Die Wände haben Ohren, i muri hanno le orecchie. Se questo detto lievemente orwelliano era tipico d'altri tempi e d'altri Paesi, si può però dire che ora i muri di Roma abbiano gli occhi. Occhi che guardano, occhi pieni di emozioni che sanno darne altrettante; occhi che chiedono sguardi. E se è vero che l'anima la custodiamo proprio lì, tra il buio della pupilla e i riflessi dell'iride, che anime racchiudono i muri di Roma da oggi? È il Presidio Nuovo Regina Margherita a guardarci, stavolta. L'artista, My Dog Sighs, ha voluto metterci davvero delle storie dentro a quegli occhi; così, c'è la coppia di gemelle nate qui, e c'è l'anziana signora che proprio qui è morta. Non solo: ci sono quelli che entrano e escono da queste mura, quelli che fanno i controlli, quelli che soffrono, quelli che sperano, quelli che aspettano. Insomma, pezzi di Roma. È proprio con questo straordinario murales che inizia la seconda edizione di "Forgotten Project", nel cuore di Trastevere, a due passi, tra l'altro, dalla nostra redazione.

Il progetto

"Forgotten Project" nasce da un grande amore per una città, Roma, i cui edifici meritano tutto tranne che di essere, appunto, dimenticati. È dal 2015 che questo team giovane e incredibilmente efficiente aiuta i media a mettere in luce i problemi legati al patrimonio architettonico romano. Lo fa prendendo in considerazione singole situazioni, singoli palazzi, significativi per storia e utilizzo, e chiamando a rinnovarne la facciata street artist di calibro internazionale. I muri di questa seconda edizione saranno firmati da artisti come Dan Kitchener, Lucy McLauchlan, My Dog Sighs (il primo, quello che intervistiamo in queste pagine) e Phlegm; tutti loro realizzeranno la loro prima opera di urban art nella Capitale. "Forgotten Project" è nato dall'esigenza di valorizzare il patrimonio architettonico contemporaneo della città di Roma attraverso l'arte urbana. Nella prima edizione ex-fabbriche, cinema chiusi, piccole stazioni, aree dismesse e mercati rionali sono stati oggetto di azioni artistiche. L'ex fabbrica Mira-Lanza, la Sala Troisi, la Stazione San Pietro e l'area ex-SIAR sono state le location d'eccezione per le opere dei cinque artisti portoghesi Add Fuel, Frederico Draw, Miguel Januário (±MaisMenos±), Bordalo II e Daniel Eime.

li interventi della prima edizione sono stati raccontati nella mostra "Forgotten… (THE EXHIBITION)" presso il MACRO Testaccio e nel Catalogo Forgotten 2015/16. Non solo: "Forgotten Project" fa parte del Tavolo tecnico sulla Creatività Urbana promosso da Inward.Il progetto ha partecipato a diversi convegni tra cui Urban Talks e la Biennale Spazio Pubblico 2017, e ha recentemente ricevuto la menzione speciale nel corso degli Institutional Art Awards 2017 e dell'Art Doc Fest 2017.
L'edizione del 2018 è piena di sorprese, e noi la seguiremo passo passo, partendo dal primo evento, che è quello di oggi.

My Dog Sighs

L'artista, berretto rosso e tatuaggi sul braccio, ha lo sguardo dolce e la mente aperta di chi ha viaggiato molto. In effetti My Dog Sighs è uno che ha lavorato ovunque, dipingendo gli sguardi profondi di tante città, dalla Corea all'America, dalla Cina a Israele. Per la prima volta eccolo a Roma, a rendere ancora più bella la nostra città. Lo intervistiamo e scopriamo che sono 15 anni che fa questo lavoro, e lo fa perché la sua concezione dell'arte è slegata dall'idea di pagare un biglietto per visitarla in un museo. My Dog Sighs è dell'idea per cui tutti abbiamo diritto a un po' di bellezza, ed è per questo che ha iniziato e non ha mai smesso di condividere le sue opere sui muri di tutto il mondo. Domandandogli quali siano le differenze tra lavorare qui, a Roma, piuttosto che in tutte le altre città in cui è stato, scopriamo che: «Inizialmente avevo un bel po' di pressione perché Roma è conosciuta per la sua arte, quindi venire qui significava dover dare il meglio. La reazione del pubblico è stata veramente buona. La gente che passa sembra molto impressionata e i più anziani sembrano anche loro molto emozionati e grati per quello che stiamo cercando di fare». A questo proposito, perché è proprio questa la prima tappa di "Forgotten Project" per il 2018? Cosa ci vogliono dire questi occhi pieni di storie?

Una città che parla

Tutti gli interventi di arte urbana nell'ambito di "Forgotten Project" puntano i riflettori su degli edifici nel centro di Roma che rischiano di essere dimenticati. Sono varie le tipologie: «Attraverso questo intervento specifico», ci raccontano, «vogliamo far riflettere sulla situazione degli ospedali che sono in corso di riconversione. Poi ci saranno i teatri che rischiano di essere chiusi, gli impianti sportivi (come il campo della Roma, Testaccio), e le scuole. Qui, al Nuovo Regina Margherita, stiamo cercando di portare in luce i problemi legati alla riconversione degli ospedali. Questa è una struttura molto antica che prima era un ospedale a tutti gli effetti, con anche un pronto soccorso; ora è diventato un presidio ospedaliero, quindi si occupa di tutti quei servizi come la geriatria o le analisi, e c'è un dipartimento sulla salute mentale, però ad esempio se uno si fa male l'ambulanza non lo porta qui. Il nostro discorso è che anche presidi di questo tipo sono importanti perché, come ha detto una signora l'altro giorno, se quest'ospedaledovesse essere chiuso tutto il bacino d'utenza confluirebbe su ospedali più grandi come il Santo Spirito che già sono sovraccarichi. Vogliamo sottolineare l'importanza di strutture come questa, che pur avendo cambiato destinazione sono comunque utili per il quartiere e per la comunità. Questo essendo a Trastevere ha addirittura un dipartimento per i turisti». Tante sono le strutture sanitarie a Roma che hanno subito cambiamenti negli ultimi anni; oltre al Nuovo Regina Margherita, fanno parte del piano di riconversione anche il CTO e l'Eastman. Tra tutti, sicuramente il caso più emblematico è l'ospedale Forlanini, ma accanto ad esso tante realtà, più o meno piccole, hanno subito o stanno subendo un processo di cambiamento radicale. Non ultimo il San Giacomo, con il suo progetto di riconversione a residenza per anziani, bloccato da una clausola di un testamento del Cinquecento.

Caccia al tesoro

Sempre partendo da un'idea per cui l'arte e la bellezza sono o quantomeno dovrebbero essere democratiche, la giornata di oggi sarà caratterizzata da un evento da non perdere. Si chiama "Free Art Friday" ed è una vera e propria caccia al tesoro trasteverina. Per potervi partecipare basta presentarsi alle 17 nei pressi del murales di My Dog Sighs. L'organizzazione nasconderà opere d'arte un po' ovunque, e chi le troverà potrà portarle a casa come bottino. L'evento ha mobilitato artisti internazionali di ogni tipo: pittori, scultori, fotografi, illustratori che grazie alle loro generose donazioni renderanno possibile il "Free Art Friday" romano.
Oggi in piazza ci saremo anche noi, affianco alla bellezza militante di "Forgotten Project".