Fonseca lo aveva detto ai dirigenti della Roma. «Voglio parlare con tutti i giocatori, fornitemi i numeri di telefono». Detto e fatto. Ma il tecnico portoghese non si è fermato qui. Ha allargato il raggio delle sue telefonate. Sfruttando la sua rubrica. Dove alla lettera effe c'è il nome di Frederico Rodrigues de Paula Santos. Oddio, chi è? Una parola basta e avanza: Fred, centrocampista brasiliano, classe 1993, due anni con Fonseca allo Shakthar vincendo tutto quello che c'era da vincere in Ucraina, poi, un anno fa, il divorzio consensuale, perché i signorotti del Manchester United si sono presentati con una valigia contenente cinquantacinque milioni di pound, al cambio oltre sessanta milioni di euro, ciao Fred, grazie di tutto, noi ci teniamo il malloppo. Ma quel brasiliano che sistemato davanti alla difesa aveva dato tutta un'altra dimensione allo Shakthar, è rimasto nel cuore di Paulo Fonseca. Che, adesso, nella sua nuova avventura sulla panchina della Roma, lo rivorrebbe alle sue dipendenze, sistemandolo in quel ruolo di regista mediano che al momento è la priorità del mercato giallorosso in vista della costruzione della prima Roma portoghese. E allora, ecco la telefonata. Due giorni fa, cioè subito dopo l'incontro londinese con il presidente James Pallotta e lo stato maggiore della dirigenza romanista,  Fonseca ha fatto uno squillo al suo ex allievo. La conversazione più o meno è andata così.

«Ciao Fred, mi riconosci?».

«Certo mister, come potrebbe essere il contrario?».

«Ti stai godendo le vacanze?».

«Tutto a posto mister, volevo comunque farle il mio in bocca al lupo per la sua nuova avventura con la Roma».

«Grazie ma a proposito di Roma, non è che ti andrebbe di tornare a giocare con me?».

«La sua offerta mi onora, ma ho un contratto con il Manchester United e vorrei prendermi una rivincita in Premier, mi faccia vedere come andranno le cose, poi ne potremmo riparlare perché, lo sa, io sarei felice di tornare a lavorare con lei».

«Ti capisco, Fred. Sappi, comunque, che le porte della Roma per te sono aperte».

«Grazie ancora, mister, a presto».

Clic. Clic.

Dunque, arrivederci a chissà quando? Pare di sì. Ma è anche vero che il giocatore uno spiraglio lo ha lasciato. Perché è vero che dopo una stagione da spettatore al Manchester, adesso il brasiliano vuole fargli vedere chi è, ma è altrettanto vero che la sua voglia di rivincita dovrà fare i conti con le intenzioni della dirigenza dell'United. E da quello che siamo riusciti a sapere, non è detto che a Manchester siano intenzionati a puntare con certezza sul brasiliano, tanto è vero che è già trapelata la notizia che lo United sarebbe disposto a prendere in considerazione una cessione del giocatore anche in prestito. Che poi sarebbe la soluzione ideale per la Roma e il relativo bilancio. Fred, come ha detto a Fonseca, vuole comunque provarci. Alla fine del mese si presenterà nel ritiro dei Red Devils con l'obiettivo di lavorare duro cercando di capire le intenzioni di società e dell'allenatore Solskjaer. Dovesse verificare che per lui non c'è spazio, il discorso con la Roma potrebbe riaprirsi. La Premier comincerà il prossimo nove agosto, prima di quella data sapremo.

Fred o non Fred, comunque, a centrocampo la Roma un giocatore lo prenderà, forse pure due, visto che Fonseca ha fatto capire che Nzonzi non ha le caratteristiche  che gli servono e che se dovesse essere ceduto non si strapperebbe i capelli. Già, ma a chi? L'ultima stagione non è che sia stata un successo per il francese, cederlo a meno di diciotto milioni vorrebbe dire fare una minusvalenza, o si presenta un club inglese con quella cifra (difficile comunque) oppure, nel caso, si dovrà prendere in considerazione l'ipotesi di un'operazione in prestito sperando che chi lo dovesse prendere si accolli per intero l'ingaggio (superiore ai tre milioni) del giocatore. Ma al di là di quello che farà Nzonzi, il problema sarà trovare il centrocampista giusto per il nuovo allenatore. Cercando nel panorama nazionale e internazionale, un giocatore che per caratteristiche può essere assimilato a Fred, è Soualiho Meité, centrocampista del Torino, venticinque anni, arrivato lo scorso anno in granata grazie a una felice intuizione di Gianluca Petrachi cioè il dirigente che dovrebbe essere il nuovo direttore sportivo giallorosso. Non costa poco e alla Roma, considerando l'irritazione di Cairo, costerebbe pure di più. Con Barella indirizzato verso l'Inter, Veretout in odore di Napoli, un altro nome che potrebbe fare al caso di Fonseca, è quello di Dennis Praet, belga 25 anni, contratto in scadenza nel 2021. Ma Ferrero chiede una tombola.