Incedibili. Parola che il calcio del terzo millennio di fatto ha azzerato nel mondo pallonaro. Non è più così, non esistono incedibili, alla faccia di quei giocatori blindati che vogliono farci credere che non possono essere venduti. In realtà è soltanto una questione di prezzo. Se dovesse materializzarsi quello giusto l'in iniziale ci metterebbe un amen a essere cancellato. Detto questo, ci sono poi quei giocatori che un allenatore, di qualsiasi squadra, preferirebbe continuare ad avere a disposizione nella convinzione che possano costituire l'ossatura di una squadra in grado di migliorarsi con il passare del tempo. Ecco, allora parliamo non tanto di incedibili, piuttosto di preferiti. Che pure Paulo Fonseca ha, ovviamente con l'obiettivo di una Roma migliore.

Sia chiaro, anche il tecnico portoghese sa bene come la società non gli possa dire, alla luce di conti di bilancio che non sono propriamente ottimistici, che questo o quel giocatore non saranno venduti per nessuna ragione al mondo. Ma nel progetto che ha in testa il tecnico portoghese, ci sono otto-nove giocatori che a suo parere dovrebbero costituire l'ossatura della sua seconda Roma, una squadra da costruire intorno a questi giocatori. Un grande come Nils Liedholm ai suoi tempi aveva spiegato come per costruire una squadra vincente, la cosa principale da fare era quella di avere un asse centrale in grado di fare la differenza. Asse centrale che il meraviglioso allenatore del nostro secondo scudetto, individuava nel portiere, il difensore centrale, i centrocampisti sempre centrali, il centravanti. Ricordando, Franco Tancredi, Agostino Di Bartolomei, Paulo Roberto Falcao, Roberto Pruzzo, sintetizzando al massimo.

Ecco, le preferenze di Fonseca seguono in maniera piuttosto precisa le indicazioni di Liedholm. Magari estendendole un po'. Ovvero: Pau Lopez, Mancini, Smalling, Veretout, Diawara, Lorenzo Pellegrini, Zaniolo, Mkitharyan, Dzeko. Eccoli i giocatori che il portoghese vorrebbe continuare ad allenare per garantire un percorso di crescita con l'obiettivo, prima o dopo, meglio prima che dopo, di riportare a Trigoria un trofeo.

Obiettivo Champions

Accontentarlo non sarà semplice, soprattutto in considerazione di una situazione economica oltre i confini dell'ansia e che rischia di trasformarsi in angoscia nel momento in cui, una volta ripreso e concluso il campionato, non si raggiungesse quel quarto posto che vorrebbe dire qualificazione alla Champions League, in soldoni non meno di cinquanta milioni giocando il solo girone iniziale. A rendere ancora più complicata la situazione, c'è poi il fatto che dei nove giocatori preferiti dal portoghese, ce ne sono due che la Roma deve acquistare, cioè Smalling e Mikitharyan, arrivati l'estate scorsa con la formula del prestito secco orfani pure della formula del diritto di riscatto. Non è e non sarà semplice trattare con Manchester United e Arsenal per acquistare i cartellini dell'inglese e dell'armeno. Sarà necessario prima incassare (Schick e Gonalons possono portare i trenta milioni più o meno necessari per chiudere le due operazioni in entrata) per poi accontentare il portoghese. Gli ultimi sussurri che arrivano da radio mercato, fanno filtrare che sarebbero in aumento le possibilità di centrare entrambi gli acquisti, conseguenza della più volte ribadita volontà dei due giocatori di continuare la loro avventura in giallorosso.

Centrare il loro acquisto vorrebbe dire fare un passo importante per accontentare il portoghese. Il passo successivo sarà quello di non vendere nessuno degli altri preferiti, magari pure a fronte di offerte che potrebbero garantire quelle plusvalenze di cui la Roma ha un grande bisogno. In questo senso il giocatore più a rischio non può che essere Nicolò Zaniolo. Il talento arrivato dall'Inter due anni fa, è nel mirino di alcuni club di primissima fascia, in particolare Liverpool che garantirebbe tutto cash e Juventus che vorrebbe chiudere l'affare offrendo una parziale contropartita con un giocatore (Bernardeschi). Alla Roma, almeno per quello che ci risulta, c'è l'intenzione di tenere il ragazzo, puntando a vendere una serie di altri giocatori (Schick, Gonalons, Florenzi, Kluivert, Under, il giovane Riccardi).

Per certi versi è più pericolosa la situazione di Lorenzo Pellegrini che ha una clausola da trenta milioni, a patto ovviamente che lui sia d'accordo per andare via, cosa al momento da escludere, anche se c'è il Psg, imbeccato dal procuratore Pocetta, che potrebbe convincerlo a suon di milioni di stipendio. Per gli altri giocatori preferiti, la situazione dovrebbe essere più tranquilla. Dzeko, alla sua età e con il suo stipendio da circa sette milioni di euro, difficilmente può essere ritenuto un obiettivo da qualche altro club, mentre gli altri tre, Mancini, Veretout e Diawara, sono stati ammortizzati solo per un anno e il loro costo mette la Roma nelle condizioni di poter prendere in considerazione soltanto proposte indecenti. Dovessero arrivare saranno esaminate, sapendo che comunque a quel punto ci sarebbe il cash necessario per tornare sul mercato.