Nel weekend di apertura della mostra dedicata al giocatore brasiliano più forte della storia della Roma ("Falcão, Ottavo Re"), anche in ottica mercato il verdeoro è stata una delle tinte dominanti. Almeno a livello di indiscrezioni, alimentate anche dalla risposte di Luis Castro sul futuro di Ismaily e Taison, fedelissimi di Paulo Fonseca. «Molti nostri giocatori sono popolari in Europa perché giocano in un club vincente – ha detto il nuovo allenatore dello Shakhtar in conferenza – e grazie alle partecipazioni in Champions sono sotto i riflettori. Loro, proprio come altri, hanno grandi qualità e ne abbiamo bisogno. Però sono abituato a perdere calciatori durante la mia carriera e questo non significa che smetteremo di lottare qualora dovessimo perderli». Tra gli artefici principali dei successi di Fonseca in Ucraina, i brasiliani dello Shakhtar hanno stabilito un vincolo speciale con il nostro allenatore e per questo parlare di loro in ottica Roma non è affatto peregrino. Ismaily, ad esempio, è uno dei primi nomi nella lista dei terzini sinistri, mentre il profilo di Taison potrebbe diventare di stringente attualità in caso di partenze tra gli attaccanti esterni/trequartisti attualmente in rosa. Di Marlos si è parlato spesso la scorsa estate, quando la dirigenza cercava un attaccante esterno destro ma di piede mancino da regalare a Di Francesco. Per quanto riguarda gli ex Shakhtar, non è un mistero la stima reciproca tra Fonseca e Fred, che aspetta di valutare il precampionato con il Manchester United prima di prendere una decisione sul suo futuro.

A ritmo di samba

In scadenza di contratto nel 2023 e con una clausola da 100 milioni di euro, Ismaily è letteralmente rinato nel triennio Fonseca, diventando uno degli uomini tatticamente più importanti, non solo per la sua abilità in fase di spinta. Spesso chiamato in causa dal portiere per far ripartire l'azione scavalcando la prima linea di pressione avversaria, il ventinovenne mancino ha fatto lo stesso percorso dell'allenatore portoghese, passando dal Braga allo Shakhtar circa tre anni e mezzo prima di lui. Fatta eccezione per Pyatov, l'esterno sinistro è stato il giocatore più utilizzato nell'ultimo triennio, collezionando ben 120 presenze, impreziosite da 8 gol e 29 assist, frutto di un coinvolgimento costante nelle azioni offensive, favorito anche dall'accentramento degli attaccanti esterni. Un accentramento che, ad esempio, ha consentito a Marlos di migliorare nettamente le sue statistiche realizzative. Con 39 gol (e 32 assist) in 111 presenze, l'attaccante naturalizzato ucraino ha segnato un gol ogni 234 minuti con Fonseca, mentre con Lucescu la media era di una rete ogni 289 minuti. Utilizzato nelle prime due stagioni soprattutto centralmente e nell'ultima anche a sinistra, Taison ha segnato più reti (23 contro 19) in meno partite (111 contro 126) nell'era Fonseca rispetto all'era Lucescu.

Lo stesso discorso vale per Fred e non solo per la sua abilità sui calci piazzati. Nel 4-2-3-1 del nuovo allenatore romanista, infatti, grazie all'abbassamento tra i due difensori centrali di Stepanenko ("salida lavolpiana"), il brasiliano era spesso chiamato ad avanzare il proprio raggio d'azione per sfruttare anche le sue capacità d'inserimento. Arrivato in Ucraina proprio per sostituire l'attuale centrocampista del Manchester United, anche il giovane Maycon (21 anni) è quasi subito diventato un titolare, collezionando 30 presenze complessive (con 5 gol e 3 assist) prima di subire un grave infortunio.