Più quindici. Il primo gruzzoletto è frutto dei due prestiti - quelli di Defrel e Gonalons - già trasformati in riscatti dai risultati sportivi delle rispettive squadre. Quindici milioni circa complessivi sono da considerare già in cassa e per quelle della Roma non può che trattarsi di una boccata d'ossigeno. In attesa che arrivino le bombole dalle partenze più remunerative. Per trasformare le cessioni dei due francesi da temporanee in definitive c'era necessità che si verificassero le famose «determinate condizioni» che siamo ormai abituati a leggere nei comunicati ufficiali di mercato. Ovvero, nel caso specifico, la salvezza aritmetica dei club coinvolti. L'ha raggiunta da tempo il Granada (arrivato addirittura a 4 punti dalla zona europea a due giornate dal termine della Liga), dove Gonalons è finito nelle ultime ore della scorsa sessione estiva: un risultato che ha reso 4 milioni alla Roma. E con il pareggio contro la Juventus di mercoledì sera l'obiettivo è stato raggiunto anche dal Sassuolo, in cui milita Defrel. Era stato l'ormai ex ds Petrachi in una delle sue ultime uscite pubbliche da romanista (ai microfoni di Sky) a svelare la corrispondenza fra la salvezza degli emiliani e l'obbligo di riscatto dell'attaccante, tornato la scorsa estate nella squadra che lo aveva lanciato con una formula che già in principio lasciava presagire una permanenza: 3 milioni per il prestito oneroso, più 9 per la conferma, più 2 di eventuali bonus. Una cifra che potrebbe diventare ben più consistente se la cessione di Schick si concretizzasse per una cifra vicina ai 30 milioni. Il Lipsia non ha esercitato il diritto di riscatto fissato a 29 e cerca di risparmiare. Desiderio antitetico a quello giallorosso di monetizzare: in Premier o dal Milan, dove l'arrivo di Rangnick può aiutare, come ammesso anche dall'agente Paska.