Come Ebrima t'amerò: parafrasando il verso della celebre canzone resa immortale da Tony Dallara e Domenico Modugno, l'omaggio a Darboe è dovuto dopo il derby vinto dalla Roma sabato sera. Perché, ancora una volta, il giovane centrocampista gambiano è risultato tra i migliori in campo, spiccando per sangue freddo e personalità, ma anche per il suo dinamismo, le geometrie e l'intelligenza tattica. Paulo Fonseca ha fatto di necessità virtù: probabilmente, se l'infermeria non fosse stata piena, il numero 55 si sarebbe visto ben poco in campo in questo finale di stagione. Ma prima l'esordio col Cagliari, poi l'eccellente prestazione contro il Manchester United all'Olimpico (entrando a freddo dopo mezz'ora per l'infortunio di Smalling) e in breve il diciannovenne di Bakoteh è diventato centrale, mettendo in mostra un repertorio di giocate degno di un veterano. «Non è facile - ha detto Paulo Fonseca dopo il derby - trovare un ragazzo della sua età con questo coraggio e questa serenità. Ha cambiato la squadra: il suo posizionamento è importante per l'equilibrio difensivo. È un giocatore per il futuro». Un messaggio indiretto a José Mourinho, che raccoglierà l'eredità del connazionale sulla panchina giallorossa: se, qualche giorno fa, lo Special One studiava Calafiori su WyScout (come testimoniato da un video pubblicato su Instagram dallo stesso allenatore di Setubal), c'è da scommettere che un occhio di riguardo lo stia riservando anche a questo giovane talento.

Alla ricerca di un sogno

Un giovane talento che, per inseguire il suo sogno, ha affrontato un viaggio incredibile. Arrivato in Italia con un barcone da minore non accompagnato, lo Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) lo aveva mandato a Rieti. Da lì, l'Asd Young Rieti e in seguito il tesseramento con la Roma Primavera. Sotto la sapiente guida di Alberto De Rossi, Ebrima è cresciuto partita dopo partita, fino ad attirare l'attenzione di Paulo Fonseca. «Qualche anno fa guardavo i giocatori dello United dalla tv, in Africa - ha detto dopo la sfida con i Red Devils - e ora li ho affrontati». Più che una storia, una favola, quella di Darboe, nei cui occhi brillano l'entusiasmo e la gentilezza tipici di chi, dopo tante sofferenze, anche grazie all'aiuto di altre persone sta coronando un sogno. Sabato un altro tassello dolcissimo è stato aggiunto a questa favola, ma ci sono ancora tanti capitoli da scrivere in un libro che (per lo meno calcisticamente) è appena iniziato. Il tempo è dalla sua parte. Lui, intanto, non nasconde la gioia sui social e fa parlare i numeri: contro la Lazio è stato il giocatore con più chilometri percorsi (11,99), ha giocato 56 palle e ottenuto una percentuale di passaggi riusciti del 96%. E ancora: 21 palloni giocati in avanti con successo, 44 passaggi riusciti e 3 recuperi. Il tempo è dalla sua parte, ma se è vero che il mattino ha l'oro in bocca, il nome di Darboe continuerà a circolare a lungo nel calcio che conta. Se lo merita.

Porta al sicuro

Ma «'sti giovanotti de 'sta Roma bella» che si prende il derby hanno anche un altro volto: quello, altrettanto sorridente e genuino, di Daniel Fuzato. Anche lui, come Darboe, si è ritrovato ad essere un eroe per caso: come per il centrocampista, anche il portiere brasiliano è stato gettato di recente nella mischia, causa i problemi di Pau Lopez e Mirante e una rotazione mirata di Fonseca. Quella di sabato è stata la sua quarta partita di fila da titolare con la maglia della Roma; prima di maggio, ne aveva giocata soltanto una: l'ultima di campionato della passata stagione, a Torino contro la Juventus. Ma era una gara ininfluente, ben diversa dalla stracittadina di due giorni fa. E se in precedenza (contro la Samp, ad esempio) le prestazioni non erano state positive, contro la Lazio il ventitreenne brasiliano è stato assoluto protagonista. Prima intorno alla mezz'ora del primo tempo, quando ha sbarrato la strada al tentativo a botta sicura di Luis Alberto, deviando in angolo: il risultato era ancora sullo 0-0 e un eventuale gol subìto avrebbe potuto cambiare le sorti dell'incontro.

Un'altra prodezza è arrivata nel secondo tempo, poco prima del raddoppio di Pedro: con un grandissimo riflesso, Daniel ha opposto la mano sinistra al colpo di tacco da distanza ravvicinata di Immobile, negando il pari ai biancocelesti. Alla fine, il brasiliano ha portato a casa il secondo clean sheet stagionale su quattro partite giocate da titolare in campionato: non male, per uno che nelle gerarchie è il terzo. Dopo il successo, ha fatto festa sui social: «La città si veste di giallorosso!», ha scritto su Instagram. Fuzato e Darboe, i due eroi (non) per caso del derby, con le loro facce pulite da ragazzi che non hanno smesso di sognare, meritano la copertina di questo successo. E ricordano a tutti, giovani e meno giovani, che non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni.