Trigoria, abbiamo un problema. Ovvero gioca Dzeko. Che può essere un problema, si fa per dire sia chiaro, soltanto se lo si vede dal punto di vista di Patrik Schick, ventidue anni, nazionale ceco, una grande stagione alla Sampdoria, una valutazione da quarantadue milioni, il trasferimento a Trigoria. E poi, appunto, Edin Dzeko. Che gioca nel suo stesso ruolo naturale. Che è un campione. Che ha segnato 78 gol con la Roma. Che eccetera eccetera eccetera. Perché noi crediamo che il problema di Schick stia tutto qui. Cioè l'impossibilità di giocare nel suo ruolo.

Si è provato in qualche occasione a farli giocare insieme, ma servirebbe tempo perché i due si possano capire e conoscere, e a Roma il tempo non c'è. In qualche altra occasione, poche, Di Francesco ha provato a dare la maglia da titolare al ceco, ma il ragazzo non ha mai dato quelle risposte che si pensava dopo averlo visto talento emergente e di qualità, pure a spese nostre, con la maglia della Sampdoria. Il risultato, quest'anno, è stato cinque presenze, una da titolare, un totale di 249' minuti giocati.

E allora? Allora c'è bisogno che Schick si dia una mano da solo. Cioè quando andrà in campo, dovrà dare un segnale che poi possa indurre Di Francesco a continuare a schierarlo nella formazione titolare. Di occasioni ne ha avute, anche se a noi, prima o dopo, piacerebbe vederlo giocare una decina di partite con continuità. Sarebbe l'ultimo appello. E vuoi vedere che...