Top, mezzo Top, Adoro, Daje. È il gergo che gli Actual hanno fermato, registrato in città – tra la Garbatella e Ponte Milvio - e messo nei loro video. Una verità linguistica, oltre che di usi e costumi del tutto nuovi e attuali (da cui il loro nome) che ha decretato il loro successo che corre sul web. Sono Lorenzo Tiberia e Leonardo Bocci (Leonardo per intenderci è quello che nei video su Roma Nord mette il parrucchino, straordinario!), star dei social network, che ormai li riconosce come protagonisti assoluti (tipo The Jackal e The Pills), veri fenomeni con i loro cortometraggi seriali, molto romani e romanisti come loro, sempre sul filo tra presa per il culo e rivendicazione di autenticità (la centralità del mito della Carbonara, ad esempio, contro il Sushi è emblematica e ricorrente). Gli Actual "spaccano", parlano un'altra lingua raccontando nuove figure e nuovi romani (come ad esempio il Bangla, per loro un appartenente alla Bangla della Magliana...). Roma Nord contro Roma Sud è un loro cruccio, la Serie Romanista il loro vanto, e ora sono pronti a fare il botto con un video sugli Atenei romani che già spopola. Fanno numeri grossi, uno "sharing organico", naturale, da passaparola, da oltre 7 milioni di spettatori ("Serie Romanista" esclusa, che ne ha fatti da sola altri 6 di milioni). Una media di centinaia di migliaia di click per ogni loro storia (il record è "Il Traffico di Roma" che ha raggiunto le 848.000 visualizzazioni). Numeri e freschezza di contenuti che hanno spinto "vere" star a collaborare con loro come special guest, da Ricky Memphis a Chef Rubio, da Francesco Montanari e Riccardo De Filippis (rispettivamente Il Libanese e Scrocchiazzeppi in "Romanzo Criminale – La Serie"), a Primo Reggiani, Matteo Vespasiani (Roma Tv speaker della Roma all'Olimpico), e ancora Carlo Zampa, l'ex calciatore Davide Moscardelli, il campione d'Italia con la Roma e del mondo con la Francia, Vincent Candela, e numerosi altri. Scrivono, interpretano e dirigono i loro video, che ora (inevitabilmente e giustamente, sono una grande attrattiva per grandi marchi, uno tra tutti Red Bull...). Due "mezzi" geni che si sono inventati il loro bel destino. Romani e romanisti, non potevamo non incontrarli.

Actual, quando nacque tutto?

«Un paio di anni fa. Il primo video è stato "Fantacalcio Romanista". Volevamo metterci alla prova per gioco. Fortunatamente ha funzionato e da lì l'idea di fare una serie tutta sulla Roma, "Serie Romanista". Andò bene e poi siamo giunti agli Actual. Un gioco diventanto un lavoro».

Di quali quartieri siete e che percorso avete fatto?

«Io (Leonardo, ndr) sono della Montagnola, Lorenzo è di via Cassia. Ci siamo conosciuti in una scuola di recitazione diretta da Ennio Coltorti, poi abbiamo fatto vari laboratori e seminari con gli insegnanti della Silvio D'Amico. Il resto è guardare quello che ci circonda».

State raccontando meglio di chiunque altro vizi e virtù di due modi di essere romano, Roma Nord e Roma Sud.

«L'idea era quella di mostrare un ragazzo "coatto" alle prese con il rimorchio di una "fighetta" di Ponte Milvio e ironizzare su cosa potrebbe succedere se un pariolino entrasse in un locale di via Libetta e si innamorasse di una ragazza un po' "coatta". Volevamo raccontare il modo diverso di vivere Roma e i diversi personaggi che popolano la Capitale. Senza filtri».

La fortunata "Serie Romanista" vi ha sdoganato: essere della Roma come credo, come fede e appartenenza, tanto da stare male.

«Malissimo! La Roma è una parte di noi, come per ogni tifoso romanista, una passione che ti porta ad avere momenti positivi e momenti negativi, ma come ha detto giustamente Daniele De Rossi l'altra sera: orgogliosi di essere della Roma, sempre».

Quali video avete in uscita e progetti futuri?

«Ora vogliamo un po' espanderci da Roma, raccontando come i romani vengono visti fuori dalla Capitale: ci sarà un video "Romani a Milano" e poi uno al sud. Riprenderemo "Serie Romanista" e altre novità».

Arriverà anche per voi il film al cinema?

«Per ora no, è un passo molto grande e diverso dal web, se avremo la storia giusta la racconteremo».