Ma non dovevamo sentirci più? Pare che i dirigenti del Manchester United abbiano risposto così, mitigando il tutto con un sorriso, quando hanno ricevuto una telefonata proveniente da Trigoria. La domanda non è poi così campata ieri. Non tanto per il contenuto, cioè la richiesta per sapere se Alex Telles è un giocatore sul mercato, quanto per i precedenti. Oltretutto molto recenti. Ovvero dello scorso anno quando, come ricorderete tutti, Roma e Manchester United si confrontarono per mesi, motivo il cartellino di Smalling. Fu una trattativa infinita che si concluse sul gong finale del mercato estivo e che ebbe pure un'appendice di suspense perché per oltre un'ora il nome del difensore inglese non comparve sul sito della Lega nella casella dei trasferimenti. A Manchester, dopo il calvario della passata stagione, pensavano che la Roma per un po' di tempo avrebbe scelto altre strade per i suoi acquisti piuttosto che quella che porta alla sede dell'United. E invece rieccoli una di fronte all'altra. Stavolta, però, con un paio di differenze che chissà non siano propedeutiche per una soluzione più veloce. La prima è che a condurre il mercato giallorosso non c'è più l'amministratore delegato Guido Fienga che è stato responsabile delle operazioni di mercato fino al momento in cui è sbarcato a Trigoria Tiago Pinto. La seconda è la formula dell'affare. Se un anno fa la Roma doveva e voleva acquistare il cartellino di Smalling (alla fine fumata bianca sulla base di quindici milioni più cinque di bonus), ora Pinto vorrebbe convincere il club inglese a cedere in prestito con un diritto di riscatto il cartellino di Alex Telles, esterno sinistro basso che può giocare anche più alto, individuato a Trigoria come uno dei migliori nel ruolo per ridimensionare il grave infortunio di Spinazzola. Brasiliano, ventinove anni da compiere il prossimo dicembre, contratto lungo fino al giugno 2024, è arrivato all'United un anno fa, pagato al Porto quindici milioni (è stato ammortizzato solo per dodici mesi). I contatti tra le parti, come detto, sono già iniziati. E, come ti sbagli, la Roma ha subito preso atto che la trattativa non sarà una passeggiata di salute. Perché a Trigoria il giocatore vorrebbero prenderlo in prestito, pagando non più di due milioni, con un diritto di riscatto senza clausole che trasformino il diritto in obbligo. A Manchester per ora l'ipotesi del prestito pare invece che non la vogliano prendere neppure in considerazione e hanno rilanciato con l'ipotesi della cessione valutata da quelle parti intorno ai quindici milioni, cioè esattamente quanto hanno pagato un anno fa per prendere un giocatore che poi nell'ultima stagione si è quasi sempre seduto in panchina, complice il ritorno in copertina dell'inglese Shaw, quello, per capirci, che ci ha segnato nella finale dell'Europeo. Insomma, la differenza tra le parti non è soltanto di soldi, ma proprio concettuale. Ci sarà bisogno, quindi, di continuare a lavorare, immaginando che un punto d'incontro si possa trovare con la formua del prestito oneroso, tre-quattro milioni, e un obbligo di riscatto dopo dodici mesi fissato intorno ai dieci. Sono comunque soltanto ipotesi che la Roma probabilmente nei prossimi giorni cercherà di capire se si possono trasformare in realtà. Per quello che ci risulta, il club giallorosso ha contattato anche i procuratori del brasiliano, cioè la sorella del giocatore e Pino Zahavi, uno di quelli che non dice nulla neppure sotto minaccia di tortura.
A Pinto, in ogni caso, non mancano, sulla carta, le alternative per andare a coprire quel buco che si è creato a sinistra a causa del prolungato ko di Spinazzola. Di nomi ne sono stati fatti già parecchi. Tutti, per motivi diversi, non semplici. Quello che al momento sembra più abbordabile è D'Ambrosio dell'Inter. Con il club campione d'Italia, infatti, ci sono le premesse per poter mettere in piedi uno scambio più o meno alla pari. Non tanto con Dimarco appena rientrato dal prestito al Verona, quanto con D'Ambrosio. Florenzi non avrebbe problemi a dire sì, nel caso un po' più complesso sarebbe convincere l'interista.