Pronto Soccorso affollati. L'inizio dell'anno è certamente complicato. Febbre alta, mal di gola, raffreddore e problemi gastrointestinali. Le strutture sono al collasso per la grande affluenza di pazienti che manifestano questi sintomi.

Il vero picco influenzale infatti è atteso, secondo i medici sentinella, proprio attorno all'Epifania.

Negli ospedali i corridoi sono pieni di persone che aspettano in piedi il loro turno e i reparti sono al completo. Secondo il rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità, la situazione non sarebbe critica solamente a Roma: anche in altre regioni italiane infatti si sta verificando una condizione simile. Sta di fatto che le cifre parlano chiaro. Nei primi giorni dell'anno si è registrata un'affluenza di utenti piuttosto forte. Il 3 gennaio per esempio punte alte sono state segnalate all'Umberto I (131), al Gemelli (131) e a Tor Vergata (118). Sopra i cento accessi anche il Policlinico Casilino (105) e il Goretti di Latina (101). Numeri non troppo differenti da quelli rimarcati dal Nursind e relativi al 2 gennaio. «Sono state denunciate in molti Dea di I° e II° livello situazioni di grave difficoltà nella gestione dei pazienti -ha fatto rilevare il sindacato degli infermieri- si sono avuti nella Capitale punte di 144 pazienti Policlinico Casilino di cui 40 in attesa di ricovero, 124 pazienti al Policlinico Umberto I° di cui 49 in attesa di ricovero, 121 a Tor Vergata di cui 12 in attesa di ricovero, 159 al Gemelli di cui 27 in attesa di ricovero, 101 al San Camillo-Forlanini con 50 in attesa di ricovero, 98 al Sant'Andrea con 20 utenti in attesa di ricovero, al Sant'Eugenio 101 con 33 in attesa di ricovero, 110 al Pertini con 46 pazienti in attesa di posti letto. In sintesi nei maggiori Ps della capitale c'erano circa 1000 pazienti di cui 1/3 in attesa di posto letto».

Il segretario provinciale del Nursind di Roma, Stefano Barone, ha denunciato «la situazione di estremo disagio nei pronti soccorso di Roma e Provincia" e chiede "un intervento della Regione Lazio con dei provvedimenti d'urgenza che evitino il black-out definitivo dell'emergenza sanitaria a Roma e Provincia per garantire ai cittadini quella qualità di cura nei pronto soccorso che ora non hanno e contemporaneamente chiede un incontro con le forze politiche regionali per discutere delle criticità legate all'emergenza/urgenza nella nostra Provincia».

Il parere della Regione

Interpellata sull'alta affluenza di utenti nelle strutture d'emergenza, la Regione ha fatto il punto della situazione.

«L'andamento degli accessi ai Pronto Soccorso del Lazio ha fatto registrare nei primi tre giorni del 2018 un lieve miglioramento rispetto allo stesso periodo nello scorso anno -si fa rilevare dall'ente- infatti, alla rilevazione effettuata ogni giorno alle ore 14 sono stati complessivamente, in tutte le strutture romane, 4.017 gli accessi rilevati mentre nello stesso periodo del 2017, per le stesse strutture e con la stessa metodologia, la rilevazione è stata di 4.137 accessi complessivi. Il numero dei pazienti in attesa di ricovero o trasferimento è complessivamente quest'anno di 1.063, circa 300 al giorno per tutte le strutture, contro i 1.090 del 2017». Segue un'analisi del problema affollamento. «Un lieve miglioramento che si verifica nonostante quest'anno il Lazio sia tra le regioni più colpite in Italia per i casi di influenza con un'incidenza di 14 casi ogni 1.000 assistiti -si sottolinea in Regione- si ricorda che si è ancora in tempo per la vaccinazione anti influenzale, gratuita per gli over 65. Anche l'andamento della sosta superiore ai 30 minuti dei mezzi del 118 (rilevamento effettuato dal 20 dicembre 2017 al 3 gennaio 2018) dimostra un decremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con un meno 10% di mezzi bloccati, meno 48% in termini di ore di fermo macchina. Sono aumentati gli invii in Pronto soccorso da mezzi del 118 da 7.760 nello scorso anno a 7.805.

Le misure messe in campo dalla Regione Lazio per fronteggiare l'emergenza e limitare le difficoltà derivanti dall'iperaffollamento sono state numerose: l'invito a tutte le strutture a dimettere i pazienti 7 giorni su 7, compresi sabato e domenica; apertura di 29 ambulatori medici di famiglia il sabato e la domenica, compresi i giorni festivi, che saranno aperti anche il 6-7 gennaio; apertura di tre presidi per i pediatri di libera scelta il sabato, la domenica e i giorni festivi, che saranno aperti anche il 6-7 gennaio; accordo con tutte le strutture private per la gestione dei trasferimenti. Si ricorda l'importanza di recarsi al pronto soccorso solo in caso di emergenza e negli altri casi si invita a rivolgersi al proprio medico di famiglia o al proprio pediatra».