Quello che più colpisce, in Justin Kluivert, è la volontà di migliorarsi sempre, senza adagiarsi sugli allori. Ben più del fatto che a 19 anni vanti 56 presenze con l'Ajax, due con la nazionale e cinque (condite da quattro gol) con l'Under 21 olandese. Da quando in estate si è trasferito a Roma, ha ripetuto come un mantra che sa di dover lavorare duro per conquistarsi uno spazio importante nelle rotazioni di Di Francesco, e così sta facendo.

Ma già all'esordio a Torino ha messo in mostra tutte le sue potenzialità: slalom fra tre avversari, fuga sull'out e cross in mezzo per la pennellata di Dzeko che vale i tre punti. Della serie: piacere, Justin. Poi, complice il blackout collettivo, il figlio di Patrick ha faticato un po'. Come del resto tutta la squadra. Si è riacceso insieme alla Roma, e contro il Viktoria Plzen ha segnato il suo primo gol giallorosso. Un gol che gli ha permesso di diventare il più giovane marcatore del club in Champions League. Finora 223 minuti per il ragazzo che Monchi ha strappato alla concorrenza dei più grandi club europei, Manchester United in primis. Un bottino niente male, per un calciatore che che compirà vent'anni tra sette mesi. Ma Justin non si accontenta e pensa in grande. A partire da domani, quando la Spal arriverà all'Olimpico. L'ala, reduce dalle due splendide prestazioni con l'Under 21 olandese, si candida per una maglia da titolare. E per Di Francesco sarà difficile lasciarlo fuori.

Il ragazzo si farà

Con i giovani Orange gli sono bastati 155 minuti per timbrare il cartellino due volte: la prima contro la Lettonia, la seconda con l'Ucraina; in entrambi i casi i suoi gol hanno sbloccato la partita. I due 3-0 non sono però bastati all'Olanda, esclusa dall'Europeo di categoria in programma la prossima estate.  «Penso di essere uno dei ragazzi su cui costruire il futuro - ha dichiarato dopo l'ultima gara dei tulipani - Il mio obiettivo adesso è conquistarmi un posto nell'Olanda dei grandi». Guarda avanti, Justin da Zaandam, a testa alta come quando accende il turbo e scappa sulla fascia. Del resto il Ct Koeman lo ha già fatto esordire con la nazionale maggiore e non è escluso che nei prossimi impegni decida di puntare su di lui una volta per tutte. E, data la giovane età, chissà che Kluivert junior non riesca a superare i numeri di papà Patrick, che con la maglia arancione ha totalizzato 79 presenze. Molto dipenderà dal suo rendimento con la Roma, ma questo lui lo sa bene, tanto che non vede l'ora di essere messo alla prova.

Lo dimostrano le sue parole al De Telegraaf: «Sto diventando più forte e ne sono consapevole. Anche in allenamento le cose stanno migliorando. Adesso capisco cosa voglio da me i compagni e loro capiscono vosa vorrei io. Spero di giocare sempre più minuti». Justin scalpita, dunque, come è giusto che facciano tutti i giovani calciatori. Ma è cosciente che il processo di crescita è tutt'altro che concluso, perché ci sarà ancora molto da lavorare. Ma la sua intraprendenza calcistica, le doti nell'uno contro uno, la velocità e l'abilità nel dribbling sono ciò di cui la manovra offensiva della Roma ha più bisogno. Che sia a destra o a sinistra, quello che gli interessa è soltanto giocare. In Serie A Kluivert ancora non ha segnato, ma non vede l'ora di sbloccarsi: magari già domani contro la Spal, se Di Francesco gliene darà la possibilità.