Alla vigilia della sfida tra Roma e Bodo/Glimt, valida per la quarta giornata di Conference League, José Mourinho è intervenuto in conferenza stampa insieme a Tammy Abraham. Ecco le dichiarazione dell'allenatore portoghese.

C'è da cancellare l'onta dell'andata, da recuperare la prima posizione del girone. Una partita importante. Come la analizza?
"Abbiamo sei punti, siamo in una buona situazione. Impossibile dimenticare, ma se dimentichiamo il risultato di Bodo, siamo a sei punti con due partite da giocare in casa la situazione è buona. Non possiamo dire che è una partita decisiva, non lo è. Non è neanche una situazione di pressione, però vogliamo arrivare primi e vincere la partita. Non vogliamo dimenticare la partita di Bodo perché non si dimentica ma vogliamo vincere".

In questi casi che strategia c'è da parte dell'allenatore? Darà una chance a chi ha fallito in Norvegia o si cambia e si cerca di mettere la squadra più forte per non commettere errori?
"Abbiamo sbagliato tutti. Abbiamo perso come squadra e domani vogliamo vincere come squadra. Ovviamente non giocherà la stessa squadra. L'ho detto anche dopo la partita che io stesso ho sentito di avere troppe paure prima della partita, ma non della partita. Ho avuto paura del campo, del freddo, degli infortuni, della stanchezza, ma non ho avuto paura di una sconfitta. Ho sbagliato io abbiamo sbagliato tutti. Domani non giocheranno gli stessi".

Abraham è il grande colpo di mercato della Roma. Finora non ha reso secondo le aspettative. Si tratta di un problema di squadra o un è problema di adattamento del ragazzo?
"Il problema siamo sempre noi. Non è l'individualità. Un giocatore che viene da una cultura calcistica, arbitrale, sociale diverse, penso che non sia mai facile. Però ha iniziato abbastanza bene, ha avuto un impatto positivo e ora vive un momento non speciale. Però nessun problema, è un grande giocatore e abbiamo bisogno di lui e tornerà a giocare meglio, segnerà. Abbiamo fiducia totale".

Lei è qui da qualche mese e ormai è passato un terzo delle partite della stagione. Rispetto alle piazze in cui ha allenato ha incontrato differenze e nelle sanzioni successive?
"Non parlo di arbitraggi e non parlo di Serie A".

Col Cagliari e col Milan ha cambiato modulo nel secondo tempo? Pensa sia una soluzione?
"Non parlo di quello che abbiamo fatto in Serie A."

Dopo circa un anno di inattività, Zaniolo è tornato ad essere un punto fermo. Qual è la sua valutazione della crescita atletica del giocatore e dei suoi margini di crescita?
"Due anni dopo gli infortuni non è facile. Contro la Juventus si è sentito un po' la paura di un giocatore che ha sofferto tanto. Paure che è normale avere queste paure e solo il tempo può aiutare a dimenticare. Fisicamente sta bene, sta fortissimo. Ci sono dei dettagli dal punto di vista tattico che deve migliorare, da imparare ed è normale. Quando hai 24 anni e ne hai passati due della tua carriera in infermeria, ci sta che ci siano delle cose da imparare. Però è un bravo giocatore, professionista che lavora, a cui piace lavorare ogni giorno. Sono soddisfatto".

Il calcio italiano è migliorato anche all'estero? O ancora è troppo poco, se pensiamo al problema del razzismo negli stadi o a quello che è successo a Bergamo, dove un portiere è stato colpito da una monetina? Siamo più indietro rispetto a 10 anni fa?
"Un campionato dove si gioca molto bene. Le squadre hanno qualità, i giocatori anche, gli allenatori hanno qualità. Sono di diverse generazioni ma si preoccupano non solo del risultato ma anche del gioco, cercando di farlo bene. In questo senso sono veramente soddisfatto di essere qui.

Si fida ancora come faceva questa estate di Shomurodov? Nelle ultime due partite le prime opzioni della partita per l'attacco è stato un giovane della Primavera come Felix?
"Mi fido di tutti, però ci sono dei momenti dove i giocatori non sono al meglio, specialmente al livello di fiducia. Per quanto riguarda Felix, un giocatore che domani non sarà in lista, però è uno che ha qualità che noi non abbiamo. Uno che cerca movimenti che noi non facciamo tanto. Siamo una squadra con tanti giocatori che vogliono la palla tra i piedi, pochi la vogliono nello spazio e che sono aggressivi come lui senza palla, nel modo di pressare o trascinare su la squadra. È lontanissimo da un essere un prodotto finito, lontanissimo dal poter essere definito giocatore fatto, perfetto già per essere in una squadra come la Roma. M ha un profilo che merita di essere lavorato e di avere opportunità di giocare in prima squadra. Per lui è molto buono allenarsi con noi, per lui e gli altri giovani che si allenano con noi tipo Missori o Volpato. Farli giocare in prima squadra è un modo per accelerarne il processo di crescita. Fiducia per Mayoral e Shomurodov non cambia. Ho fiducia".

Mourinho a Sky Sport

Che reazione si aspetta dopo il 6-1 e quanto ha fatto male?
"Ha fatto male, ma non sono uno che difende questo sentimento di rivincita. È una partita che dobbiamo vincere. Siamo in una buona situazione con 6 punti nel girone, se vinciamo domani la situazione è sotto controllo. Non giocheremo con la stessa squadra di Bodo, l'abbiamo resa troppo facile per loro. Domani cercheremo di essere più forti".

A volte ci sono periodi con meno fiducia di Abraham?
"Sono stato sorpreso dal modo in cui è arrivato e subito ha dimostrato la qualità che sappiamo che ha. Dopo è entrato in un periodo di rendimento non alto come prima, ma è una situazione naturale. Ha bisogno di tempo di adattarsi non solo al calcio, ma anche a livello sociale. Giocare sempre, cosa che non ha fatto nel Chelsea, avere questo tipo di attenzione, pressione e questa responsabilità di essere il 9 e il punto di riferimento della squadra pesa e ha bisogno di tempo per adattarsi".

Lei ha detto che la Conference League è una priorità.
"È una delle priorità perché in modo realistico possiamo arrivare in fondo. Dobbiamo rispettare tutti, anche il Bodo che ha molta più qualità di quello che la gente pensa. Ma quando guardi il Tottenham come una squadra con potenziale diverso dagli altri, noi sentiamo di poter fare qualcosa di importante. Non è la competizione che appassiona tutti, anche per me giocare questa non è una passione ma dal punto di vista del realismo possiamo arrivare. Ma prima di tutto dobbiamo qualificarsi".