La prima mossa l'ha fatta Carlo Ancelotti. Ora toccherà alla Roma decidere se fare la seconda. Spieghiamo. Due giorni fa il tecnico dell'Everton si è esposto, in maniera chiarissima, a proposito di Robin Olsen, emigrato in prestito in Premier al tramonto del passato mercato estivo. Formula del prestito secco, nessun diritto di riscatto, figuratevi obbligo, solo una stretta di mano accompagnata dal proposito di riparlarne alla fine di questa stagione. Ecco, Ancelotti ha anticipato i tempi. Dichiarando di essere soddisfatto delle qualità del portiere svedese e che alla luce di questo, da parte dell'Everton, c'è la volontà, pure, di anticipare in questo gennaio il riscatto di Olsen. Le parole di Agnolotto come lo chiama ancora oggi Bruno Conti, ci hanno messo una frazione di secondo a fare il giro del mondo. Arrivando quindi anche a Trigoria e in Brasile dove vive il procuratore di Bernard (Adriano Spadotto). Il brasiliano, non è certo un mistero per nessuno, sarebbe assai gradito da Fonseca per andare a completare un reparto offensivo che, dopo il secondo ko di Zaniolo, non brilla per ricchezza di alternative.

Dopo le parole di Ancelotti, è partito un giro di telefonate in direzione Trigoria, per capire le intenzioni della società giallorossa che provò a prendere Bernard anche nelle ultimissime ore del passato mercato estivo. Telefonate in cui il filo conduttore più o meno è stato questo: «Avete sentito di Olsen? Ancelotti lo vuole riscattare, perché non provate a mettere in piedi uno scambio alla pari con Bernard? Obrigado». Telefonate, inoltre, in cui è stato detto che il giocatore è pronto a trasferirsi alla Roma, felice di poter tornare a lavorare con Fonseca con cui, allo Shakthar, ha giocato la sua migliore stagione europea. La società giallorossa ha gradito, ma ha risposto che in questo momento non si può decidere nulla perché c'è la necessità di attendere l'ormai imminente arrivo di Tiago Pinto (doveva sbarcare ieri ma sembra che il suo arrivo sia stato rimandato di ventiquattro-quarantotto ore).

Nell'attesa, si può dire con ragionevole certezza, che trovare un accordo tra i due club non dovrebbe essere cosa complessa. Partendo dal presupposto che attualmente Olsen pesa sul bilancio della Roma per cinque milioni e settecentomila euro. Quindi la valutazione dello svedese non potrà essere inferiore a questa cifra. La Roma per la verità punta ad assicurarsi un tot superiore, pronta a garantire la stessa valutazione al cartellino di Bernard (contratto in scadenza il trenta giugno del 2022), in uno scambio che garantirebbe a entrambi i club una buona plusvalenza (c'è da ricordare che Bernard arrivò all'Everton a parametro zero, unico giocatore capace di salutare lo Shakhtar alla scadenza naturale del contratto).

Semmai qualche problemino in più potrebbe esserci per trovare la cifra giusta per quel che riguarda lo stipendio del giocatore. Sperando oltretutto che non venga annullato quel decreto crescita che per i lavoratori che sbarcano nel nostro paese garantisce una fiscalità al cinquanta per cento (nel caso Bernard ci rientrerebbe a patto che resta qui per due anni). Il brasiliano all'Everton ha un ingaggio da circa tre milioni e mezzo di euro netti più una serie di bonus che fanno salire tutto il cucuzzaro a quasi quattro milioni. Cifra insostenibile o quasi da parte della Roma che, come sappiamo, qualche problemino di bilancio lo deve affrontare, a partire dalla diminuzione del monte ingaggi (a meno che non si centri la qualificazione alla prossima Champions League). A Bernard, insomma, pur puntando sul decreto crescita, si dovrà garantire un contratto per almeno ulteriori due anni (scadenza 2024) in modo così da poter trovare una cifra annuale inferiore garantita. Con Bernard che in tempi recenti ha già parlato più di una volta con Fonseca, dovrebbero esserci le condizioni per arrivare a un punto di incontro che possa soddisfare tutti. Per saperne di più, come detto, non resta che aspettare l'arrivo di Pinto.

Ok Bernard, ma El Shaarawy? Già, il Faraone che da tempo sta spingendo per tornare a vestire la maglia giallorossa. La verità è che più che con la Roma, El Shaarawy deve spingere con lo Shangai con cui ha un contratto per altri diciotto mesi a una cifra netta di circa diciotto milioni. E spingere per il Faraone vuole dire convincere il club cinese a lasciarlo andare in prestito a costo zero per la squadra che lo metterà a libro paga (a una cifra di stipendio molto, ma molto inferiore, da quella garantita dallo Shangai). In alternativa può trattare un'immediata rescissione del suo contratto che allo Shangai garantirebbe un risparmio comunque di circa trentacinque milioni. In questo caso si potrebbe mettere pure all'asta visto che in Italia interessa anche a Fiorentina e Atalanta. Anche se dipendesse soltanto dal Faraone, lui non avrebbe dubbi a scegliere la Roma.