C'è un nuovo nome nella lista degli obiettivi della Roma: si tratta di Nehuen Perez, difensore centrale classe 2000 di proprietà dell'Atletico Madrid. Cresciuto nell'Argentinos Juniors, i colchoneros lo acquistano nel 2018 per 2,5 milioni di euro e lo lasciano in prestito per un anno nella società argentina. Nell'estate del 2019 passa a titolo temporaneo al Famalicao, squadra che milita nella prima divisione portoghese, che quest'anno si è resa protagonista di una stagione eccezionale. Dopo venticinque anni di assenza dalla Primeira Liga, la squadra con sede a Vila Nova de Famalicão, comune nel distretto di Braga, con una delle rose più giovani al mondo (secondo il Cies l'utilizzo degli under 22 è pari al 43%, nessuna società tra le migliori dieci leghe europee nel ranking ha fatto meglio) è arrivata sesta in campionato, sfiorando la qualificazione ai preliminari di Europa League. Ma non si tratta proprio di una favola a sorpresa: il club è controllato dal 2018 da Idan Ofer, petroliere israeliano socio di minoranza proprio dell'Atletico Madrid, e gestito più o meno indirettamente dal noto agente Jorge Mendes.

Caratteristiche tecniche

Nehuen Perez, dopo un'ottima stagione in Portogallo (23 presenze, una rete) e una certa continuità di rendimento con le nazionali minori (25 presenze tra Under 17, Under 20 e Under 23), ha attirato le attenzioni di Lionel Scaloni, commissario tecnico dell'Argentina, che ha iniziato a convocarlo per la nazionale maggiore. Il Famalicao quest'anno si è schierato sempre con la linea a quattro, con il 4-2-3-1 o il 4-3-3 e lui è stato utilizzato prevalentemente come centrale di destra. La mappa della sua posizione media ci descrive bene anche la tipologia del calciatore: dotato di una struttura fisica importante, gioca molto alto e aggredisce l'avversario con un grande senso dell'anticipo e rapidità. Effettua 1.7 contrasti a partita con un successo pari al 65% e primeggia anche nei duelli aerei.

Non è soltanto un giocatore aggressivo: con il pallone tra i piedi si esprime con qualità e legge molto bene le palle avversarie. Esce con la palla al piede e spesso tenta il primo passaggio subito dopo il primo intercetto: anche per questa sua caratteristica è dovuto il dato del possesso perso 8.8 volte ogni novanta minuti. Le sue doti e il suo modo di occupare il campo lo rendono un difensore versatile, capace di giocare senza problemi anche in una linea a tre.