In Champions

Femminile, La Roma scrive la storia al Tre Fontane

Poker da sogno allo Sparta Praga e qualificazione alla fase a gironi conquistata. Per le giallorosse segnano Wenninger, Andressa, Minami e Haavi

La Roma Femminile fa una foto coi tifosi dopo la vittoria con lo Sparta Praga

La Roma Femminile fa una foto coi tifosi dopo la vittoria con lo Sparta Praga (As Roma via Getty Images)

30 Settembre 2022 - 10:15

il 29 settembre 2022 rimarrà una data indimenticabile per la Roma Femminile, quella in cui il sogno Champions è diventato realtà. Pensare che neanche cinque anni fa questa squadra nemmeno esisteva, forse rende l’idea della grandezza dell’impresa delle giallorosse che, da ieri, sono ufficialmente entrate nelle migliori 16 formazioni di tutta Europa che si affronteranno nella fase a gironi. Un traguardo ambitissimo che manda la Roma a un livello più alto, quello che ha dimostrato di meritare.

Ieri al Tre Fontane la squadra di Spugna ha messo uno splendido punto esclamativo sul suo cammino continentale travolgendo un oggettivamente modesto Sparta Praga per 4-1, risultato ampiamente stretto per quanto prodotto ma altrettanto sufficiente a passare il turno anche alla luce della vittoria per 2-1 dell’andata. I primi sei minuti della sfida hanno avuto due grandi protagonisti, la Roma e la terna arbitrale che ha commesso errori al limite del surreale: al 2’ Lazaro si è vista annullare un gol per un presunto fallo di mano, mano che la spagnola aveva attaccata al corpo e non poteva evitare di colpire la palla dopo una deviazione avversaria. Poi al 5’ è stato fischiato un fallo in attacco a Serturini nei pressi dell’area quando in realtà la numero 15 il fallo l’aveva subito e un minuto dopo Haavi è stata fermata per fuorigioco prima di andare da sola in area di rigore, ma dalle immagini era chiaro come fosse in gioco di almeno due metri. Nonostante gli sgarbi arbitrali, la Roma ha spinto incessantemente, creando tantissimo sulle ali di una Haavi inarrestabile (migliore in campo insieme a Greggi) e contando su quel pressing e quella circolazione palla che hanno reso praticamente ininfluente la fisicità delle ceche. Lo Sparta, che sempre a causa dell’errata condotta arbitrale ha terminato la gara in undici al netto di diverse scorrettezze raramente sanzionate adeguatamente, ha trovato a sorpresa il vantaggio dopo 25’ con un colpo di testa da corner di Bertholdova, persa da Wenninger. La gigante austriaca però, dopo una traversa di Lazaro,  ha rimediato al suo errore al 35’ segnando il pareggio con un colpo di testa su cross da angolo di Giugliano (prima gioia romanista per lei). Da lì è ripreso il monologo giallorosso e anche se all’intervallo si è arrivati in parità, era chiaro come la gara fosse totalmente in mano alle giallorosse che col passare del tempo hanno trasformato la propria superiorità in altre occasioni e altri gol. Al 55’ Andressa ha trovato il 2-1 dopo una mischia in area e soltanto 6’ dopo Lazaro si è procurata un rigore in contropiede per poi calciarlo sul palo. Al 70’ Minami ha segnato il 3-1 di testa, sempre in mischia da corner e a 9’ dalla fine Haavi ha messo la sua firma con un destro di controbalzo fulminante per il definitivo 4-1. 

Il tutto con un’intensità straordinaria, che non si è abbassata nemmeno a risultato acquisito grazie anche all’ottimo impatto delle subentrate. Una prova magistrale, superba, di livello superiore, valsa alla Roma la realizzazione di un sogno, un punto di arrivo importante e allo stesso tempo un enorme trampolino di lancio. Con queste basi e queste certezze, le giallorosse attenderanno il sorteggio dei gironi del 3 ottobre, per iniziare poi a confrontarsi con squadre ancora più forti e, come minimo, continuare a crescere. Tra le possibili avversarie ci saranno super potenze quali Chelsea, Barcellona e Lione, ma già essere entrate in quell’urna significa aver meritato di scrivere la storia e di sognare in grande.

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