Non si placano le polemiche intorno alla positività riscontrata su Cristiano Ronaldo. O meglio, sui viaggi sostenuti dal numero 7 juventino per raggiungere la propria nazionale (in piena bolla autoproclamata dal club) e per rientrare in Italia dopo aver appreso del contagio.

Secondo il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora il portoghese avrebbe violato il protocollo: «Sì, penso proprio di sì, se non ci sono state autorizzazioni specifiche dell'autorità sanitaria», ha risposto a domanda diretta di Giovanni Minoli, nel corso del programma «Il Mix delle cinque» in onda su Radio Uno. Ma la Asl di Torino e la stessa Juventus hanno garantito che il calciatore ha ricevuto il nullaosta per il viaggio di ritorno. La presunta violazione riguarderebbe quindi l'andata, sulla quale la procura ha aperto un fascicolo per l'uscita illegittima di CR7 dalla bolla in cui si trovavano i bianconeri dopo la positività di due membri dello staff. «La domanda era su andata e ritorno», ha poi precisato Spadafora all'Ansa.

La risposta del club alle parole del ministro non si è fatta attendere. «Io applico il protocollo federale. Il resto bisogna chiederlo alle autorità competenti», le parole di Andrea Agnelli, che è poi entrato anche nel merito della scelta dell'attaccante di rispondere alla chiamata del Portogallo, nonostante il momento: «Non avendo competizioni da giocare abbiamo detto che chiunque avesse voluto, avrebbe potuto proseguire l'isolamento fiduciario a casa. Non si sono rotte le nostre bolle, le nostre bolle sono molto resistenti. Quando le Nazionali chiamano i giocatori ci tengono, è un sogno e per fortuna rimane vivo anche per chi ha già tante presenze».