Dan Hunt. È il nome che può dare un senso compiuto a questo mercato giallorosso. Che, sin qui, tutto è stato meno che concreto, come del resto quello di quasi tutti gli altri club perché in giro non c'è un euro che è uno. I più attenti lettori e osservatori di calcio, sanno già che questo signore americano non è un procuratore, tanto meno uno di quei mediatori che circolano nel mondo del pallone pronti a rinnegarsi pur di chiudere un affare. No, questo signore è il presidente del Dallas Fc, fratello di Clark Hunt, uno stramiliardario a stelle e strisce che, tra le altre cose, è proprietario dei Kansas City (chissà come sarebbe stato contento Alberto Sordi) Chiefs, franchigia importante del ricchissimo mondo del football americano. Insomma Dan e Clark non hanno il problema di arrivare a fine mese. Quello che però ci interessa riguardo alla nostra Roma, è Dan, il grande capo dei Dallas Fc. Cioè la squadra in cui è cresciuto e maturato quel Bryan Reynolds che ormai tutti sappiamo è stato, anzi è, un obiettivo dichiarato della società giallorossa per quel ruolo di esterno destro basso che è stato indicato da Fonseca tra le priorità più urgenti da migliorare.

Ma come, dirà sempre qualcuno tra i lettori e osservatori più attenti di calcio, ‘sto ragazzo americano non ha trovato già un accordo con il Benevento per arrivare in Italia, giocare per sei mesi nella squadra di Pippo Inzaghi e poi trasferirsi a Torino alla corte della vecchia signora, cioè quella Juventus che ha orchestrato tutto nell'ombra (poi mica tanto)? Sì, è tutto vero. Non c'è infatti una fonte di mercato che da un paio di settimane smentisca questa cosa. E allora perché stiamo qui a ricicciare il nome di Reynolds per la Roma? Per tre motivi. Il primo è che, fino a questo momento, non è stato ancora ufficializzato il trasferimento al Benevento e l'esperienza ci consiglia di dare per fatto un affare quando è fatto, avrebbe detto Boskov. Il secondo, poi, se vogliamo, è ancora più sostanziale. Cioè Dan Hunt vuole dare Reynolds alla Roma dell'amico Dan Friedkin. Tra i due, oltretutto, ci sono anche rapporti commerciali, basti dire che lo stadio dei Dallas come sponsor ha quella Toyota che è il core-business dell'impero dei Friedkin. Il terzo è che un paio di giorni fa Tiago Pinto, pare su preciso input dei nuovi proprietari giallorossi, ha avuto un prolungato contatto telefonico proprio con Dan Hunt per ribadire l'interesse della Roma al giovane ed emergente esterno americano. C'è poi un ulteriore elemento che può alimentare la speranza romanista. Cioè lo stesso Tiago Pinto ha presentato una nuova offerta di contratto a Reynolds, alzando (di poco per la verità) il cash per lo stipendio del difensore, arrivando a circa mezzo milione di euro netti a stagione per quattro anni (più un'opzione per un'ulteriore stagione). L'offerta, per quello che ci risulta, non ha entusiasmato l'entourage di Reynolds, soprattutto per quel che riguarda le commissioni che ai Friedkin piace poco pagare in maniera esagerata.

Rimane comunque il fatto che Dan Hunt insista a voler cedere il suo giocatore all'amico Dan Friedkin. L'operazione, comunque, per la Roma rimane molto difficile, ma finché non ci sarà l'annuncio ufficiale da parte del Benevento (leggasi Juventus), a Trigoria continueranno a monitorare la situazione. Magari maturando pure l'idea di alzare ulteriormente l'offerta al giocatore e al suo procuratore. Per l'esterno destro, peraltro, il giocatore che Fonseca ha indicato al primo posto delle sue preferenze, rimane il turco del Lille Zaki Celik. Alla questione sta lavorando da giorni un noto mediatore italiano che ha avuto più di un contatto con il club francese, incassando una richiesta da quindici milioni di euro, ma credendo pure alla possibilità di limare la cifra di circa cinque milioni.

Questione attaccante. È l'altra priorità indicata da Fonseca con tanto di nomi. Cioè Bernard ed El Sharaawy o viceversa (per Otavio pare si stia lavorando per giugno). Il procuratore del brasiliano dell'Everton da un paio di giorni è a Liverpool proprio per confrontarsi con il club inglese e avere un'indicazione sul prezzo del cartellino che Adriano Spadotto (il procuratore di Bernard) è convinto che non potrà superare i cinque-sei milioni di euro. Cioè quello che la Roma potrebbe incassare (ma anche di più se si penserà alle plusvalenze) dalla cessione del cartellino di Olsen. Oggi Spadotto incontrerà i dirigenti dell'Everton che ieri ha visto rinviare la sfida di campionato contro l'Aston Villa (causa Covid). Ed El Shaarawy? Non ci risulta nessuna novità e difficilmente ci potrà essere prima della fine di questa sessione di mercato. L'entourage del giocatore continua a trattare con lo Shangai Shenhua nel tentativo di avere il sì alla rescissione (gratuita) del contratto del Faraone. Finora la risposta cinese è sempre stata un due di picche.