Ma voi se da Lisbona doveste andare a Londra, fareste tappa a Milano? Basta un vaghissimo senso della geografia per rispondere negativamente. Eppure ieri Paulo Fonseca, nel primo giorno da allenatore della Roma con tanto di comunicato e prima di trasferirsi oggi nella capitale inglese, ha fatto tappa nella Milano che chissà se è ancora da bere. «Una semplice tappa di trasferimento verso Londra» la versione ufficiosa che è arrivata dall'entourage del tecnico portoghese. Sarà così, per carità, non vogliamo mettere in dubbio, ma ci sembra francamente poco verosimile. E allora a noi che ormai abbiamo i pensieri deviati, è venuto il sospetto che Milano possa essere stato il punto d'incontro perfetto per incontrarsi con il fantasma, cioè Gianluca Petrachi direttore sportivo della Roma anche se non si può dire. Un incontro per fare il punto sulla situazione in una saletta appartata dell'hotel Westin che ha ospitato Fonseca nella sua notte milanese. Quattro chiacchiere, ma forse pure di più, per tracciare perlomeno le priorità di un mercato in entrata e in uscita che la Roma ora dovrà affrontare di petto, consapevole che, almeno per quel che riguarda gli acquisti, serve rifare la spina dorsale della squadra, cioè un portiere, un difensore centrale, un regista, un centravanti.

Il portiere

C'è un ventaglio di nomi piuttosto assortito da affiancare a Antonio Mirante. Come prima scelta non ci si sbaglia facendo il nome di Alessio Cragno, il titolare di un Cagliari, però, che per il cartellino del suo giocatore a cui ha appena prolungato e adeguato il contratto fino al trenta giugno del 2024, continua a chiedere una cifra tra i 25 e i 30 milioni. Troppi. Nella lista un altro nome sicuro è quello di Salvatore Sirigu ma oggi per la Roma andare a trattare con Cairo non è la cosa in cima alla hit parade delle preferenze. Piace il giovane Dragowski di proprietà della Fiorentina. Ma il nome che nelle ultime ore ha preso consistenza è quello di Anthony Lopes, 29 anni da compiere a ottobre, cartellino di proprietà del Lione. Ci sono una serie di indizi che rendono plausibile l'affare: è portoghese, come procuratore ha Jorge Mendes e, soprattutto, ha un contratto in scadenza tra dodici mesi e, pare, nessuna intenzione di rinnovarlo con il club francese con cui gioca dal 2012. Vuoi vedere che...

Il centrale difensivo

Tutto dipende da Kostas Manolas. Che cosa deciderà il greco per il suo futuro visto che sul suo contratto c'è una clausola da 36 milioni che gli consente di andare via senza neppure stare a trattare? Per ora intorno al nome del greco c'è uno strano silenzio, non parla neppure il suo procuratore che pure si chiama Mino Raiola che quando c'è da portare via un suo giocatore è capace di tutto e di più. Invece, tutto tace e chissà che non voglia dire che certe decisioni siano state già prese. Manolas piace a Juventus, Napoli, Manchester United e chissà chi altri, ma senza il suo consenso nessuno se lo può portare a casa. Se, difficile, dovesse rimanere, è chiaro che gli obiettivi per il ruolo del centrale difensivo sarebbero indirizzati verso un prospetto giovane e di prospettiva. Come, per esempio, Gianluca Mancini giocatore che la Roma ha già trattato, con Monchi, nel mercato di gennaio scorso. Sono seguiti anche lo slovacco Vavro del Copenaghen e il brasiliano Verissimo del Santos. Fonseca dovrà dare la sua preferenza e la società cercherà di accontentarlo.

Il regista-mediano

È il ruolo a cui più tiene l'allenatore portoghese. Un ruolo che considera vitale per le fortune della sua squadra. E nella rosa della Roma attuale si fa un po' fatica a individuare il regista-mediano che serve a Fonseca. Il nome che il tecnico ha fatto anche per indicare l'identikit del giocatore che gli serve è una sua vecchia conoscenza, il brasiliano Fred che lo ha avuto allo Shakthar nei suoi primi due anni per poi essere costretto a salutarlo visti i sessanta milioni di euro con cui il Manchester United se lo è portato all'Old Trafford. Solo che, in Premier, il brasiliano che pure vanta una certa esperienza anche nella Selecao, è stato quasi sempre spettatore (appena quattro presenze). E la cosa non gli ha fatto piacere al punto da far capire che di fronte a una cessione non punterebbe i piedi. Oltre al costo del cartellino, c'è anche un ingaggio da cinque milioni di euro a rendere tutto molto, ma molto difficile. Ma provarci non sarebbe una follia considerando quello che per Fred vuole dire il nome di Paulo Fonseca. Oltre al brasiliano nella lista giallorossa, ci sono sicuramente i nomi di Veretout (ma il Napoli è fortemente in vantaggio) e di Barella sul quale però l'Inter da tempo sta lavorando e pare che il suo trasferimento alla corte di Conte sia ormai questione di giorni. Riguardo al centrocampo bisognerà poi vedere se quelli che ci sono rimarranno tutti. È di ieri la notizia che il procuratore di Lorenzo Pellegrini (e Defrel) in questi giorni è a Londra. E, puntuale, è uscita la notizia che il Tottenham lo vorrebbe alle sue dipendenze per la felicità del procuratore che spinge spiegando che il suo assistito sarebbe indispettito dal fatto che giocando con la Roma ha perso il posto in Nazionale (tesi che a nostro giudizio è tutta da verificare). E poi c'è Daniele De Rossi che non è più un giocatore della Roma, ahinoi, ma che in questi giorni sta decidendo il suo futuro. La moglie del Capitano rispondendo a un messaggio non proprio d'amicizia di un tifoso del Boca, ha risposta che Daniele non ha ancora deciso dove andrà a giocare.

Il centravanti

L'ipotesi Maurito Icardi è sul tavolo su proposta dell'Inter, ma appare molto complessa considerando che l'argentino dice di voler rimanere in nerazzurro. C'è il fattore Schick da decidere, ovvero se il ceco rimane gli si potrebbe affiancare un numero nove come Leonardo Pavoletti magari in uno scambio con Defrel.