Gasperini: "Soulé è tornato. Rapporto sincero con la società, la volontà è di migliorare"
Il tecnico alla vigilia di Inter-Roma: "Mati si è allenato in queste due settimane con noi, quest'ultima meglio. Con l'Inter sarà una gara importante"
(GETTY IMAGES)
Si torna finalmente in campo dopo la sosta per le nazionali. E alla vigilia della sfida contro l'Inter, in programma domani sera alld 20.45, Gian Piero Gasperini ha presentato il big match in conferenza stampa.
L'Inter ha recuperato Lautaro e Mkhitaryan. La Roma?
"Soulé ha recuperato e si è allenato in queste due settimane con noi, quest'ultima meglio. È fuori da tanto tempo, ma questa settimana era di nuovo lui. Wesley e Koné sono ancora fermi, anche se entrambi sono più positivi di quella che è la diagnosi, ma non per domani".
La soluzione al problema del calcio italiano?
"Non esiste un problema unico e una soluzione unica. Si parla di un sistema che non funziona, ci sono tantissimi bambini che giocano a calcio. C'è una base enorme, molto più grande di tanti altri paesi, ci sono strutture e storia. Ma questo evidentemente non basta, anche mandando via il presidente e l'allenatore è un problema strutturale che va affrontato diversamente. Da parte di tutti, anche dei media. Va affrontato in modo più globale, è anche un aspetto sociale".
Tsimikas o Rensch con l'Inter?
"Vero, ha fatto partite molto buone e altre in cui ha avuto improvvisi cali di attenzione e motivazione per quanto sia un ragazzo molto positivo. Per domani o lui o Tsimikas, c'è anche Angelino che sta crescendo ma non mi sembra ancora prontissimo. Rispetto a mesi fa ha fatto passi avanti notevoli".
Si è fatto anche il suo nome come ct dell'Italia...
"In questo momento vengono fatti tanti nomi, come dicevo prima il problema è un altro. C'è bisogno di un riassetto per riportare i nostri giovani a giocare in un certo modo, rimettere mano ai campionati. Ci sono tanti argomenti, sono sparite tante squadre e non so se questo è stato un bene o un male. Non credo che in Italia ci sia scordati come si gioca a calcio. Abbiamo avuto un passato pazzesco, eppure... l'altra sera la squadra ha dato il massimo. Riguarda tutto il sistema".
Ci sono stante tante riunioni ultimamente. C'è ancora unità d'intenti nel percorso da fare insieme tra allenatore e direzione sportiva?
"No, sono state riunione saltuarie. Stiamo pensando alla volata finale del campionato, siamo lì con la Juventus. Credo questo impegni maggiormente tutti quanti, a me personalmente in modo totale".
Come ha visto la squadra come condizione fisica? Ha fatto un lavoro specifico per il rush finale?
"Abbiamo fatto un buon lavoro ma con otto o nove giocatori, gli altri erano in nazionale. La squadra non è mai mancata sotto questo aspetto. L'ho già detto, rimanendo alle ultime partite in cui abbiamo pareggiato o perso, sono state partite giocate molto bene. Con condizione, mentalità, momenti di grande emozione che purtroppo non sono coincisi con la vittoria. Siamo andati vicinissimi, con la Juventus, con il Napoli e con il Bologna. L'unica settimana brutta è stata quella di Genova e Como, ma mi fermo su quelle due partite lì".
Mi ha incuriosito quel "Lì mi fermo"...
"Eh beh, non sono state proprio due partite fortunate...".
Si sta ragionando anche sulla prospettiva delle difficoltà del Fair Play Finanziario?
"Se ne parla, sicuramente condizionano moltissimo la prossima stagione indipendentemente dal finale di quest'anno. Chiaro che tutti ci auguriamo di arrivare in Champions, ma soprattutto per il motivo economico. È l'unico motivo che aiuterebbe la società. Per il resto la società sta ragionando su quello che può e deve fare la prossima stagione, quello che ci si porta dietro dalle precedenti gestioni pesa e si arriverà a prendere decisioni importanti per affrontare il futuro".
Al di là del risultato sportivo alla fine del campionato, si sente di aver buttato delle basi importanti per il futuro?
"Bisogna farli alla fine questi conti, la stagione non è finita. Siamo dentro a una volata. Per quello che posso dire io, sono molto contento di questa scelta e anche dell'esperienza fin qui come si è sviluppata. Sono contento per il rapporto e la fiducia che ho in qualche modo conquistato con gran parte della tifoseria e soprattutto il rapporto con la squadra. La squadra è stata per me fino adesso, e sarà così fino alla fine a prescindere, la parte forte di questa società. Si fa calcio, è la squadra che deve avere la priorità. Poi ci sono tutti gli altri aspetti, ma la squadra rappresenta sempre la cosa prioritaria".
Quanto aspetterà secondo lei lo aspetto psicologico dei calciatori della Nazionale Italiana?
"In modo diverso riguarda tutte le società che si ritrovano i nazionali che tornano e devono catapultarsi nuovamente sul campionato. È la forza di questi giocatori, quella di guardare sempre avanti. Tutte e due le squadre si giocano una giornata importante per i rispettivi obiettivi. Chiaro che i margini d'errore ora sono minimi, però dico senza guardare gli ultimi punti che ci sono mancati, che arrivare a questo punto a otto giornate dalla fine, a pari punti con la Juve e a -3 dalla Champions... in un percorso di alti e bassi ma sempre con grande partecipazione della squadra, credo vada bene. Siamo in volata, cerchiamo di fare il massimo in queste otto partite. Sarà una partita importante, arriviamo pensando alla Roma a prescindere da quello che è successo dalle nazionali".
Si sente sostenuto dalla società in base ai suoi obettivi?
"Con la proprietà ho sempre un rapporto molto schietto, sincero e condiviso. Cerco di portare le mie esperienze e le mie idee per soddisfare quello che mi è stato chiesto quando sono venuto a Roma. Per me è un'esperienza fantastica, in mezzo a delle difficoltà. Tutti vedono il calcio, giustamente, nel proprio modo. Io cerco di applicare le mie idee, che sono quelle che mi hanno portato a Roma. Chiedo soluzioni sempre compatibili con le disponubilità della società per cercare di fare una Roma migliore, di farlo secondo il mio modo di vedere il calcio".
Il primo luglio Gasperini sarà l'allenatore della Roma?
"Me lo auguro sicuramente, che si possa continuare a fare un percorso in cui devono essere soddisfatti tutti. Non solo io. Siamo partiti, intanto giochiamo con l'Inter. Poi dopo non lo so (ride, ndr)".
Si aspettava di più da Zaragoza?
"Indubbiamente sì. Ci auguravamo tutti che fosse un calciatore, magari non di grande continuità vista la fisicità, ma capace di avere quelle giocate che abbiamo visto a Napoli. Non è mai facile a gennaio, c'è chi è subito in condizione e si adatta subito... lui finora ha trovato difficoltà, speriamo che in questo finale possa portare quello che credevamo potesse darci".
Lei è ancora convinto come il primo giorno?
"Il calcio è una bella scuola di vita, ti insegna a perdere spesso e a non esaltarti quando vinci. Quello che deve essere importante è di alzare sempre la testa e migliorarsi. Non solo nello sport ma anche nella vita".
Malen è un calciatore che dovrà essere riscattato. Tra i discorsi che potrebbero cambiare legati al piazzamento, c'è anche il sup futuro?
"Sì, anche se penso che abbia convinto tutti. Poi ci sono valutazioni economiche deve fare la società, sul giocatore non c'è nessun dubbio. Io credo che questa sia la buona squadra, che non vada smantellata ma migliorata. Forse potevamo fare un po' di più quest'anno, ma se siamo lì in campionato abbiamo dei valori. Abbiamo una base molto solida, ho sentito qualche critica su questo gruppo, magari limitato secondo delle persone. Occhio, che senza questi allora possiamo arrivare anche tredicesimi. È un gruppo solido, bello e di professionisti. Che va migliorato per renderlo ancora più competitivo e ancora più forte".
Un suo pensiero su Bruno Conti? Come si pone sulla presenza delle bandiere dei club all'interno dei club?
"Posso dirti che Bruno Conti era un mio grande idolo! (ride, ndr) Quando lo incontro mi inchino, è stata una delle feste più grandi della nostra storia".
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