Vice Dzeko. Esterni bassi. Esterni alti. Ma nel centrocampo della Roma che verrà, non succederà niente? Ovvero, Fonseca continuerà ad avere gli stessi centrocampisti anche per la sua seconda stagione sulla panchina giallorossa? Domande che ci stanno tutte e ci stanno ancora di più da quando, ieri mattina, in un'intervista rilasciata al quotidiano sportivo della Capitale, il presidente del Cagliari, pardon del Leeds, a ripardon del Brescia, ha dichiarato, con sicurezza sospetta, che Nainggolan la prossima stagione tornerà a vestire la maglia della Roma. Che da queste parti ci siano frotte di orfani di Radja, compreso chi scrive per esempio, non ci sono dubbi, ma immaginare oggi il ritorno del belga, è un esercizio di sfrenato e per certi versi incomprensibile ottimismo (o pessimismo, dipende da quale punto di vista si parte). Per capirlo, basterebbe ricordare come maturò il divorzio, traumatico è dire poco, accompagnato da una serie di si dice che facevano capire come il rischio fosse quello di sconfinare nel codice penale. Ma allora perché il tre volte presidente Cellino si è detto così sicuro dell'eventualità Nainggolan di nuovo a Trigoria?

L'unica risposta che riusciamo a mettere in piedi, è che sia stato lo stesso giocatore, parlando del suo futuro, nel corso di un incontro tra i due confessato dallo stesso presidente, a confessargli come il suo desiderio, una volta finito l'anno di prestito al Cagliari, non sia certamente quello di tornare a vestire la maglia dell'Inter che non ha mai sentito sua, ma che gli piacerebbe, piuttosto, rimettersi addosso la maglia giallorossa (a Roma oltretutto la moglie sta seguendo un ciclo di cure, ancora auguri di cuore). Quella che ha amato di più e con cui ha disputato le sue migliori stagioni, prima da centrocampista, poi da trequartista incursore, intuizione vincente di Spalletti, ruolo in cui fece la differenza, garantendo quantità e qualità anche in fatto di gol.

Tutto questo fa pensare che, se non lo ha già fatto, sia stato o sarà il giocatore a chiamare la Roma, facendo anche capire di essere disposto a diminuire pure di parecchio l'ingaggio che gli garantisce l'Inter per le prossime due stagioni (scadenza il trenta giugno del 2022). Ma tra il dire e il fare, c'è un oceano. Rappresentato da una serie di ostacoli irrisolvibili o quasi, anche se nel mondo del calcio mai dire mai. Primo problema: da escludere, nel caso, un'ipotesi di riacquisto del cartellino, Nainggolan sarà a bilancio dell'Inter nella prossima stagione a poco meno di venti milioni, l'unica possibilità è un'operazione in prestito, ma qui nasce il secondo problema. Cioè i rapporti tra Roma e Inter che non possono definirsi idilliaci. Basti ricordare le vicende Dzeko e Barella di un anno fa, ma anche l'abortito scambio Spinazzola-Politano nell'ultimo mercato di gennaio, uno scambio fallito e condito da una serie di reciproche accuse (Marotta e Ausilio da una parte, Petrachi da un'altra) che qualche conseguenza l'hanno lasciata.

Terzo problema: ma la Roma, Monchi a parte, che è la stessa che lo ha venduto, oggi sarebbe disposta a riprenderlo? Se la risposta la cerchiamo dal punto di vista ambientale (Radja sarebbe accolto dai tifosi con il tappeto rosso), magari potrebbe essere pure positiva. Ma se la cerchiamo in qualsiasi altro punto di vista, è tuttora negativa. «Vorrebbe dire riportare a Trigoria una bomba atomica», così ci hanno risposto dalle parti di Trigoria, pur riconoscendo gli eventuali aspetti positivi del ritorno di Nainggolan. Quarto problema: nel caso di un ritorno del belga, chi andrà via? Al momento la risposta è nessuno. A meno che nelle prossime settimane non si materializzi un'offerta indecente per qualcuno degli attuali centrocampisti, Cristante, Veretout, Diawara, Pellegrini. Quinto problema: l'età del belga. Il quattro maggio scorso ha compiuto trentadue anni e questo non corrisponde all'identikit del giocatore che la Roma sta cercando, indipendentemente dal ruolo. A Trigoria ci sono già Dzeko, Kolarov, Perotti, Fazio, probabilmente ancora Smalling e Mikitharyan, si sta tentando di prendere Pedro, tutti over trenta, acquistarne un altro potrebbe essere troppo. Quindi? Se dovessimo scommettere un euro oggi sul ritorno di Radja, quell'euro ce lo terremmo in tasca, magari sperando poi di dover rimpiangere la prudenza di non averlo puntato.

Allora, nessuna novità a centrocampo nella Roma che verrà? Pure qui la risposta al momento è negativa, anche se il direttore sportivo Gianluca Petrachi sta seguendo con un certo interesse il mercato dei giovani e giovanissimi centrocampisti. In particolare piace un ragazzo del 2002, Ryan Gravenberch, olandese, radici nel Suriname, regista, procuratore, come ti sbagli, un certo Mino Raiola, prospetto emergente e sul quale hanno messo gli occhi diversi club europei importanti. Il ragazzo piace parecchio,ma la richiesta dell'Ajax, venti milioni tutti e subito, oggi come oggi ne fanno un obiettivo irraggiungibile. A meno che, vedi sopra, non arrivi qualche offerta indecente per qualche centrocampista dell'attuale rosa.