La conferenza stampa

Mourinho: "Pellegrini è recuperato, il derby è speciale e lo gioco per i tifosi"

Il tecnico giallorosso alla vigilia della Lazio: "Sono tutti a disposizione, la squadra lotterà fino all'ultimo come sempre. Voglio una Roma che vince"

La Redazione
19 Marzo 2022 - 18:10

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Lazio:

Partirei dalle emozioni. Perché il derby rimane una partita unica? È riuscito a recuperare tutti, Pellegrini compreso?.
"Tutti recuperati, manca solo Spinazzola. Tutti gli altri sono pronti per giocare. Emozione? È un derby, non è mai una partita uguale a tutte le altre, ha qualcosina in più. Però per tutta la vita, venti anni, ho giocato derby: il primo quello di Lisbona, l'ultimo, quello di domani, di Roma. Però sono tanti e l'emozione è qualcosa a cui siamo già abituati".

Questo derby sarà il primo con lo stadio praticamente pieno dopo due anni, può avere qualcosa in più per l'ambiente che ci sarà?
"Qualcuno è stato giocato a porte chiuse, non sono stati i derby dei tifosi, perché erano a casa. Adesso torna una quasi normalità, dove praticamente si confonde che c'è una squadra in casa e l'altra fuori. È più bello: il calcio senza tifosi non è calcio, il derby senza tifosi non è derby. Sarà più bello".

Zeman ha detto che la Lazio per lui è favorita perché più avanti nel percorso e poi ha detto che la Roma di Mourinho ha deluso sul piano delle aspettative.
"Un allenatore con venticinque titoli non risponde a un allenatore che ha vinto due Serie B. Se mi fai una domanda in relazione a Trapattoni o Capello va bene, io cerco di rispondere. Ma a Zeman non posso rispondere".

Dopo Vitesse ha parlato di una squadra che adesso "sa resistere". Quanto sarà importante questa caratteristica nel derby? E quanto l'approccio?
"È sempre importante per tutte le gare, non solo nel derby. Lo dico in relazione alle ultime sette-otto partite, dove è stato tutto lì: contro l'Atalanta, 1-0 per noi, il Vitesse, 1-0 per loro, l'Udinese, 1-0 per loro, contro il Sassuolo, 2-1 per loro. Tutte partite di risultati di misura, dove se vinci devi avere la forza di mantenere il risultato, se perdi devi avere la forza di cercare fino alla fine un risultato positivo. Se vogliamo tornare indietro al derby di andata era 3-2 per loro e fino all'ultimo secondo, senza riuscirci, abbiamo lottato per un risultato migliore. Anche nella partita contro la Juve, quella più iconica dal punto di vista negativo, negli ultimi minuti potevamo pareggiare. Se questa squadra ha una caratteristica che mi fa sempre pensare che è possibile un risultato migliore e che fino alla fine la squadra c'è sempre".

Lei ha giocato 98 derby nella sua carriera, qual è quello più passionale che ha vissuto?
"Tutti. Perché quando lo gioco non lo faccio pensando a me stesso, ma penso a coloro che storicamente danno sangue, dal momento che sono nati lo vivono come tifosi. Ho giocato Benfica-Sporting come allenatore del Benfica e poi Benfica-Porto come allenatore del Porto. Il derby è il derby e bisogna sempre mettersi nella posizione non di allenatore o di giocatore, ma sempre nella prospettiva degli altri, cioè delle persone più importanti in un club: i tifosi. Io non posso scegliere qual è il derby più importante per me. Al momento è questo, io gioco per i tifosi della Roma".

Pedro ha segnato 9 reti: tornasse indietro lo terrebbe a Roma? Può raccontarci la sua versione della fine della sua avventura con la Roma?
"Se qualcuno ti deve raccontare la storia sarà sicuramente il direttore Tiago Pinto. Ha fatto 9 gol? Benissimo per lui e per la Lazio".

Lei è alla Roma da circa 9 mesi: c'è qualcosa di Roma o della Roma che l'ha colpita e non si aspettava? Il primo ricordo.
"L'affetto, anche prima di arrivare. Di solito quando una persona arriva a un club, l'affetto si guadagna, bisogna lavorare tanto per averlo. In questo mio caso, con la Roma, l'affetto c'è stato anche prima di sudare per la prima volta di lavorare lì. In questo caso mi sembra che è gente con un cuore molto speciale, dà affetto senza ricevere niente in cambio".

La sua Roma ultimamente fa più possesso palla in trasferta che in casa e anche in casa gioca con più densità: quale Roma le piace di più? Domani vorrà il pallone o no?
"Quella che mi piace di più è la Roma che vince. E domani voglio una Roma che vince".

Può dirci qualcosa in più sulle condizioni di Pellegrini?
"Perfette. Quando vai a casa dopo una partita, stanco, con la febbre, non ti voglio dire che sta al 200%, però oggi si è allenato senza problemi, nella sua testa è disponibile, nessun bluff. Domani gioca".

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