Galeotta è stata la sfida in Ucraina di diciassette mesi fa. In quel 21 febbraio del 2018 probabilmente è scoccata la prima scintilla fra Paulo Fonseca e Cengiz Ünder. Un anno e mezzo dopo il tecnico portoghese si è ritrovato ad allenare quel folletto imprendibile o quasi in velocità, mancino che parte da destra per convergere e scaricare la violenza del suo tiro, ma anche in grado di andare sul fondo e crossare perfettamente col piede meno nobile.

L'esterno ideale nel 4-2-3-1, il modulo più utilizzato dall'ex allenatore dello Shakhtar. Che infatti ha posto una sorta di veto su ogni possibile trattativa riguardante Ünder. Con Lorenzo Pellegrini, l'attaccante sembrerebbe essere uno dei due incedibili della rosa attuale. Almeno fino a offerta contraria (leggasi fuori mercato), che però al momento non è alle liste. Certo, il neo-ventiduenne (ieri il compleanno, auguri) attende ancora un adeguamento contrattuale rispetto al milione tondo che percepisce attualmente. Il suo stipendio è uno dei più bassi fra quelli dei possibili titolari. Ma il rinnovo può arrivare alla fine della sessione estiva, ovvero a stagione già cominciata. Per ora, con la partenza di El Shaarawy verso la Cina e le percentuali ancora basse di permanenza di Dzeko, è Cengiz il punto fermo intorno al quale costruire il reparto offensivo della prossima stagione.

La squadra che verrà conterà su diversi volti nuovi e proprio la prima linea - nelle previsioni - appare destinata a una consistente rivoluzione. Ma quello che è stato probabilmente l'acquisto più indovinato della gestione Monchi, fino a questo momento non viene messo in discussione nemmeno dal nuovo direttore sportivo Petrachi, intenzionato ad accogliere le richieste di Fonseca. A due anni esatti dal suo arrivo in Italia e dopo un'annata decisamente meno proficua rispetto a quella d'esordio, il turco è chiamato però a compiere un ulteriore salto di qualità. A guidarlo avrà un tecnico che già stravede per lui, memore anche di quella partita di Champions a Charkiv. La rete del turco al suo debutto in Champions fu decisiva per le sorti della qualificazione della Roma ai quarti, ben prima del salvataggio di Peres a un passo dal gong. Adesso si riparte con un nuovo progetto che verte anche su di lui.