Fonseca è stato chiaro: mi servono gol. Volendo dire che tra le priorità di mercato, quella più priorità, è relativa agli attaccanti. Perché Zaniolo prima di aprile, parole del giocatore, non sarà a disposizione. Perché Carles Perez fin qui non ha dato le stesse risposte di Villar e Ibanez. Perché in prospettiva, considerando i trentacinque anni di Dzeko, i trentaquattro di Pedro, i trentadue di Mkhitaryan, c'è l'esigenza di pensare anche a domani e dopodomani. Perché le partite sono tante e si vuole garantire una continuità della qualità, c'è bisogno di sommare un quarto titolare.

La società ha metabolizzato e ha già selezionato una serie di nomi (Tiago Pinto sa tutto) che potrebbero rivelarsi l'uomo giusto al momento giusto. In questo caso non c'è l'identikit di un giovane di prospettiva. L'unica indicazione data da Fonseca è che chi arriverà, se arriverà, deve essere uno forte e garantito. Le idee ci sono, ora bisognerà confrontarsi con il mercato per vedere se ci sono pure i soldi che non sono tantissimi e, per di più, non c'è nessuna intenzione di buttarli. Possiamo dire con ragionevole certezza che l'obiettivo numero uno della Roma per accontentare Fonseca, è Stephan El Shaarawy. Il Faraone che da queste parti ha lasciato un ricordo importante, ed è andato via solo perché come si fa dire no a un'offerta di stipendio da sedici milioni netti a stagione? La Roma ha provato a riportarlo a Trigoria già verso il tramonto del passato mercato estivo e non ci riuscì solo perché ci furono intoppi (poi risolti in extremis) nel trasferimento di Perotti al Fenerbahce. Ora di sicuro ci riproverà nell'ormai prossimo mercato di gennaio, sapendo di poter contare sul pieno appoggio del giocatore (su di lui però ci sarebbero gli occhi anche dell'Atalanta) a cominciare da una drastica diminuzione del suo stipendio nel momento in cui si concretizzasse il ritorno in giallorosso. L'operazione El Sharaawy sarà una delle primissime cose che affronterà il general manager Tiago Pinto quando sbarcherà a Trigoria (non fosse risultato positivo al Covid oggi sarebbe sbarcato a Roma). E questo vuole dire che dovrà riattivare i contatti con lo Shangai per capire bene le intenzioni dei cinesi. Che, per quello che si è saputo finora, non sono intenzionati a dare il giocatore in prestito gratuito con un diritto di riscatto fissato a giugno, opzione invece che per la Roma è la preferita. Pinto punterà sul fatto che togliere El Shaarawy dal libro paga del club cinese, per i dirigenti con gli occhi a mandorla vorrebbe dire, anche solo per sei mesi, un rispamio secco di dodici milioni di euro lordi. Sarebbe per loro, in sostanza, come incassare oltre dodici milioni per il prestito. In tutto questo Pinto potrà contare sul totale appoggio del giocatore che, anche per motivi legati alla possibilità di andare al prossimo Europeo, è assolutamente intenzionato a tornare nel nostro campionato. A supportare le esigenze del Faraone, ci penserà suo fratello Manuel che da sempre cura gli interessi dell'attaccante.

Per quello che sappiamo, sembrano esserci tutti i presupposti per il ritorno di El Shaarawy (graditissimo a Fonseca), ma visto che nel mercato mai dire mai, la Roma ha messo in piedi anche un contatto con l'Everton per il brasiliano Bernard, gradito pure lui al tecnico portoghese che lo ha avuto alle sue dipendenze in Ucraina. La Roma è pronta a trattare il giocatore a patto che il club inglese inserisca nella trattativa uno scambio con Olsen (ora in prestito da Ancelotti). A cifre da definire ma che potrebbero essere funzionali anche alla questione necessità di fare plusvalenze. Nelle ultime ore è circolato anche il nome di Otavio, venticinque anni, brasiliano con passaporto portoghese, cartellino di proprietà del Porto ma soltanto fino al prossimo trenta giugno quindi acquistabile a un costo difficilmente superiore ai cinque-sei milioni. La Roma, a proposito, ci ha detto di non sapere nulla, ma teniamo conto che la risposta sarebbe stata la stessa anche se Otavio stesse per imbarcarsi alla volta di Fiumicino. In chiave giocatori in entrata, c'è da registrare come ieri si sia ulteriormente allonato l'esterno destro Bryan Reynolds che le ultime indicano ormai come un giocatore della Juventus che, per i prossimi sei mesi, lo sistemerà in parcheggio al Cagliari, visto che i bianconeri non hanno più slot liberi per gli extracomunitari.

Visto che stiamo provando a immaginare le prime mosse che farà Tiago Pinto, aggiungiamo anche che ci sarà quella di adeguare il contratto di Ibanez che ha un contratto da settecentocinquantamila euro netti a stagione compresi i bonus (facili). Già nel prossimo gennaio è stato fissato un appuntamento con il procuratore del brasiliano. Che si siederà al tavolo facendo una semplice domanda: vi pare possibile che il mio assistito guadagni, con tutto il rispetto, meno di Calafiori? La risposta sarà: parliamone.