«Ci manca qualcosa». Mourinho lo ha detto una, due, tre volte, la quarta l'ha confezionata con un fatto, cioè i cambi a tempo scaduto o quasi nel corso della prima ufficiale contro i turchi (assenti comunque a vario titolo Smalling, Villar, Abraham, Spinazzola). Lo ha detto, lo Special One, applaudendo a prescindere il mercato portato avanti fin qui dalla società, «un mercato di reazione» lo ha definito, pensando all'infortunio di Spinazzola e alla richiesta d'addio di Dzeko che, in corso d'opera, sono stati due eventi che hanno cambiato le carte in tavola a Pinto e alla programmazione che era stata concordata con tecnico e proprietà.

Quel qualcosa, comunque, continua a mancare, anche se il tecnico portoghese, con un'inedita eleganza dialettica, ha fatto sapere che quello che serve potrebbe arrivare pure «l'estate prossima». La società, peraltro, in via ufficiosa continua garantire che le operazioni in entrata devono considerarsi chiuse a meno che non si materializzi qualche cessione in grado di garantire il cash per andare a prendere quel qualcosa che manca. Che, non ci vuole Einstein per capirlo, deve essere individuato in mezzo al campo. Un centrocampista di regia e interdizione, in grado di dettare tempi e geometrie, in grado di garantire anche una certa personalità. Tutte caratteristiche che la Roma ci aveva fatto capire confermando come la scelta numero uno per il ruolo, fosse stata individuata nello svizzero Xhaka, giocatore che è il perfetto identikit di quel qualcosa che manca. Con il giocatore dell'Arsenal pare che non ci sia più margine di trattativa (a Londra danno per fatto il prolungamento contrattuale dello svizzero ma i Gunners fino a oggi non lo hanno ufficializzato), quindi, sempre che si materializzi qualche cessione, la Roma ha spostato il suo interesse su altri nomi. Non su quello di Luca Torreira, di proprietà pure lui dell'Arsenal, giocatore che sta cercando di tornare in Italia. Non alla Roma, perché da Trigoria ci hanno detto che non è l'uruguaiano il centrocampista che si sta cercando.

Chi, allora? Tutti gli indizi, almeno per quelli che siamo riusciti a scovare, portano a un altro svizzero. Cioè Denis Zakaria, venticinque anni, cartellino di proprietà del Borussia Moenchengladbach ma contratto in scadenza il trenta giugno 2022. Pinto ne ha parlato, nella sua tre giorni londinese per Abraham, con il procuratore dello svizzero Ramadani con cui sono stati ristabiliti rapporti di lavoro dopo le frizioni che c'erano state ai tempi dei contatti per portare Sarri sulla panchina giallorossa, contatti che furono azzerati dall'irruzione di Mourinho. Ci sarebbero i presupposti per prendere Zakaria, ma il club tedesco per il cartellino del suo giocatore chiede una cifra superiore ai venti milioni. Troppi, ora, per la Roma che in questo mercato fin qui ha speso poco meno di cento milioni, comprendendo anche i riscatti obbligatori di Ibanez (nove milioni) e Reynolds (6,75). Ecco allora che tornano indispensabili le cessioni, possibilmente in mezzo al campo. Ma con Villar che ha rifiutato il Sassuolo e Diawara il Wolverhampton, arrivare a formulare un'offerta per Zakaria oggi come oggi è un'impresa di sfrenato ottimismo (a meno che i Friedkin non vogliano sorprendere ancora).

Eppure di cessioni fin qui Pinto è riuscito a concretizzarne parecchie. Comprese quelle di ieri che hanno visto Florenzi firmare con il Milan (prestito da un milione più diritto di riscatto fissato a quattro e mezzo); Bianda volare a Nancy per firmare con il club francese di Ligue2 (pare a titolo definitivo, roba che sarebbe un autentico capolavoro); Coric avviato a grandi passi (si spera) a dire sì agli svizzeri dello Zurigo; il giovane Providence dato in prestito in Belgio al Bruges con un riscatto fissato a due milioni e mezzo. Ma come è fin troppo evidente, fin qui le cessioni materializzate (Pau Lopez, Under, Kluivert, Pedro, Dzeko più una serie di giovani,) tutto hanno fatto meno che garantire cash alle casse giallorosse. Anche se c'è da dire che da un punto di vista del risparmio sul monte ingaggi, bisogna sottolineare come, per i nostri conti, ci sia stato fin qui un risparmio intorno ai quaranta milioni lordi, pur detraendo ovviamente gli stipendi per i nuovi arrivati. Ma non basta. Pinto deve ancora sistemare Olsen (West Ham e Lille sono ancora in corsa), Nzonzi che dovrebbe andare in Qatar, Fazio (il Verona è scomparso) e Santon per il quale ci sono stati sondaggi di Salernitana e dei turchi del Sivasspor. Non è da escludere, peraltro, che l'esterno destro a fine mercato possa essere reintegrato in rosa per garantire un cambio a Karsdorp. In ogni caso difficile che da questi giocatori possano arrivare i soldi per andare a prendere Zakaria. C'è bisogno della cessione di un giocatore della rosa di prima squadra. Che la sorpresa possa essere El Shaarawy?