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Gini & co: oltre 400 partite internazionali dal mercato

Il centrocampista olandese è il leader in questa speciale classifica, Dybala può vantare 87 presenze tra Champions e Argentina. Matic ne conta 126

Wijnaldum in Roma-Shakhtar

Wijnaldum in Roma-Shakhtar (As Roma via Getty Images)

10 Agosto 2022 - 10:30

Il vecchio adagio secondo cui "l’esperienza non si compra al mercato" è vero soltanto a metà. Perché, quanto meno nel calcio, dal mercato possono arrivare rinforzi in grado di accrescere la personalità in ambito internazionale della rosa, e di conseguenza del club. È quello che sta facendo in questa sessione estiva la Roma: salutati Mkhitaryan e Sergio Oliveira, Pinto (coordinandosi come sempre con Mou) ha preso calciatori di assoluto spessore, gente abituata a giocare le coppe europee e i Mondiali con le rispettive nazionali. 

Il leader, in tal senso, è Georginio Wijnaldum: per lui 151 presenze in ambito internazionale (86 con l’Olanda, di cui è capitano assieme a Daley Blind, e 85 nelle competizioni continentali per club). Con il Liverpool Gini ha vinto praticamente tutto: Champions, Supercoppa Uefa, Mondiale per club e Premier League. A questo palmarès, vanno aggiunti i successi con il Psg, col Psv Eindhoven e con il Feyenoord. Colonna inamovibile degli Orange con cui prenderà parte al prossimo Mondiale invernale, negli ultimi quattordici anni ha vissuto soltanto due stagioni senza disputare coppe europee: si tratta del 2015-16 e del 2016-17, a cavallo tra Newcastle e Liverpool (nel primo anno ai Reds, la squadra non si era qualificata né per la Champions, né per l’Europa League). Solo Daley Blind, tra i calciatori olandesi in attività, vanta più presenze di lui in Nazionale (92). Insomma, un curriculum da top player che a Mou serviva per accrescere l’esperienza di una squadra nel complesso ancora giovane. 

Paulo e gli altri

L’altro grande colpo è stato Paulo Dybala, che in maglia bianconera ha disputato 53 partite in Champions League, segnando 18 gol. Ora avrà modo di cimentarsi con l’Europa League, una competizione che non ha mai giocato prima. In nazionale per la “Joya” c’è stato da da sgomitare, tra i vari Messi, Aguero e Lautaro, ma di recente è tornato a vestire la maglia albiceleste, segnando anche contro l’Italia la sua terza rete in 34 presenze. Manca dalla sua nazionale da ormai tre anni invece Nemanja Matic, che con la Serbia ha preso parte ai Mondiali del 2018 assieme a Kolarov, all’epoca romanista. In tutto, per il mediano 48 gare con la selezione slava, a cui vanno aggiunti i 78 gettoni tra Champions, Europa League e Supercoppa Uefa: titolatissimo nelle competizioni nazionali, Nemanja non ha ancora mai vinto in ambito europeo. Me per quello c’è sempre tempo. 

Non male neppure Zeki Celik, che a 25 anni e mezzo vanta 32 presenze (e 2 reti) con la Turchia, inserita nel girone dell’Italia a Euro2020. Con il sorprendente Lille che ha vinto la Ligue 1 nel 2020-21 ha disputato invece 17 partite tra Champions ed Europa League. Chiude il computo il giovane Svilar: il portiere classe ’99 ha già debuttato con la nazionale serba, l’1 settembre 2019, subentrando al collega Rajkovic all’intervallo dell’amichevole contro il Qatar, vinta 4-0. Per lui anche tre partite nella fase a gironi della Champions League 2017-18, con il Benfica: due di queste furono contro il Manchester United, all’epoca allenato da José Mourinho. Anche lui, Rui Patricio permettendo, avrà modo di incrementare il conto in futuro.

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