Questo matrimonio s'ha da fare. Lo vogliono Chris Smalling e la Roma, promessi sposi fra mille difficoltà. Lo vuole Fonseca, che ha da tempo dato la propria benedizione. Lo vorrebbe anche il Manchester United, legittimo detentore del cartellino del difensore, ma alle sue condizioni. Che nemmeno la pandemia è riuscita a mitigare. Condizioni che si traducono con venti milioni. Almeno, perché le prime richieste per il riscatto sono state anche più alte e sotto quella cifra i Red Devils non sembrano proprio disposti a scendere.

Per ora. Il fattore temporale nella vicenda è tutt'altro che secondario. Premier e Serie A appaiono ormai in procinto di riprendere i rispettivi tornei, prorogando di fatto gli accordi per i prestiti ben oltre il fatidico 30 giugno, con il benestare di Fifa, Uefa e leghe coinvolte. La stagione che a questo punto è destinata a concludersi a fine agosto prolungherà la permanenza a Roma dell'inglese, che non perde occasione per confermare quanto bene si trova nella Capitale. Ed è proprio sulla sua volontà del giocatore che i giallorossi contano per riuscire a condurre in porto la lunghissima trattativa. Fin dai primi mesi italiani del numero 6, quando è stato chiaro a tutti che il centrale fosse in grado di fare la differenza, la Roma ha provato a trasformare il suo ingaggio da temporaneo a definitivo. Ma le cifre sul piatto sono sempre state lontane dalle pretese dello United. Nel frattempo l'alto rendimento di Smalling ha ingolosito mezza Premier League e anche qualche club italiano, che tramite diversi intermediari hanno provato a inserirsi nella trattativa, contribuendo a tenere alto il prezzo del cartellino.

Qui però subentrano i desideri del giocatore. A trent'anni compiuti (a novembre scorso), dopo un decennio trascorso a Manchester e un anno ad alti livelli a Trigoria, non sembra intenzionato a ricominciare da zero. Roma o United: tertium non datur. Senonché qualche giorno fa Solskjaer ha lasciato intendere che non prova alcuna nostalgia per gli ex: «Ci sono cose che non mi sono piaciute l'anno scorso, ora sento che non abbiamo mele marce. Meglio un buco in squadra che uno str...». Il riferimento avrebbe potuto essere per chiunque dei ceduti, ma non è un mistero che il tecnico norvegese stia corteggiando Koulibaly. Il difensore napoletano costituirebbe un investimento importante: se l'affare andasse a dama, difficilmente ci sarebbe spazio per Smalling, lasciato partire ad agosto scorso con zero convocazioni in tre turni. La trama è ancora fitta, ma le speranze romaniste di tenere Chris sono in piedi più che mai.