Amichevole di ieri mattina contro il Rieti. Fischio d'inizio fissato per le dieci, roba che non ci pare abbia precedenti. Qualche decina di minuti prima di darsi la mano in mezzo al campo con gli avversari, la Roma ha fatto sapere che Edin Dzeko non ci sarebbe stato. Colpa di un affaticamento muscolare, in particolare a un flessore. Saremo ormai pure diventati scettici a prescindere, ma è stato più che legittimo, considerando la situazione contrattuale del bosniaco, pensare che l'assenza del centravanti dipendesse da tutti altri motivi e che si fosse deciso di lasciarlo a guardare in funzione di un imminente trasferimento all'Inter. Interrogativo azzerato dalle risposte che la Roma ha dato a questo riguardo. Cioè: Dzeko, hanno garantito e giurato, ha accusato un affaticamento muscolare che ha consigliato di tenerlo a riposo evitandogli le due amichevoli di ieri. Niente di misterioso, insomma.

Meglio così ci verrebbe da dire, ma rimane il fatto che Dzeko continua a essere un separato in casa, un giocatore che pensa all'Inter vestendo la maglia numero nove della Roma. Da tempo ha un accordo per andare alla corte di Antonio Conte, mentre la Roma per ora prosegue nell'attesa del nuovo passo che dovrà fare l'Inter per tentare almeno di avvicinarsi alla richiesta giallorossa da venti milioni di euro. Altrimenti il bosniaco rimane qui anche senza un eventuale prolungamento contrattuale. Ecco, in questo senso, una novità è in vista. E cioè che tra oggi, massimo domani, il grande capo nerazzurro Giuseppe Marotta formulerà una nuova offerta alla Roma per il bosniaco.

Offerta che inevitabilmente dovrà essere superiore ai dodici milioni (scarsi) fin qui offerti da Suning e discepoli. Voci, incontrollate per la verità, fanno sapere che l'Inter arriverà a mettere sul piatto quindici milioni (cioè la stessa cifra che la Roma lo pagò quattro anni fa al Manchester City in quello che fu un autentico capolavoro di Walter Sabatini) per il cartellino del centravanti. Con l'obiettivo di dare ad Antonio Conte il centravanti di esperienza che l'esigente tecnico pugliese sta chiedendo da quando ancora non aveva firmato il contratto con l'Inter. Difficile, peraltro, almeno per ora, immaginare che i nerazzurri si spingano oltre (magari potrebbe succedere con l'inserimento di un giocatore). Anche perché il ragionamento che fanno dalle parti di Appiano Gentile è che capiscono poco il fatto che la Roma abbia venduto El Shaarawy a sedici milioni e ora ne pretenda venti per Dzeko in una situazione contrattuale che è la stessa, cioè a un anno dalla naturale scadenza del contratto. E con il Faraone che ha ventisei anni ed è reduce da una stagione più che positiva, mentre il bosniaco che ha sette primavere in più, nell'ultimo anno di calcio tutto è stato meno che un successo, in particolare negli ultimi tre mesi della passata stagione.

La risposta probabilmente è che, al momento, la società giallorossa non ha ancora preso il giocatore (Higuain) con cui sostituire un pezzo da novanta come il bosniaco. Tutto questo è talmente vero che negli ultimi giorni a Trigoria qualcuno ha pensato di offrire a Dzeko un rinnovo contrattuale per altri due anni, coinvolgendo anche il tecnico Paulo Fonseca che ha fatto una chiacchierata con il giocatore cercando di sondare le intenzioni del centravanti, dovendo però prendere atto che voglia di rimanere a Trigoria non ce ne è. Scelta lodevole, ma che al momento non ha sortito nessun effetto perché il giocatore non ha nessuna intenzione di prolungare il suo vincolo contrattuale con il club giallorosso. E allora? Allora di sicuro si può dire che la Roma non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro sulla valutazione che fa del cartellino, soprattutto nella consapevolezza che al momento non ha in mano nessun sostituto all'altezza. E quindi è disposta ad accettare il rischio di far trascorrere il tempo, facendo pure sapere che se la situazione non dovesse sbloccarsi entro un tempo ragionevole, il costo di Dzeko potrebbe pure salire. E pazienza, a quel punto, se tra un anno dovesse perderlo a parametro zero (cosa che non sarebbe un vantaggio neppure il bosniaco che tra dodici mesi avrà già festeggiato da un pezzo i trentaquattro anni). Alla prossima.