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Pinto alla ricerca di un portiere: nel mirino Vicario e Carnesecchi

Houston, abbiamo un problema. Dal Giappone la Roma è tornata a casa con il dubbio che Svilar non sia l’estremo difensore giusto per raccogliere l’eredità di Rui Patricio

Svilar

Svilar (GETTY IMAGES)

03 Dicembre 2022 - 13:00

Houston, abbiamo un problema. In porta. Perché dal Giappone la Roma è tornata a casa con il legittimo dubbio che Mile Svilar non sembra l’estremo difensore giusto per raccogliere l’eredità di Rui Patricio (il portoghese, a meno di prolungamenti, andrà in scadenza il trenta giugno del 2024). Il serbo nato in Belgio, pur se in amichevoli che certo non davano motivazioni estreme, in Giappone non ha dato risposte rassicuranti, in particolare nel secondo test, incassando due reti, soprattutto la prima, che hanno indotto a pensare, usando un linguaggio buonista, che poteva fare meglio. Svilar, proprio nel momento in cui ha avuto l’occasione per far capire di poter essere l’erede del titolare, ha fallito la prova. Del resto Mou in qualche misura ce lo aveva fatto capire dopo la prima partita partita del girone di Europa League, quella contro il Ludogorets. Cioè l’unica giocata da Svilar. Da quella gara, lo Special One lo ha sistemato in panchina senza mai più utilizzarlo, neppure per un minuto. In pratica lo stesso trattamento ricevuto la passata stagione da Daniel Fuzato che, poi, l’estate scorsa è stato salutato e sistemato all’Ibiza (serie B spagnola) dove sta giocando con regolarità (17 presenze in campionato con 25 gol incassati). 

Lo Svilar visto in Giappone tutto è stato meno che una garanzia. Non mancano le attenuanti, perché a un portiere che non gioca mai, una volta che va in campo mancano punti di rigerimento e sicurezze, quelle che per un estremo difensore sono virtù imprescindibili ancora di più di un calciatore di movimento. Resta però la sensazione che a Trigoria il problema portiere sia uno di quelli che dovranno essere affrontati a breve giro di posta, pur pensando di poter prolungare il contratto a Rui Patricio al quale bisogna augurare la migliore salute da qui alla fine della stagione. 
Cosa fare per il futuro da intendersi per giugno prossimo? A Trigoria l’idea più gettonata è quella di provare a prendere un primo portiere, un titolare, da subito in grado di entrare in reale concorrenza con Rui Patricio per poi raccoglierne l’eredità nel momento in cui il portoghese lascerà Trigoria (oppure, se dovesse rinnovare, accettasse il ruolo di secondo, soluzione forse che sarebbe la migliore). Pinto sulla questione sta lavorando già da un po’ di tempo. E per quello che ci risulta, sono due i portieri, entrambi italiani, che sono seguiti con crescente interesse: Guglielmo Vicario, classe 1996, da due anni splendido titolare nell’Empoli e Marco Carnesecchi, classe duemila, attualmente in prestito alla Cremonese ma di proprietà dell’Atalanta con cui ha un contratto fino al trenta giugno del duemilaventisei. Vicario è il preferito, se non altro perché ha già fatto esperienza ma su di lui c’è pure la Juve anche se la vecchia signora ora ci sembra occupata in altre questioni. 

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