Romaniste da sempre, campionesse da 50 anni. Il 21 dicembre 1969 la Acf Roma ha vinto lo Scudetto nel campionato italiano. Era la prima società di calcio femminile nella Capitale, nata dall'iniziativa di Mira Rosa Bellei e avallata dal presidente della AS Roma dell'epoca Evangelisti, che concesse il nome "Roma" e mise a disposizione il materiale tecnico. Vivevano un'epoca e un calcio del tutto diversi da quelli di oggi, ma la loro impresa, tutt'ora mai replicata, è rimasta nella memoria delle giocatrici che ne hanno fatto parte e dei tifosi che le hanno seguite.

Erano in quella squadra anche Lucia Gridelli e Gloria Simonetti, due membri del Roma Club Eur Torrino "Federica del Poggetto". A quei tempi il professionismo per il calcio femminile non era neanche lontanamente un'idea ma, pur di giocare, ognuna era disposta a tutto. «Io per convincere mia madre - ci racconta Gloria - ho dovuto fare finta di buttarmi dal terzo piano. Mi aveva detto che non sarei più uscita di casa, ma una volta fatto questo gesto mi ha lasciato giocare. E io ero una delle più grandi della squadra». Anche Lucia ricorda l'atmosfera di quel tempo: «Eravamo viste con un po' di diffidenza. Per capirci, il classico "tornate in cucina" c'era sempre. Poi però quando vincevamo ci applaudivano e come».

Giocavano in campi di terra battuta in giro per la Capitale, per le grandi occasioni al Campo Roma, in zona Tuscolana: «Sul finale del campionato che abbiamo vinto gli spalti erano sempre pieni - continua Simonetti - mi avevano fatto anche uno striscione dedicato. E pagavano tutti il biglietto!». Il titolo è arrivato esattamente 50 anni fa, battendo il Genoa nello spareggio finale, come racconta Gridelli: «Abbiamo vinto la finale a Grosseto contro di loro che erano molto forti. L'anno precedente ci avevano battuto e avevamo voglia di prenderci la nostra rivincita. L'emozione di quel trionfo è qualcosa di indimenticabile».

Ricordi splendidi anche per Simonetti: «I giorni prima delle partite andavamo noi stesse ad attaccare i cartelloni nelle strade. Poi eravamo forti, penso che meritavamo di vincere anche l'anno prima, ormai giocavamo a memoria anche grazie al lavoro del nostro allenatore Tamiglia». Storie degli albori del calcio femminile, un calcio auto-finanziato: «L'estate facevamo tante tournée internazionali. Abbiamo giocato in America, lì il calcio femminile lo abbiamo portato noi, e guardate ora. E poi in Turchia», dice Lucia e poi Gloria aggiunge: «Siamo state anche in Thailandia, lì per una partita di beneficenza ci hanno fatto sfidare una squadra maschile Under 18. Era per una buona causa e sugli spalti c'era anche la loro regina».

Le due campionesse sono grandi tifose romaniste e seguono anche la Roma di Betty Bavagnoli. Lucia ha le idee chiare: «Conosco Betty e mi ricordo che quando giocava era un'ala molto forte. Oggi la mia preferita è Bartoli, il capitano. In questo movimento credo che dovrebbero far pagare i biglietti per le partite. Penso che aiuterebbe molto a capire quale sia il reale interesse e sarebbe fondamentale per dare risorse ai club che ci investono». Anche Gloria segue e conosce le giallorosse di oggi: «Quando posso vado al Tre Fontane, una che mi piace tanto è Giada Greggi, una trottola imprevedibile. Mi auguro che prima possibile loro possano fare come abbiamo fatto noi cinquant'anni fa e vincere lo Scudetto». Detto da chi ce l'ha fatta, non potrebbe esserci augurio migliore.