Uno a Milano. L'altro a Londra. Il primo, Dzeko, decollato da Ciampino, intorno alle dieci e trenta di ieri, accompagnato dalla moglie e dal suo procuratore Lucci. Il secondo, Pinto, da Fiumicino con un volo di linea, centoventi minuti dopo, da solo, ma con una fitta agenda di appuntamenti, tra cui anche quello con i Friedkin, segnalati a Londra. Sono le immagini di un divorzio, quello tra Dzeko e la Roma, celebrato già il giorno prima, ma che ieri è stato certificato. Con il bosniaco volato a Milano, visite mediche per l'Inter, firme sul biennale da sei milioni netti, incontro con Simone Inzaghi (pensa te) e i suoi nuovi compagni. Nessuna sorpresa, ma fa comunque un certo effetto (non necessariamente positivo) dire addio al centravanti della Roma degli ultimi sei anni, 119 gol, terzo cannoniere di sempre della nostra storia. Del resto erano oltre tre anni che questo divorzio si doveva fare. E' arrivato quando nessuno se lo aspettava, a cominciare da Mourinho descritto letteralmente imbufalito per la decisione del giocatore. Forse è arrivato con un anno di ritardo e questo probabilmente ha avuto il suo peso in una separazione che, ci dicono, sia avvenuta con toni piuttosto accesi. A conferma di come il divorzio sia stato turbolento, la Roma pur di lasciar andare Dzeko, pare che non prenderà un euro per il cartellino avendo però un bonus da circa due milioni in caso di qualificazione Champions dei nerazzurri (scelta, questa, che a noi lascia perlomeno perplessi).

I giocatori passano, la Roma resta, si dice così no? Verissimo, quindi meglio pensare a chi dovrà raccogliere la pesante eredità del bosniaco. Pinto ci sta lavorando da venerdì della passata settimana, cioè da quando, a Siviglia, Dzeko comunicò la sua decisione di voler andare via. E per questo ieri è volato a Londra, obiettivo definire l'acquisto di Tammy Abraham. In realtà l'accordo con il Chelsea è già stato trovato per l'acquisto del cartellino alla cifra di 45 milioni pagabili in cinque anni (sembra con una clausola di riacquisto da parte del club inglese). Cifra che, se si chiuderà, costituirà il nuovo record cash per l'acquisto di un giocatore da parte della Roma. C'è però da convincere Abraham che, inizialmente, ha fatto sapere di essere più intrigato dall'offerta che gli era arrivata dall'Arsenal squadra per cui tifa. Bisogna convincerlo, sapendo di poter contare anche sull'appoggio del Chelsea che preferisce cedere il centravanti alla Roma. Con il Chelsea che ieri sera ha giocato la Supercoppa contro il Villareal a Belfast (Abraham in panchina), Pinto a Londra, molto probabilmente con i Friedkin, ha incontrato il procuratore dell'inglese, Neil Fewings, con l'obiettivo di mettere a punto le cifre di un ingaggio da quattro milioni netti (sei lordi con il decreto crescita) a stagione per cinque anni. Cifra che ha smosso qualcosa in Abraham che, oltretutto, sembra sia stato molto favorevolmente impressionato dal fatto che la Roma vuole acquistarlo tutto e subito, piuttosto che dilatare i tempi con prestiti e formule fantasiose. Insomma le premesse per arrivare alla fumata bianca ci sarebbero tutte, ma finché non dirà sì il giocatore, è inutile fare anche previsioni. Anche perché nell'affare si è inserito pure l'Arsenal. Non tanto con il Chelsea, quanto con la Roma. A cui ieri ha offerto il cartellino del centravanti Lacazette (scadenza nel 2022) a prezzo di saldo per avere poi campo libero per Abraham. A noi risulta che la Roma abbia dato una risposta negativa (ma se l'Arsenal nel pacchetto inserisse anche Xhaka che succederebbe?), avendo ormai deciso di puntare le sue fiches sul centravanti inglese con radici nigeriane di proprietà del Chelsea dove è cresciuto nelle giovanili.

Ma se la risposta del ragazzo fosse un due di picche? C'è un piano B, ovviamente, anche perché Pinto e la Roma non possono certo farsi trovare impreparati dopo aver dato il semaforo verde a Dzeko e a pochi giorni ormai dal via ufficiale della stagione. Serve un centravanti e un numero nove arriverà. Che, in caso di fumata nera per Abraham, potrebbe essere l'iraniano Azmoun, cartellino di proprietà dello Zenit ma contratto in scadenza il trenta giugno del prossimo anno. Il giocatore piace, parecchio, a Mourinho che ne aveva fatto il nome anche prima dell'acquisto di Shomurodov. Il problema è lo Zenit, proprietà di uno degli uomini più ricchi di Russia che non si spaventa certo se un suo giocatore dovesse arrivare alla scadenza naturale del contratto e andare quindi via a parametro zero. Servono allora non meno di venti milioni per provare a mettere le mani sul centravanti iraniano he, dal canto suo, avrebbe già fatto sapere di essere ben felice di trasferirsi nel nostro campionato. In Russia guadagna tre milioni netti più bonus, visti i quattro offerti ad Abraham lo stipendio non ci sembra un problema (pure lui avrebbe i benefici del decreto crescita con una fiscalità ridotta del cinquanta per cento a patto che poi rimanga in Italia almeno due anni). Ma visto che in tempi di mercato non ci si fa mai mancare niente, c'è da aggiungere che sempre ieri, a Londra, Pinto ha incontrato anche il procuratore Ramadani, offrendo alla Roma la possibilità di prendere (in prestito) l'attaccante serbo Luka Jovic, ventiquattro anni, cartellino di proprietà del Real Madrid che lo pagò 63 milioni di euro. E' un nome da non sottovalutare.