, la gioia, la Roma. Al 95' le giallorosse vanno a battere un calcio d'angolo, il cross non è perfetto, ma Soggiu fa l'unico errore di tutta la sua partita. Tanto basta a Giada Tarantino per spingere in porta un pallone che pesa come una stagione intera, come le 33 vittorie consecutive che hanno portato questa squadra due volte sul tetto d'Italia, come la difesa del titolo. Il resto è festeggiamenti e lacrime romaniste dopo una finale vinta nel modo più romanista possibile: lottando, contro la Juve al 95'.

«Siamo la Roma»

C'è tutta la Roma in un trionfo così, o meglio un bi-trionfo. E c'era letteralmente tutta la Roma sul campo di Sassuolo quando è arrivata anche la Prima squadra di Betty Bavagnoli una volta finita la rifinitura in vista della finale di Coppa Italia oggi contro il Milan. E si sono corse incontro le giallorosse, grandi e piccole, per gioire insieme del secondo titolo consecutivo e per urlare una cosa che in pochi hanno il privilegio di scandire: «Siamo la Roma!».