Rafforzamento della squadra, con un occhio particolare al futuro per dare ancora più senso al fattore tempo chiesto da Mourinho. Sfoltimento della rosa. La più drastica possibile riduzione di un monte ingaggi non più sostenibile alla luce della terza stagione senza Champions League. Sono state queste, e continueranno a esserlo anche nei giorni che ci dividono dal gong finale di questa sessione di mercato estiva, le tre stelle polari con cui Tiago Pinto ha affrontato, sta affrontando e continuerà ad affrontare la sua prima, autentica, volta da grande capo delle operazioni del mercato giallorosse.

I numeri che in buona parte abbiamo riassunto nella tabella che trovate in questa pagina, ci dicono che il dirigente portoghese sta facendo un lavoro enorme e che, in buona misura, sta rispettando le direttive della famiglia Friedkin che, ieri, ha fatto sapere di essere pronta a inaugurare il primo hotel superlusso nel nostro paese, a Firenze per la precisione.

Partiamo dalla questione miglioramento della rosa, soprattutto in prospettiva. Il budget speso è stato importante, quasi cento milioni. Perché agli ottantadue serviti per i quattro nuovi giocatori (Abraham 40, Shomurodov 17,5, Viña 13, Rui Patricio 11,5, il tutto al netto di bonus presenti in tutti i contratti di acquisizione dei cartellini), bisogna aggiungere i 9 per il riscatto obbligatorio di Ibanez e i 6,750 per l'altrettanto obbligatorio riscatto di Reynolds. Due giocatori di ventiquattro anni, uno di ventisei, il solo Rui Patricio oltre i trenta, peraltro in un ruolo come quello del portiere in cui la Roma aveva assoluto bisogno di ritrovare un minimo di garanzie, stanno a testimoniare come l'occhio verso il futuro sia stato rispettato. Anche, volendo, da un punto di vista economico, perché i tre giovani o quasi, Abraham, Shomurodov e Viña, potenzialmente tra qualche anno possono garantire incassi e plusvalenze. Cosa, peraltro, che vorrebbe dire aver visto una Roma competitiva ai massimi livelli.

Passiamo allo sfoltimento della rosa. A fronte dei quattro acquisti (a cui bisogna aggiungere i rientri di Olsen e Nzonzi che Pinto si augura di sistemare da qui al trentuno agosto), ci sono state, comprendendo anche i giovani, la bellezza di ventuno cessioni (e non è finita). In pratica una rosa intera, comprendendo anche i tre svincolati al trenta giugno scorso, Juan Jesus, Bruno Peres e Antonio Mirante (i primi due hanno trovato una nuova squadra). Poi sono stati salutati Dzeko, Florenzi, Pau Lopez, Ünder, Kluivert, Pedro, Bianda, Coric (destinato allo Zurigo). E una serie notevole di giovani che, sommati, una certa cifra di ingaggi comunque la facevano (Providence al Bruges, Cardinali al Latina, Antonucci al Cittadella, Podgoreanu allo Spezia,Valeau al Seregno, D'Orazio alla Spal, Buttaro al Palermo, Tall all'Olimpia Lubiana, Semprini al Trastavere, Greco al Potenza). è stato fatto, in sostanza, un lavoro enorme per ridimensionare in maniera drastica il numero delle busta paga da preparare il ventisette di ogni mese. Il tutto, peraltro, in un mercato del post (si spera) pandemia in cui, come si è visto, di euro, emiri a parte, ne sono girati davvero pochini.

È vero, sono state tutte cessioni, a parte Dzeko e i giovani, confezionate con la formula del prestito. Ma è altrettanto vero che se, la prossima estate, saranno esercitati i diritti di riscatto, almeno quelli relativi ai giocatori importanti, cioè per Florenzi (4,5), Ünder (8,4), Kluivert (15) e Pau Lopez (12), nelle casse giallorosse entrerebbero 39,9 milioni che andrebbero a ridimensionare la spesa (dilatata nel tempo peraltro) affrontata in questa stagione. Senza dimenticare che comunque quest'anno, fin qui, comprendendo i giovani e anche il milione e quattrocentomila euro arrivato a Trigoria per il ritorno in Europa di Gerson, nelle casse romaniste sono entrati circa cinque milioni. Sommando, in pratica quasi la metà di quello che è stato speso.

Se poi si passa ad analizzare la questione da un punto di vista del monte ingaggi, allora i numeri che Pinto è riuscito a mettere insieme, sono in perfetta linea con quanto gli è stato richiesto dalla società. Abbiamo infatti sommato gli stipendi lordi che la Roma avrebbe dovuto garantire ai ventuno giocatori salutati. Non pretendiamo di essere sicuri al cento per cento dei numeri, ma crediamo di sbagliare davvero di poco dicendo che il risparmio è valutabile in 48,6 milioni. A cui, ovviamente, devono essere sottratti i costi dei quattro nuovi stipendi, costi che in totale ammontano a 14,9 milioni. Sottraendo, vuole comunque dire che sul bilancio della Roma di questa stagione ci sarà un risparmio di quasi trentaquattro milioni. Che, sommati ai numeri fatti in precedenza, vorrebbe dire quasi ottanta milioni totali. Cioè appena venti in meno rispetto a quello che la società ha speso in questa stagione, numero che si andrebbe azzerare se Florenzi, Ünder, Lopez e Kluivert il prossimo anno saluteranno definitivamente.
Se poi Pinto, da qui al trentuno agosto, dovesse riuscire a piazzare Nzonzi (5,8 milioni di ingaggio), Fazio (4,5), Santon (2,8), Olsen (3,6) e Pastore (7), i numeri delle intere operazioni andrebbero addirittura in positivo. Almeno per la nostra matematica dove due più due continua a fare quattro.