Cor core acceso da Mourinhone, la Roma affronta la meno reclamizzata gara di ritorno della semifinale di Europa League della storia, stasera allo stadio Olimpico alle ore 21. Probabilità di passaggio del turno? 0,000qualcosa. Per una sfida dalle analoghe opportunità, poco più di tre anni fa, si radunarono però quasi 60.000 persone col cuore acceso, allora, dalla speranza di farcela. A certe partite del resto vai (andavi) con animo disincantato. La più grossa paura di ogni tifoso è perdere sul più bello qualcosa che hai davvero vagheggiato. Questa terrificante esperienza i romanisti l'hanno vissuta tra le 21:45 e le 22:30 di giovedì scorso, ora italiana, quando sono passati dall'estasi più pura all'insuperabile mortificazione. Stasera niente potrà fare più male (se non magari il loro gol nel recupero sul 4-0 per noi...). Forse è proprio per questo che l'approccio alla partita stavolta è persino di gran curiosità. Potrà l'effetto Mourinho là dove fallì Fonseca? Non sarebbe giusto ammetterlo, ma se davvero lo 0,000qualcosa diventasse realtà sarebbe un pensiero che nessuno domani potrebbe togliere dalla testa dei romanisti.

Proviamo a vederla così: statisticamente è una cosa che si verifica solo per quell'eccezione che conferma la regola, tipo cinque volte nella storia delle competizioni europee, e comunque mai in una semifinale. Tecnicamente non può esserci il confronto tra una squadra che vale tre volte tanto un'altra. Agonisticamente qualsiasi algoritmo consiglierebbe ai romanisti di non scendere neanche in campo. Tatticamente non si vede come una squadra fatta apposta per colpire in contropiede possa evitare di segnare ancora contro un'altra che quest'anno non ha quasi mai avuto equilibrio tattico e che stasera è chiamata a dover segnare quattro gol (senza prenderne) per raggiungere il suo obiettivo, o cinque prendendone uno. Mettiamoci anche che l'allenatore è stato appena salutato e che la leva agonistica è stata completamente abbattuta dalla mortificazione di quel secondo tempo… Che può accadere di peggio? Insomma, se davvero stasera, magari anche solo perché la Roma si dovesse trovare momentaneamente in vantaggio, qualcuno accenderà il suo cuore coltivando "La" speranza, l'unica giustificazione razionale porterebbe all'effetto indiretto che il "santone" di Leira avrebbe evidentemente già cominciato ad emanare, con la sola imposizione del pensiero, sui suoi prossimi allievi.

Più per divertimento che per reale convinzione, l'altro giorno abbiamo buttato giù le 10 condizioni affinché il miracolo possa avverarsi. Ignoravamo l'undicesima, che invece oggi è chiaramente sulla bocca di tutti i tifosi di ogni squadra del mondo. Peraltro Mourinho è uno che quest'anno cinque gol di scarto al Manchester li ha già rifilati, addirittura a casa loro, un 1-6 che pensarlo oggi dà l'esatta misura di quanto a volte possano essere estemporanei i verdetti delle prime giornate di campionato. Il Manchester è squadra assai più solida del Tottenham, ma quel giorno per i Red Devils non funzionò niente, alla squadra di Mourinho tutto…

È un po' quello che dovrebbe accadere questa sera. Cinque volte è successo, l'ultima fu un clamoroso 8-1 ai supplementari inflitto allo Zenit San Pietroburgo alla Dinamo dopo il 4-0 pareggiato ai tempi regolamentari, era il terzo turno di qualificazione Europa League 2018-19. Ma un'altra è ancora nella mente di tutti perché capitò proprio al Barcellona di Messi, erano gli ottavi di Champions League 2016-17: dopo il 4-0 patito all'andata e il 3-0 della quasi rimonta, Cavani, proprio lui, segnò il 3-1 che sembrò chiudere i giochi. Ma in un indimenticabile finale il Barcellona segnò altre tre reti e compì il miracolo. Ma se di miracoli così ne accadono una volta nella vita, qualcosa ci suggerisce che dobbiamo farci bastare quello del 10 aprile 2018. Ai prossimi penserà mago Mou. Chiedergliene uno già stasera sembra troppo anche per lui.