Una delle declinazioni più chiare della "mentalità vincente" è la capacità di tradurre sul campo la superiorità sulla carta, trasformare in punti i pronostici favorevoli del prepartita. Da 13 gare a questa parte (tanti sono i risultati utili consecutivi in Serie A dopo il ko con l'Inter a ottobre) la Roma sta dimostrando di aver fatto sua quella mentalità, e lo ha fatto anche ieri travolgendo il Verona per 7-1 al Tre Fontane. Un settebello, anzi, bellissimo, fatto di qualità e maturità, quella che ha permesso di non sottovalutare in nessun modo una sfida contro una squadra già retrocessa dominandola dall'inizio al triplice fischio arbitrale.

Modulo inedito

Ieri Spugna doveva fronteggiare ancora le assenze di Haavi e Serturini e allora ha varato un inedito 3-4-2-1, dando spazio a Kollmats in difesa con Bartoli e Linari, con Lazaro da punta davanti alla coppia Andressa-Mijatovic sulla trequarti. La serba, all'esordio da titolare, ha premiato dopo 10' la scelta dell'allenatore: su una pennellata dal limite dell'area di Giugliano (secondo assist consecutivo) la numero 8 ha colpito al volo e lasciato immobile il portiere Haland per l'1-0 romanista, sua prima gioia in giallorosso.

Una Roma nettamente superiore alle avversarie ha avuto il tempo e gli spazi necessari per dare vita a quel fraseggio che ormai è un marchio di fabbrica. A centrocampo Giugliano e Greggi si scambiavano frequentemente in cabina di regia e proprio da un'illuminante apertura dell'inesauribile numero 20 è arrivato il raddoppio: quel lancio l'ha raccolto Glionna (sempre attivissima sulla fascia) che ha crossato sul secondo palo dove è arrivata in tuffo di testa Mijatovic per il raddoppio al 24'. La difesa del Verona non è mai riuscita a contrastare la velocità d'azione romanista, condita anche da un pressing intenso, e l'unica arma a disposizione della squadra di Brutti era quella di commettere fallo. Il giallo con cui l'arbitro ha punito Jelencic per una scorrettezza su Andressa dopo 41' è il primo dei tre complessivi e sarebbero dovuti essere anche di più.

Mijatovic esulta dopo il gol dell'1-0 (As Roma via Getty Images)

Al rientro dagli spogliatoi è uscita Di Guglielmo per Borini, mentre una doppia sostituzione nelle gialloblù ha dato una parvenza di reazione delle venete, durata però molto poco. Con la linea avversaria più alta il gioco della Roma è diventato ancora più fluido e pericoloso e il terzo gol non si è fatto attendere: al 52' Lazaro è venuta incontro per raccogliere un appoggio di Greggi e, in linea con le scelte strategiche di Spugna, Andressa si è buttata nello spazio. Servita dalla spagnola, la numero 7 ha anticipato Haland col mancino per il 3-0 e la quinta rete in campionato. C'è lo zampino di Greggi anche nel poker, brava a liberare Borini (entrata benissimo in partita) sulla sinistra, con la numero 33 altrettanto brava a crossare per Lazaro in area: tocco volante della numero 29 e 4-0 al 59'. Tranne quando su una distrazione di Linari in area Arrigoni ha segnato per il Verona (71'), per il resto è stato un continuo show romanista, grazie anche all'impatto di tutte le subentrate. Il pokerissimo l'ha segnato Pirone su lancio di Haug, il sesto gol ha firmato Glionna prima che la numero 9 restituisse il favore ad Haug consentendole di chiudere i conti col primo gol da romanista. Dominio e tre punti per una grande Roma che resta a +5 sul Milan terzo e vede sempre più vicina la Champions League.

Tribuna d'amore

Una prova esaltante che risponde all'amore sempre più grande dei suoi tifosi. Ieri i quasi 500 presenti hanno partecipato alla coreografia organizzata dal Roma Women Fan Club, parte dell'Utr. Tutto bellissimo, come questa Roma. Il calore dei romanisti è stato assorbito e notato da tutta la squadra: "Al Tre Fontane ogni volta mi innamoro, coreografia meravigliosa. Brividi" ha scritto capitan Bartoli su Instagram e poi Ceasar ha aggiunto: "Siamo fortunate a scendere in campo con un pubblico così. Insuperabili".

La coreografia Roma Women Fan Club prima della gara