Maurizio Sarri è a Boston. Apriti cielo. Ma è meglio, per ora, richiuderlo. Non perché la Roma non sia interessata per il suo prossimo futuro al tecnico toscano. Ma per il semplice fatto che ieri mattina Sarri da Gatwick, aeroporto londinese, è volato a Boston perché domani sera, ore venti e dieci del Massachussets, il suo Chelsea giocherà contro i New England Revolution un'amichevole di beneficenza. Amichevole programmata da tempo e voluta dalla proprietà del Chelsea, ma che a Sarri non è che abbia fatto un grande piacere, considerando che tra due settimane la sua squadra si giocherà l'Europa League a Baku nella finale contro l'Arsenal. L'ultimo episodio di un feeling mai nato tra le parti, in particolare con quella Marina Granovskaia, braccio destro e pure sinistro di Roman Abramovich, che da qui al dopo Baku dovrà decidere se continuare con Maurizio Sarri sulla panchina del Chelsea. E a quanto dicono alcune voci di dentro di casa Chelsea, la zarina che pure aveva voluto Sarri dando il benservito ad Antonio Conte, avrebbe deciso di rinnegare la via italiana dei Blues. Optando per una scelta graditissima ai tifosi di Stamford Bridge, ovvero Frank Lampard, un'icona assoluta da quelle parti.

I dubbi di Sarri

Una parziale conferma ai dubbi della zarina, l'ha data domenica scorsa lo stesso Sarri nel dopo partita con il Leicester, ultima fatica del Chelsea in una Premier conclusa al terzo posto, cioè qualificazione alla Champions, come da programma iniziale concordato da entrambe le parti. L'ex tecnico del Napoli, infatti, tutto ha fatto meno che dare garanzie sul suo futuro inglese, a fronte peraltro di un contratto ancora biennale da poco meno di sei milioni netti a stagione: «Ho un contratto con il Chelsea, amo la Premier, il calcio inglese, l'atmosfera che si respira negli stadi, mi auguro di poter rimanere a Londra, ma non ne sono sicuro». È una dichiarazione che certifica come anche allo stesso Sarri siano arrivate le voci (anzi di più) su un suo possibile esonero a Europa League conclusa, indipendentemente dal risultato della finale. Il Chelsea, del resto, è una società anomala nel panorama non solo inglese ma internazionale. È un club che, per quanto ci hanno raccontato, quando deve stilare un contratto lo arricchisce di un milione di postille. E se quelle postille non vengono rispettate, si rischia il licenziamento. Facciamo un paio di esempi. Il primo è riferito proprio a Sarri. A Londra raccontano, per esempio, che il club non gradisca che il tecnico toscano fumi nel suo ufficio. Il secondo esempio è riferito ad Antonio Conte, anzi per meglio dire alla causa che il Chelsea ha intentato nei confronti dell'allenatore pugliese con l'obiettivo di non pagare gli undici milioni spettanti all'ex ct azzurro. Il capo d'accusa, si sa, è quello relativo alla vicenda Diego Costa, il messaggio reso ufficiale dal giocatore in cui Conte gli preannunciava che non avrebbe più fatto parte del progetto Blues. E su questo ci si può stare. Ma non altrettanto si può dire sul fatto che la zarina tra le accuse presentate in tribunale al tecnico italiano, abbia messo anche che per due volte era arrivato in ritardo (di due minuti) alla conferenza stampa e che, in qualche occasione, aveva parcheggiato la sua macchina in un posto non suo nel centro sportivo di Cobham. Fosse ovunque così, ci sarebbero file di licenziati.

Il ruolo di Baldini

La Roma per ora non può fare altro che aspettare. A cominciare da Franco Baldini, primo sponsor di Sarri, certo non perché amico di vecchia data, ma perché fortemente convinto che possa essere il tecnico giusto per la ricostruzione e il rilancio della Roma. C'è anche da dire, inoltre, che Baldini, convinto che Conte non avrebbe mai detto sì al progetto giallorosso, ha sempre messo Sarri al primo posto delle preferenze per il dopo Ranieri. Finora c'è da aggiungere che non è stata intavolata nessuna trattativa, anche perché Conte, oltre al no, ha fatto danni collaterali con quelle dichiarazioni a proposito di condizioni che non ci sarebbero nella Roma per vincere subito. E queste cose sono state notate anche da tutti gli altri tecnici. Di sicuro si può dire che, vivendo nella stessa città ed essendo amici da oltre trenta anni, Baldini e Sarri qualche innocente caffè insieme se lo sono preso. E tra una chiacchiera e l'altra, volete che un po' non si sia parlato anche di Roma?