Chiamatelo effetto domino. Se andasse in porto, ancora una volta i romanisti si troverebbero a ringraziare un idolo di vecchia data. Perché il "la" al mercato della Roma può essere innestato da Rudi Voeller. Il direttore esecutivo del Bayer Leverkusen è vicinissimo all'acquisto di Patrik Schick proprio dalla sua ex squadra. Un affare che può portare nelle casse giallorosse il sostanzioso gruzzolo (intorno ai 30 milioni complessivi) necessario per tentare l'ennesimo assalto a Chris Smalling, obiettivo primario in entrata. La reazione a catena è meno complicata di quanto possa sembrare a prima vista: il club delle Aspirine sta perfezionando nelle ultime ore la cessione del gioiellino di casa Havertz, diretto al Chelsea per la modica cifra di 80 milioni. Un incasso super per la società renana, già pronta a investire buona parte della cifra sull'attaccante ceco, che in Bundesliga ha trovato diversi estimatori dopo la buona stagione al Lipsia.

Il desiderio primario di Schick sarebbe stato di rimanere nella squadra della Red Bull, che ha però disatteso ogni impegno: dopo aver fatto scadere il diritto di riscatto, sperando di strappare un prezzo di gran lunga inferiore nelle settimane successive, sembra aver alzato bandiera bianca. Il ds Kroshe ha ammesso di essere «più vicino alla conferma di Angelino che a quella di Schick». Una resa in piena regola che lascia campo libero al Bayer: la trattativa con la Roma è molto più che avviata sulla base di 25 milioni più 5 di bonus legati a presenze, gol e qualificazioni alle coppe europee.

Un importo che consentirebbe di sferrare l'affondo decisivo per l'operazione Smalling, andando incontro alle esose richieste del Manchester United per il centrale che toglie il sonno a Fonseca. Chris ha mezza Premier che bussa alla sua porta, ma per il momento ha rifiutato ogni offerta per garantire la priorità alla Roma. Nella Capitale la sua famiglia si è integrata perfettamente e anche dal punto di vista tecnico è un punto di riferimento. Mentre nei Red Devils ritroverebbe quel Solskjaer da cui ha preferito allontanarsi appena un anno fa e che non ha smesso di punzecchiarlo anche a distanza. Salvo fare muro quando si è trattato il passaggio definitivo a Trigoria a fine prestito, impedendo al difensore persino di disputare l'ottavo di finale di Europa League in giallorosso. Questione di soldi, più che di eventuali incroci sul campo da ex. Nel frattempo però lo United si ritrova con la grana Maguire, condannato in Grecia a 21 mesi per condotta violenta, pena comunque sospesa con la condizionale. Fatto sta che sul centrale c'è aria di bufera e il timore che il vento possa soffiare sull'affare Smalling ancora non è diradato.