Riepilogando: Dzeko all'Inter, Defrel al Cagliari, Schick (in prestito si dice) al Borussia Dortmund. Nessuna delle tre operazioni è ufficiale, ma sono tutte e tre in piedi. Potrebbe pure andare bene, ma chi sarà il centravanti (senza neppure voler pensare a un vice) della Roma nella prima stagione con Paulo Fonseca in panchina? No, perché Higuain (ieri schierato titolare da Sarri) pare non sia troppo intenzionato a trasferirsi all'ombra del Colosseo; Icardi (e Wanda) sembra che, per ora, risponda solo a telefonate con il prefisso di Torino; Kramaric non riscuote grande successo a Trigoria; Belotti vorrebbe dire andare a trattare con Cairo e Petrachi preferirebbe evitarlo per ragioni non difficili da comprendere; Mariano Diaz al Real guadagna appena sei milioni di euro netti e non ha nessuna intenzione di muoversi; Diego Costa la risposta è nel cognome e in un carattere che non fa rima con normalità; Lukaku neppure a parlarne, se non può permetterselo Suning chi può?

La domanda, per quello che sappiamo, dopo gli ultimi segnali negativi arrivati dalla famiglia Higuain, la Roma da qualche giorno se l'è cominciata a porre. Perché è vero che per giocare una partita basta mandarne in campo undici, ma è altrettanto vero che ci sono ruoli e specificità di cui davvero non si può fare a meno, a cominciare, appunto, dal centravanti, quello che la butta dentro per vincere le partite. E in questo momento la Roma non ce l'ha. Anzi, per dire meglio, ce l'avrebbe, solo che da settimane ha preparato le valigie per trasferirsi a Milano, sponda Inter, dove Antonio Conte lo sta aspettando con un crescente nervosismo. Quindi? Quindi visto che neppure ieri è accaduto qualcosa a proposito dell'offerta dell'Inter che per ora rimane ferma a dodici milioni a fronte di una richiesta irremovibile di venti, la situazione rimane in quello stallo in cui si è impantanata ormai da settimane.

E a Trigoria, anzi meglio dire a via Tolstoj, qualcuno ha (ri)cominciato a pensare a Edin Dzeko (ieri titolare contro il Gubbio con tanto di fascia da capitano) come centravanti della Roma. Ovvero starebbe prendendo corpo l'idea di proporre al bosniaco un prolungamento contrattuale oltre quel trenta giugno del prossimo anno, scadenza naturale del suo legame con la società giallorossa. Ci può stare, ma ci sembra molto difficile che il giocatore possa accettare perché, per quello che sappiamo, Dzeko in ogni caso non è intenzionato a firmare un nuovo contratto con la Roma. Non dovesse partire (cosa comunque che al momento non è probabile), potrebbe rimanere in scadenza e poi la prossima stagione salutare senza garantire un euro alle casse giallorosse. Per questa ragione riteniamo che sia uno scenario difficile da immaginare, così come quello di Higuain alla Juventus. Meno problematiche per la Roma sono le operazioni con gli altri due centravanti a libro paga. Anche se al momento Defrel continua a dire no al Cagliari e per Schick al Borussia Dortmund (scambio di prestiti con Paco Alcacer?) si sta lavorando ma senza ancora nessuna certezza.

Il centrale difensivo

Oltre al centravanti, Petrachi sta facendo i conti anche con l'altra priorità di mercato rimasta, cioè il secondo centrale difensivo. Si continua a sussurrare, sempre più flebilmente per la verità, il nome del belga Alderweireld del Tottenham che oggi vedrà scadere la sua clausola da ventissette milioni di euro. Meglio? Per carità, il presidente degli Spurs ha detto che da domani il giocatore costerà quarantacinque milioni. Fosse così, meglio pensare ad altro. L'ultimo nome uscito è quello del polacco Glik, un passato italiano al Torino dove fu acquistato da Petrachi che con il polacco fece un grande colpo per poi rivenderlo, facendo guadagnare parecchio a Cairo, al Monaco con cui ha altri due anni di contratto. Non ci sono riscontri sull'operazione, ma di sicuro il giocatore sarebbe disponibile a vestire la maglia della Roma. Voci di mercato hanno riferito che la Juventus avrebbe offerto al club giallorosso il turco Demiral, ma da queste parti al nome sono caduti dal letto. Non sono caduti, al contrario, quando è stato fatto il nome dell'argentino Pezzella della Fiorentina, perché il giocatore ha spedito a Trigoria più di un segnale.