Questione di tempo. E poi l'obiettivo Gonzalo Higuain potrebbe materializzarsi. Un passettino alla volta, l'affare può arrivare alla fumata bianca. In questo senso ieri ce ne è stato un altro, fatto a migliaia di chilometri, a Singapore, ma che è assai indicativo di come, un passettino alla volta, il Pipita stia sempre più lontano dal pianeta bianconero. È stato Maurizio Sarri, cioè l'allenatore che più di chiunque altro è riuscito a esaltare lo straordinario senso del gol dell'argentino, a fare il nuovo passettino. Il tecnico toscano, a Singapore con la Juventus, quando gli hanno chiesto di Higuain, ha rimesso il boccino in mano al club, quasi non fosse d'accordo con la società: «Per me il giocatore è a disposizione, ma la decisione finale spetta alla società». Come dire: io Higuain me lo potrei pure tenere, ma se i grandi capi decidono che se ne può fare a meno, non potrò fare nulla per oppormi. Dichiarazione aziendalista, ma soprattutto dichiarazione d'addio perché Sarri sa meglio di chiunque altro qual è la decisione della società a proposito dell'argentino. Ovvero bisogna che se ne vada.

Per una questione economica visto che i numeri del bilancio bianconero, nonostante non lo dica nessuno, sono numeri pesantamente in negativo (si sta andando verso i cinquecento milioni di debito), ma anche perché a Torino hanno deciso di poterne fare a meno puntando su un centravanti più giovane, sempre argentino, ma con una voglia di rivincita che se lo porta via e che gradirebbe assai vestire il bianconero (Mauro Icardi e signora). Che la Juve abbia mollato il giocatore non sanno più come farlo capire, non tanto ai tifosi, quanto allo stesso Higuain che, peraltro, siamo sicuri l'abbia capito da un pezzo.

Ieri, per esempio, dopo aver tolto all'argentino la maglia con il numero nove (nella tournèe asiatica indossa il ventuno), si è pure diffusa l'indiscrezione che la società bianconera avrebbe ordinato a tutti gli store colorati di bianco e nero, di non stampare nessuna maglia con il nome del Pipita. Abbiamo cercato una conferma, non l'abbiamo trovata («Non possiamo fornire questo tipo di informazioni»), ma vero o non vero cambia poco, al punto che la Juventus non ci ha proprio pensato a smentire l'indiscrezione. Higuain di fatto è un separato in casa. Ufficialmente continua a ribadire di essere intenzionato a onorare il contratto che lo lega alla Juventus sino al trenta giugno del 2021, mentre ufficiosamente il fratello Nicolas continua a trattare con la società per fissare una buonuscita che possa regalare il finale da vissero tutti e felici contenti.

Una volta che sarà sistemata la questione cash, chiudere l'operazione sarà un gioco da ragazzi. Visto che tra le due società, in particolare tra i due direttori sportivi Paratici e Petrachi, i rapporti sono ottimi e l'affare a grandi linee è già stato definito sulla base del prestito con obbligo (o diritto?) di riscatto per un totale intorno ai trenta milioni di euro. La fretta non è ancora diventata un fattore dato che a Trigoria c'è un certo Edin Dzeko e pare non ci siano segnali di un suo imminente trasferimento all'Inter, cosa peraltro che avverrà, probabilmente con l'inserimento di un giocatore.

Alderweireld

Dopo i cinque nuovi acquisti già arrivati a Trigoria, Petrachi è chiamato ad affrontare le restanti due priorità più una (l'esterno d'attacco) per completare la squadra. Del centravanti abbiamo appena scritto, la seconda riguarda il secondo centrale difensivo che il direttore sportivo ha detto chiaro e tondo di voler prendere visto che in uscita hanno salutato Manolas e Marcano. Sul centravanti tutte le strade portano a Higuain, sul centrale difensivo le stesse strade porterebbero a Toby Alderweireld.

Porterebbero, però, perché il Tottenham continua a dire, attraverso il suo presidente Levy, che non è intenzionato a fare sconti sulla clausola rescissoria (in scadenza giovedì prossimo) fissata a venticinque milioni di sterline che al cambio fanno quasi ventotto milioni. A questa cifra il nazionale belga rimane a Londra. Ma sulla rigidità economica del club inglese qualche dubbio è legittimo. Per il semplice fatto che l'esterno destro Trippier dal Tottenham si è trasferito all'Atletico Madrid in cambio di venti milioni. Eppure il nazionale inglese sul suo contratto aveva la stessa clausola di Alderweireld e, in più, ha anche tre anni di meno.

Possibile che il Tottenham sia così inflessibile soltanto con la Roma? C'è qualcosa che non ci torna. E probabilmente non torna neppure a Franco Baldini che nella capitale inglese sta seguendo in prima persona questa trattativa, forte di consolidati rapporti d'amicizia e stima con la dirigenza del club inglese. È probabile, molto probabile che nei prossimi giorni, prima di giovedì giorno che sancirà la fine della clausola, ci sia un nuovo incontro tra le parti. E chissà che...