Trovato. Quello che esce. Necessario, come da regola che a Trigoria è ripetuta come un infinito ritornello, perchè qualcuno entri. Saluterà Gonzalo Villar, anche se nella sfida contro il Bodo, Mourinho lo ha rispedito in campo dopo un periodo di punizione successivo alla gara precedente contro i norvegesi. Difficile però che cambi qualcosa. Come, peraltro, qualche giorno fa ci ha fatto capire il procuratore del centrocampista spagnolo, dichiarando di voler sapere le intenzioni della Roma e di Mourinho perché «Gonzalo è pronto a prendere in considerazione l'idea di andare via».

Perché si materializzi un'operazione di mercato è necessario che coincidano tre fattori: il consenso del giocatore e del suo procuratore, la scelta di un club di cederlo, la volontà di un altro club ad acquistarlo. Sui primi due fattori, nella questione Villar, non ci sono dubbi. Ma il terzo? C'è cioè un club intenzionato a prendere il giovane spagnolo? La risposta è sì. Perché dopo aver avuto una serie di conferme, possiamo dire con più che ragionevole certezza, che il Valencia è interessato a riportare il centrocampista in Spagna. Su espressa richiesta del suo allenatore, Josè Bordelas. Ma, come ti sbagli, c'è un problema di cash. Nel senso che il club spagnolo non è che navighi in acque economiche troppo incoraggianti. E allora la richiesta del Valencia si basa su un'operazione in prestito con un diritto di riscatto. Oppure in uno scambio alla pari con l'esterno destro italiano Piccini in direzione Trigoria (trenta anni, contratto in scadenza il prossimo trenta giugno), cosa che alla Roma interessa poco e niente.

Alla fine, però, visto che uno entra soltanto se uno esce, l'impressione è che Villar a gennaio tornerà a casa. A quel punto, toccherà alla Roma dare a Mourinho quello che Mourinho ha chiesto, cioè un altro centrocampista. Ma un titolare, un giocatore in grado di essere più che un'alternativa a Cristante e Veretout che fin qui le hanno giocate tutte o quasi, in ogni caso troppe per garantire un rendimento costante e positivo. Tiago Pinto che non passa giorno senza affrontare il problema del mercato, vorrebbe prendere lo svizzero Denis Zakaria, cartellino del Borussia Moenchengladbach ma solo fino al prossimo trenta giugno. Il giocatore non è intenzionato a prolungare con il club tedesco e si è messo sulla riva del fiume in attesa dell'offerta migliore che spera gli arrivi dalla Premier. La Roma lo sa, ma è intenzionata a cambiare le carte in tavola provando a trovare un accordo economico con il giocatore e con il Borussia. Garantendo ai tedeschi comunque un po' di cash, sei-otto milioni al massimo, provando poi a convincere il giocatore con un quinqennale da tre milioni netti compresi i bonus. Secondo alcune fonti di mercato sempre bene informate, nei prossimi giorni è previsto un nuovo contatto tra Pinto e gli agenti del giocatore per provare a capire che margini di manovra ci siano per strappare il suo sì.
La cosa, comunque, per quello che ci risulta, non è per niente semplice anche se la Roma ci proverà fino all'ultimo. Pur lasciandosi in piedi ovviamente piste alternative. Come quella di Nandez del Cagliari, altro giocatore che piace parecchio e che in più ha anche l'opzione di poter giocare come esterno destro basso, altro ruolo che la Roma è intenzionata ad arricchire nel prossimo mercato di gennaio. L'uruguaiano da tempo ha fatto sapere al club sardo di voler andare via, strappando anche la promessa che, di fronte all'offerta di un club importante, Giulini dovrebbe garantirgli di andare via. Ma c'è il problema del costo del cartellino. Che il Cagliari valuta oltre i quindici milioni. Cifra che in questo momento non c'è nel portafoglio di Pinto. Ma che da qui a dicembre potrebbe materializzarsi grazie a Pau Lopez. Per il portiere spagnolo, infatti, entro Natale dovrebbero essere centrare le venti presenze con il Marsiglia, cioè il numero necessario perché il diritto di riscatto fissato a dodici milioni si trasformi in obbligo. A quel punto sarebbe più possibile una trattativa con il Cagliari al quale si potrebbe garantire anche una parziale contropartita tecnica con il trasferimento di uno dei giovani centrocampisti giallorossi (Darboe o Bove).

C'è un terzo nome per il centrocampo del futuro della Roma. Un nome che negli ultimi giorni si sta facendo con sempre maggiore insistenza. È quello del centrocampista spagnolo Dani Ceballos, ragazzo che sembrava destinato a una grande carriera, ma che dopo un'esperienza non positiva all'Arsenal, non sta trovando spazio nel Real Madrid di Ancelotti dove rimane costantemente a guardare. È un giocatore che ha le caratteristihe richieste da Mourinho. Ha grandi potenzialità, ma la Roma potrebbe prenderlo solo in prestito. Se il Real è d'accordo...