Kamara, Kamara e ancora Kamara. Finché non sarà detta la parola fine alla possibilità di portare il centrocampista (e difensore centrale) a Trigoria, la Roma continuerà a provarci. Su precisa e insistita richiesta di Mourinho. Il tecnico, nel piano di una mezza rivoluzione della squadra che poi dovrà essere completata nel prossimo mercato di giugno, non passa giorno che non ribadisca a Pinto e ai suoi collaboratori che sarebbe cosa buona e giusta vestire di giallorosso il giovane talento francese. Lo considera il giocatore giusto per completare il rinnovamento in mezzo al campo e, anche, un'eventuale opzione in più tra i difensori centrali visto che Kumbulla fin qui ha convinto poco e Smalling spesso è stato costretto a soggiornare in infermeria (come in questi giorni).

Prendere, però, Kamara adesso tutto è meno che una passeggiata di salute, soprattutto se nel portafoglio di Tiago Pinto non c'è il cash necessario. E la problematica non è neppure aggirabile con la formula del prestito che non si può fare per il semplice motivo che il giocatore è in scadenza il prossimo trenta giugno. Bisogna acquistarlo. Ovviamente a un prezzo inferiore a meno della metà dei venti milioni che il Marsiglia valuta il cartellino del suo giocatore, ma in ogni caso ci vogliono sette-otto milioni per la fumata bianca tra le due società. Fumata bianca, peraltro, che tra i due club ci sarebbe già stata, se non altro perché il Marsiglia alla fine di questa stagione dovrà versare alla Roma venti milioni e quattrocentomila euro per gli obbligati riscatti di Ünder e Pau Lopez. Ma ammesso e concesso che l'accordo tra le proprietà sia stato già trovato, c'è un ulteriore intoppo a frenare la questione. Ovvero la volontà del giocatore. Il ventiduenne sa bene di essere oggetto del desiderio di parecchi club europei (in Inghilterra sulle sue tracce ci sono Manchester United, il ricchissimo Newcastle e il West Ham) e sa altrettanto bene che per lui, a fine stagione, ci sarebbe la possibilità di mettersi all'asta e dire sì a chi offre di più. In questo senso non sarebbe la Roma a spuntarla. Ed ecco perché Pinto, supportato dalle insistenze di Mou, è consapevole che per la Roma prendere Kamara è possibile adesso, dopo quasi impossibile, pur sapendo che il giocatore ha già fatto recapitare una richiesta di stipendio da oltre quattro milioni (con il decreto crescita al lordo sarebbero sei abbondanti).

Dove trovare allora i soldi per provare a convincere Kamara? La risposta è ai confini della realtà. Nel senso che potrebbero arrivare dal cartellino di Robin Olsen, sì il portierone svedese arrivato a Trigoria per raccogliere l'eredità di Alisson, roba che legittimerebbe una perizia psichiatrica. Il vichingo, che ha un contratto con la Roma fino al giugno duemilaventitrè, l'estate scorsa si è trasferito in prestito secco allo Sheffield United (Championship). Dove, dopo un buon inizio, complice un infortunio ha perso il posto in squadra. Ora lo vuole l'Aston Villa (che sta rivoluzionando la squadra), club di Premier al quale lo svedese ha già detto sì. Solo che per completare l'accordo che poi sarebbe un prestito trasferito, ci vuole il consenso della Roma. Cosa più che probabile, peraltro, a patto però, ha fatto sapere Pinto al Villa, che il prestito si arricchisca di un diritto di riscatto che a condizioni accettabili si possa trasformare in un obbligo per l'acquisto del cartellino intorno ai 5 milioni. Le società stanno ragionando su tutto questo e, per quello che ci risulta, l'affare andrà in porto e potrebbe garantire alla Roma cinque milioni utilissimi per pagare il cartellino di Kamara.

Oppure, una specie di anticipo, per un altro centrocampista da prendere a giugno. Cioè il brasiliano Douglas Luiz (scadenza contratto 2023 e pare nessuna voglia di prolungarlo), altro giocatore che a Trigoria piace parecchio. Luiz, oltretutto, in questi giorni ha cambiato procuratore passando da Carlos Leite a Giuliano Bertolucci, un big in Sudamerica e che vanta solidi e amichevoli rapporti con Pinto. Certo a giugno servirebbero almeno altri diciotto milioni per acquistare il brasiliano, ma le vie del mercato sono infinite.