Non solo i ruoli. Pure nomi e cognomi. Fonseca, ieri, prima di essere fermato da un'indisposizione, con il suo amabile candore ha detto chiaro e tondo che a Tiago Pinto ha indicato con precisione dove, secondo lui, la Roma può essere migliorata e arricchita. Facendo, appunto, i nomi e cognomi dei giocatori che gradirebbe avere o riavere alle sue dipendenze. Diciamo riavere perché, al di là di qualsiasi altra considerazione, che un nome fatto non può che essere il brasiliano Bernard. Questa sicurezza è figlia legittima del fatto che già da un po' di tempo il tecnico portoghese ha contatti con il procuratore di Bernard, Adriano Spadotto, come confermato dallo stesso manager del giocatore. Contatti che sommati alla dichiarata intenzione di acquistare Olsen da parte dell'Everton, potrebbero mettere in piedi uno scambio alla pari, con in più la possibilità per entrambi i club di garantirsi una plusvalenza che fa sempre piacere.

Fonseca ha parlato di nomi. E allora sempre per il giocatore offensivo, non crediamo di sbagliare se nella lista santificata dal tecnico ci sia anche il nome di El Shaarawy. Il Faraone già nel mercato estivo scorso era stato a un passo dal ritorno a Trigoria. Ora il giocatore ci sta riprovando, avendo fatto capire alle altre pretendenti (Fiorentina e Atalanta) che la sua prima scelta rimane la Roma. Sapendo, comunque, che la società giallorossa, pur a fronte di un grande ridimensionamento del suo stipendio, può essere interessata solo a un'operazione in prestito secco. O, in alternativa, l'arrivo del Faraone a costo zero, cioè nel caso che riuscisse a rescindere il contratto che lo lega ancora per diciotto mesi allo Shangai. E per ora da questo orecchio i cinesi non ci sentono.

Meno certezze, rispetto ai nomi per il reparto offensivo, ci sono invece per quella che è l'altra priorità di Fonseca: un esterno destro basso da affiancare al sempre più emergente Karsdorp. Non che non ci siano nomi che interessano, semmai il problema è capire quale sia il migliore da prendere considerando tutti i fattori, compreso anche quello economico. E, pure, provando, a piazzare sul mercato uno tra Bruno Peres e Santon (cosa non semplice). Dell'americano Reynolds ne stiamo parlando da settimane. L'operazione messa in piedi da Ryan Friedkin, da giorni è in una situazione di stallo, compreso per quel che riguarda le voci che lo vorrebbero già d'accordo con la Juventus (e pure il Bruges). Per ora sembra sfumata l'alternativa Soppy del Rennes con cui si poteva mettere in piedi uno scambio con Nzonzi, ma il club francese pare che chieda una cifra considerata esagrata. Negli ultimi giorni sono invece cresciute le voci che indicano in un altro paio di nomi, il possibile obiettivo della Roma. La prima è quella che porta a Zeki Celik, nazionale turco, ventiquattro anni a febbraio, cartellino di proprietà del Lilla, contratto in scadenza nel 2023. La Roma ha provato a prenderlo già l'estate scorsa, ma di fronte a una richiesta di quindici milioni ha preferito salutare. Ora, peraltro, non sembra che la richiesta sia diminuita. Pista difficile da percorrere, insomma. Molto meno difficile, invece, sarebbe arrivare all'acquisto di Gonzalo Montiel, argentino con passaporto spagnolo, ventiquattro anni, cartellino di proprietà del River Plate, ma soprattutto contratto in scadenza il prossimo trenta giugno. Si può prendere con tre-quattro milioni e ingaggio da meno di un milione netto. Insomma, si può.