La serata inaugurale dell'Europeo, con l'Olimpico finalmente riaperto ai tifosi per il venticinque per cento della capienza, è stata anche un esperimento. Si è verificato qualche problema, ma si può dire che la prima prova del ritorno dei tifosi, è andata abbastanza bene. Serviva. Soprattutto in funzione di un futuro che dovrà rivedere la presenza dei tifosi sugli spalti. Gradualmente sarà ampliata la percentuale della capienza, augurandoci che continuino a diminuire, in maniera inversamente proporzionale, i numeri di questa maledetta pandemia. La partita degli azzurri contro la Turchia è stata quindi anche un primo passo verso un graduale ritorno alla normalità. Un esame superato. In particolare per la procedura d'ingresso. Procedura che la Roma ha messo a punto con le istituzioni e che sarà ribadita anche per le partite (almeno quelle iniziali) del prossimo campionato.

Vediamo, allora, come sono andate le cose. Partendo dal numero di biglietti venduti: 15.954 tagliandi pari, appunto, al venticinque per cento della capienza. Chi si è presentato allo stadio, si è sottoposto a tutti i controlli consueti, ma anche a una procedura ben precisa anti Covid. Tutti, per entrare, hanno dovuto presentare un certificato che attestasse di un tampone negativo fatto non più di quarantotto ore prima; di un documento che certificasse la somministrazione almeno della prima dose del vaccino perlomeno quindici giorni prima; di una ricetta medica che garantisse la guarigione dal Covid datata al massimo sei mesi prima. In più a tutti i presenti è stata presa la febbre. In caso di alterazioni febbrili sospette, il tifoso in questione sarebbe stato portato in una delle tende che erano state allestite all'esterno dello stadio. Nessuno, però, ha avuto bisogno di ricorrere all'isolamento in tenda. I biglietti erano stati venduti con il criterio del distanziamento, ma poi all'interno i nuclei famigliari o i gruppi di amici, si sono riuniti per tifare tutti insieme.

Sarà questa la procedura che sarà seguita anche per i tifosi della Roma quando potranno tornare a seguire la squadra giallorossa dagli spalti dell'Olimpico. Per ora, comunque, con una capienza limitata al venticinque per cento, anche se si spera che da qui a settembre i numeri della pandemia possano garantire un aumento della percentuale. La capienza limitata, però, pone una serie di problemi. Da escludere che siano messi in vendita abbonamenti, quindi come vendere i biglietti? E a chi venderli pensando a possibili prelazioni? Gli abbonati dell'ultima stagione in cui è stato possibile garantirsi la presenza per tutte le diciannove partite del campionato, non potranno tutti avere il loro posto. Come numero e come settore. Erano poco meno di venticinquemila gli abbonati giallorossi, in ogni caso ne rimarrebbero fuori tra gli ottomila e i novemila. In più c'è il problema del settore. Perché i quasi sedicimila biglietti in vendita sono spalmati in tutti i settori, mentre la maggioranza degli abbonati romanisti il suo posto lo ha scelto e voluto in Curva Sud. E' possibile che si decida di fare un sorteggio e in questo caso c'è chi dovrà accettare di cambiare il suo posto, trasferendosi in un altro settore. Chi vincerà il sorteggio, potrà poi cominciare a scalare il credito maturato in conseguenza della chiusura degli stadi nel momento del primo lock down. Credito certificato da un voucher consegnato dalla Roma e che in questi giorni è stato ulteriormente prorogato con una mail della società.