Un tiro a segno. Contro la squadra che aveva battuto al secondo turno il Real e che fino a ieri sera comandava in solitaria il girone G, la Roma ha giocato al tiro a segno. Ha sofferto solo un po' all'inizio e per qualche minuto dopo il 3-0, quando i russi hanno provato il tutto per tutto cambiando assetto e liberando un po' di talento nella trequarti romanista, ma nella parte più delicata della partita i giallorossi hanno riversato verso la porta del povero Pomazun tutta la frustrazione accumulata in quegli stenti accusati in campionato contro squadre che non valgono certo questo Cska. 21 tiri, di cui addirittura 13 nello specchio, con tratti di gioco stellare e un'efficacia che ha rasentato la perfezione: «Ci hanno dato una vera lezione» ha commentato il loro allenatore. Ma qual è la vera Roma?

A ripensare al cammino trionfale di Champions della scorsa stagione, agli otto gol segnati nelle ultime due sfide, a quell'incredibile score delle partite casalinghe della gestione Di Francesco (8 partite, 7 vittorie e un pareggio, 20 gol fatti e 2 subiti, tutti contro il Liverpool), alla qualità del gioco mostrata in gran parte di queste sfide, verrebbe da credere che la Roma sia questa qui, quella che si confronta con i rappresentanti nobili dell'Europa che conta e ne esce ogni volta più forte, come se non avesse paura di mostrarsi nel suo vestito migliore. Ma quando si tratta di ribadire la superiorità anche in Italia, contro squadre di censo diverso, più chiuse e sfrontate, tatticamente più smaliziate e meno rispettose del blasone dei giocatori giallorossi, allora il discorso cambia. Questa storia a raccontarla non ci si crederebbe. L'anno scorso la storica vittoria col Barcellona s'è incastonata tra la sconfitta casalinga con la Fiorentina e il pareggio con la Lazio nel derby, la vittoria col Plzen tre settimane fa ha fatto da preludio alla brutta esibizione di Empoli, poi finita bene quasi più per casualità che per merito. E adesso quest'ultima grande prestazione ha seguito di tre giorni appena la penosa sconfitta con la Spal. Dobbiamo pensare che quando sale il livello la Roma riesca a dare il meglio di sé? Lo vedremo domenica, contro il Napoli di Ancelotti. Intanto, è rinata una stella.