"La Roma è un'emozione". Federica Di Criscio, difensore della squadra di Betty Bavagnoli è stata ospite a 'Il Romanista Tv'. La numero 6 ha anticipato i temi della sfida di domenica contro la Fiorentina, raccontando anche il suo approccio con i colori giallorossi e la crescita del calcio femminile. Ecco quello che ha dichiarato.

Come nasce la tua passione per il calcio?
Io ho iniziato che ero piccola, avevo 5 anni. All'inizio non c'erano squadre femminili, ho giocato con i maschietti. Poi mi sono spostata perché la prima squadra femminile era distante da casa. Poi mi sono trasferita perché nella mia zona non c'era squadre femminili. Negli anni il movimento femminile è cambiato, l'ingresso delle società professionistiche sono una grande svolta. Finalmente possiamo confrontarci.

Differenze con il calcio maschile?
Il nostro è ancora puro senza troppa visibilità, è ancora uno sport semplice. A livello tecnico-tattico non cambia nulla. Il bello del Femminile è che tante ragazze giocano solo per passione. È una cosa che cambierà ma per adesso è ancora il bello che ci contraddistingue. A livello tecnico-tattico non abbiamo niente da invidiare ai maschietti.

Quanto è stato importante l'arrivo della As Roma?
Io ho accettato il progetto della Roma con grandissimo entusiasmo perché ho percepito da parte della società grande voglia di investire su di noi. Mi sono trovata concorde in tante cose. Credo tanto in questa società e in quello che ci può dare. Bisogna cambiare un po' lo stile perché entrare nella Roma non è scontato.

Com'è il pubblico romanista?
Roma è particolare e sicuramente da tante emozioni. Quando sono arrivata me ne avevano parlato ma non ti rendi conto subito, vivendolo è tutto diverso. Il Tre Fontane è casa nostra e le persone le sentiamo vicine, è bello camminare per strada ed essere riconosciuti. Grazie alla società che ci da grande visibilità.

Come aiuti le tue compagne più giovani?
Essere un esempio per loro è un piacere. Posso imparare anche io da loro, l'età non sempre fa così la differenza. Per me è un onore e spero di continuare a lungo questa esperienza.

Quanto ha inciso coach Bavagnoli sul vostro gruppo?
Il gruppo è fondamentale, nato quest'anno e non era così scontato amalgamarci così bene. Il coach ha fatto tanto perché crede con forza nel gruppo. Lei è una parte importante per noi perché a livello umano ci sta trasmettendo tanto.

Domenica partita chiave contro la Fiorentina...
Noi andiamo avanti con la nostra filosofia, la differenza la faremo noi in tutte le partite. Non siamo la squadra di inizio stagione e non sarà semplice per nessuno. Verranno in casa nostra e ci faremo rispettare. Andremo avanti con il nostro lavoro e credo che i risultati si vedano.

Dopo un inizio difficile è scattata la scintilla...
Dovevamo conoscerci, non avevamo mai giocato tutte insieme. Avevamo difficoltà a comunicare anche con le straniere che ci sono in squadra, che pure sono un valore aggiunto con la loro esperienza. Poi la partita col Florentia si è vista la volontà di portare a casa il risultato. Una cosa che meritavamo dopo il lavoro fatto nei primi mesi. Ci siamo unite e abbiamo capito che insieme si possono raggiungere tanti risultati, il gruppo è stato l'arma vincente.

Quanto è importante avere calciatrici di esperienza?
Negli altri anni ho sempre avuto compagne che venivano da altri campionati, loro hanno la mentalità vincente. Anche sull'errore si percepisce il buono di quell'errore. In Italia troppo spesso guardiamo solo il negativo.

Le ultime due partite sono state due vittorie ma prestazioni non eccezionali. Come mai?
Io credo che in ogni stagione può esserci un calo. Un gruppo giovane non sempre riesce ad avere una buona prestazione. Il risultato si prende, adesso è fondamentale fare punti poi arriveranno le prestazioni. Però credo che ora ogni tanto ci manca la gestione della gara ma matureremo.

Nazionale?
Il sogno e la voglia di rientrare c'è, quest'anno c'è il mondiale. Io continuo a fare il mio ma è ovvio che passa anche dalle prestazioni della squadra.

Fate spesso visita alle piccole calciatrici dell'Academy
Io con le bambine vado volentieri, in passato le ho anche allenate. È fondamentale che ora abbiano dei riferimenti, io da piccola non le avevo. Per loro oggi la possibilità c'è perché la società crede tanto in loro. Senza tralasciare il fatto che sono bambine e devono divertirsi prima di imparare a giocare a calcio.

La presentazione a Piazza di Spagna?
Per me è stata un'emozione grandissima perché non eravamo abituate a questo tipo di attenzione. Lì ho capito di toccare con mano una grande società perché tanta gente ci ha fatto sentire il calore e l'affetto È stato molto emozionante.