La bilancia del dare e avere, a Trigoria ora segna un più ventidue milioni circa. Frutto di sei cessioni di cui tre non proprio indolori (Manolas, Luca Pellegrini, El Shaarawy) e tre addii che francamente non crediamo faranno cadere i capelli a qualcuno (Marcano, Ponce e Gerson). Oltre novantacinque i milioni incassati a cui, ovviamente, deve essere sotratto il cash speso per i tre nuovi arrivati (Diawara, Spinazzola e Lopez), cioè settantaquattro milioni. Il risultato è che ora Petrachi può contare su un attivo superiore ai ventuno milioni per portare a compimento il mercato in entrata, anche se c'è da dire che per fare i conti più precisi bisognerebbe dividere il totale in entrata e in uscita tra prima e dopo il trenta giugno. Ma noi non siamo commercialisti e ci limitiamo ad addizioni e sottrazioni che dicono più ventuno milioni abbondanti.

Considerando che Petrachi e Baldini dovranno acquistare non meno di altri cinque giocatori (due difensori centrali, un centrocampista, un centravanti e un esterno offensivo) è chiaro che diverse decine di milioni di euro dovranno arrivare da altre cessioni. Che ci saranno e non si può escludere nessuno, compreso il Capitano Florenzi che il suo procuratore porterebbe volentieri via (attenzione all'Atletico Madrid), volendo pure Zaniolo anche se a noi, per quello che ne sappiamo, risulta che se l'offerta per il baby è (o sarà) di cinquanta milioni, Nicolò rimarrà da queste parti.

Dzeko

Il primo indiziato a fare le valigie, non può che essere Edin Dzeko che da tempo ha detto sì all'Inter dove Conte (segnalato piuttosto nervoso) lo aspetta a braccia aperte. La voglia del bosniaco, tra l'altro non proprio contento di dover vivere questi suoi ultimi giorni giallorossi, sta però facendo i conti con una trattativa tra i due club che da settimane è in una fase di stallo totale, nonostante i ripetuti annunci di svolte, accordo trovato, questione di ore per l'ufficialità.

L'Inter che è stata prima impegnata nella definizione dell'affare Barella e ora sembra tutta concentrata nell'operazione Lukaku (difficile), per quello che sappiamo non si è mossa dall'offerta più o meno iniziale di tredici milioni più l'inserimento di un Primavera. La Roma dalla richiesta di 20 sarebbe scesa a 18 ma senza contropartite tecniche. In settimana l'affare dovrebbe avere un'accelerata. Ma visti i precedenti, meglio andare cauti.

Olsen

Dopo Dzeko, è l'altro sicuro di dover andare via. Con l'arrivo di Lopez è sceso nel ruolo di terzo (se non quarto) portiere, è necessario che si trovi una nuova squadra. Il problema è che per lo svedese, reduce da una stagione molto negativa, finora non è arrivata uno straccio di offerta, se non un timido interessamento del Fenerbahce, club turco come il suo procuratore, Tutumlu, grande amico di Monchi. Lo svedese vorrebbe andare in Premier, ma il rischio è che la Roma lo dovrà dare in prestito gratuito sperando che chi se lo prende gli garantisca l'intero stipendio (che non è poco).

Gli altri

Non c'è solo Olsen come problema in uscita. Sono almeno altri tre i giocatori che la Roma vorrebbe salutare: N'zonzi, Pastore e Gonalons. Il più semplice da piazzare sembra essere il francese rientrato dal prestito dal Siviglia dove Monchi si è guardato bene di riscattarlo. Per lui sembra possibile un ritorno a casa, cioè in quel Lione da dove la Roma, due anni fa, lo prese per cinque milioni di euro, all'epoca un'operazione di mercato che fu definita più o meno un capolavoro. Non lo è stata.

Così come quella relativa a N'Zonzi. Il centrocampista nella sua prima stagione in giallorosso tutto ha fatto meno che dare risposte rassicuranti, soprattutto in funzione di quello che era costato di cartellino e stipendio. Potrebbe tornare in Francia, ma certi soldi alla Roma li possono garantire solo i club inglesi.

Ancora peggio è la situazione di Pastore. Quattro anno di contratto pesano come un macigno. Si era parlato di offerte cinesi, ma il procuratore dell'argentino ha detto che non ha sentito nessuno. È un problemone.