Volendo, si può aspettare anche fino al trentuno ottobre. Quando chuderà i battenti il mercato battente bandiera delle Maldive. Chissà che campionato c'è da quelle parti, le trasferte in canoa, il derby degli atolli, premio scudetto un gommone. Sempre volendo, come alternativa ci potrebbe essere l'ambitissimo campionato di Aruba che sentirà il gong finale del mercato il prossimo primo ottobre. Ma dubitiamo che gli esuberi giallorossi possano essere interessati, oltre che al vil denaro, a palcoscenici di questo tipo. E allora il rischio che rimangano tutti a Trigoria è sempre più concreto.

Compreso Amodou Diawara (che non è un esubero) che ieri è tornato a Roma dopo la brutta avventura vissuta nella sua Guinea squassata da un colpo di stato. Il centrocampista è atterrato ieri poco prima di mezzogiorno a Fiumicino, proveniente da Parigi dove aveva fatto scalo, regalando una battuta sugli ultimi giorni vissuti nel suo paese: «Ho avuto paura, ora sono felice di essere tornato a Roma». Lo siamo pure noi augurandoci che nel suo paese la situazione si regolarizzi senza violenze. Anche se a Trigoria lo sarebbero stati, felici, ancora di più se si fosse concretizzato il trasferimento del giocatore al Galatasaray (c'è da dire comunque che la dirigenza giallorossa anche ieri sera garantiva di non aver saputo niente di ufficiale a proposito del possibile trasferimento del suo giocatore in prestito nella squadra di Istanbul). Trasferiento che la stampa turca nei giorni scorsi aveva dato per fatto. Invece, niente. E sarà così perlomeno fino a gennaio, visto che ieri sera il mercato turco ha chiuso i battenti. E il Galatasaray che era alla ricerca di un giocatore per rinforzare il suo centrocampo, ha pensato bene di prendere un brasiliano, in prestito, dal Famelicao, tal Assuncao che non è ovviamente quello che venti anni fa festeggiò il nostro terzo scudetto. Diawara, dunque, sarà a disposizione di Mourinho perlomeno per altri quattro mesi in cui il ragazzo (per onestà ha sempre detto di voler rimanere alla Roma per potersi giocare le sue chance con Mourinho) cercherà di essere qualcosa di più di una semplice alternativa ai due mediani titolari che, senza ombra di dubbio, ormai lo Special One ha battezzato in Cristante e Veretout.

A proposito di centrocampisti. Nella giornata di ieri c'è da registrare pure il no di Steven Nzonzi al club qatariota dell'Al Rayyan (e pure qui la Roma garantisce di non aver mai saputo niente, aggiungendo che probabilmente era l'entourage del Polpo che stava trattando il trasferimento, con la società giallorossa pronta a festeggiare se la trattativa si fosse conclusa con le firme sui contratti). Il Polpo, raccontano i bene informati, dopo giorni di serrate trattative con la dirigenza dell'Al Rayyan, alla fine ha preferito rimanere da queste parti dove, comunque, per un anno ha un contratto garantito da oltre tre milioni netti. Eppure, raccontano sempre i bene informati, il club qatariota era arrivato a offrirgli un contratto triennale da oltre due milioni netti senza però riuscire a convincere l'introverso centrocampista francese. E non c'è riuscito neppure il tecnico dell'Al Rayyan, ovvero Laurent Blanc che ha fatto tutte le pressioni possibili con i dirigenti del club per convincerli ad accontentare Nzonzi. E, come logica, lo sforzo il club lo aveva fatto garantendo al giocatore oltre sei milioni per i prossimi trentasei mesi, più una serie di bonus. Niente da fare. Il Polpo ha detto no. A questo punto, l'unica speranza di vedere il francese salutare la Roma, è legata al fatto che in Qatar il mercato sarà aperto sino al prossimo trenta settembre. Quindi ci sono oltre venti giorni per provare a trovare una soluzione che soddisfi l'ombroso Polpo. Che, se dovesse salutare, potrebbe in qualche modo anticipare (grazie ai sei milioni lordi di risparmio sull'ingaggio del giocatore) il lavoro di Tiago Pinto a proposito dal centrocampista da mettere a disposizione d Mourinho nel prossimo mercato di gennaio. A questo proposito a Trigoria le idee non mancano, dallo svizzero Zakaria all'austriaco Grillitsch per finire all'uruguaiano Nandez del Cagliari, ma sarà necessario risparmiare per consentire al ds romanista un più ampio margine di manovra.

Risparmiare, però, non sarà facile. Perché, per quello che ci risulta, neppure gli altri due esuberi, Fazio e Santon, sembrano destinati a salutare nelle prossime settimane. Per Santon, infatti, si è chiuso quel mercato turco dal quale un paio di offerte gli erano arrivate e, per ora, non si è materializzato nessun club arabo disposto a rilevare il suo contratto. Figuratevi, allora, per Fazio. Che, dopo aver rifiutato tutto, peraltro offerte che gli avrebbero consentito di non perdere un euro rispetto all'anno di contratto che ha garantito con la Roma, alla società ha fatto sapere di vedersi in tribunale. A Trigoria se ne sono fatti una ragione. Pure noi.